"Di grammatica non si muore" di Massimo Roscia

LATIANO - Venerdì 18 novembre 2016 a partire dalle ore 20 la Taberna Libraria di Latiano ospiterà la presentazione del libro dal titolo “Di grammatica non si muore” (edito Sperling & Kupfer). È il quinto evento della rassegna autunnale “Cultura, Spettacolo e ...”, l'ormai consolidata serie di appuntamenti con la conoscenza, organizzati dalla Taberna Libraria di Latiano in collaborazione con Centro Studi Meridiana e De Vivo Home Design di Latiano e patrocinata con grande entusiasmo dell'Amministrazione Comunale di Latiano e di Francavilla Fontana. Nell’occasione sarà presente l’autore dell’opera, il professore di grammatica caratterista Massimo

Roscia. Se Massimo Roscia salisse (e non salirebbe) in cattedra, la sua lezione andrebbe (e non andasse) più o meno così. Perché nella grammatica crede fermamente, un po' meno nell'approccio paludato tutto nozioni e casi noiosi. Così ha deciso di svecchiarlo, per dimostrare che le norme possono essere semplici, intuitive e persino amichevoli.

 Il professor Roscia sottotitola il libro: «…come sopravvivere al virus della Punteggiatura e allo sterminio dei verbi!!». E dichiara:  «Ragazzi, tutti attenti! Oggi parliamo dei plurali dei nomi composti. Allora, le regole sono troppe e piene di eccezioni. Non ci provate neanche a impararle a memoria. Usate il buon senso e soprattutto un buon vocabolario. »

Un po' Rodari e un po' Flaiano, passa in rassegna i fondamenti dell'italiano e si diverte a calarli in esempi contemporanei (dai ritmi rap alle serie tv, dai fantasy ai videogame); riprende gli svarioni più comuni (dall'uso maldestro dell'accento all'abuso disinvolto dell'apostrofo) creando giochi promemoria per non essere più indotti in errore; si batte per la salvaguardia delle forme (utili) in estinzione, come il congiuntivo, e invoca il debellamento della pandemia di ciaone e apericena. Sempre all'insegna dell'uso pratico e vivo, perché la lingua è fatta per essere parlata, adattata, modificata, arricchita, cambiata, rivista, aggiornata, corretta, sempre e comunque amata.

Massimo Roscia nato a Roma nel 1970, è un personaggio proteiforme e di difficile catalogazione. Critico enogastronomico, condirettore editoriale del periodico Il Turismo Culturale, pifferaio magico, mimo parlante, imbonitore, decente doce