L'immortale "Il Piccolo principe" di Saint Exupéry in scena giovedì a San Vito

Giovedì 24 aprile 2014, con sipario alle 20, la Compagnia Teatro arte tiene la prima de "Il Piccolo Principe" al Teatro Melacca di San Vito dei Normanni. Il capolavoro di Antoine de Saint Exupéry apre una nuova strada nel percorso teatrale della compagnia sanvitese

SAN VITO DEI NORMANNI - Giovedì 24 aprile 2014, con sipario alle 20, la Compagnia TeatroArte tiene la prima  de “Il Piccolo Principe” al Teatro Melacca di San Vito dei Normanni. Il capolavoro di Antoine de Saint Exupéry apre una nuova strada nel percorso teatrale della compagnia sanvitese che ha già portato in scena tre capolavori del grande Eduardo: Vincenzo De Pretore, Natale in casa Cupiello, Questi fantasmi.

L’esperienza amatoriale viene vissuta dai componenti del gruppo con grande entusiasmo,supportato dal contributo di altre categorie di artisti a cominciare dal musicista-compositore Mario Ancora che ha composto tutte le musiche delle opere rappresentate. Si affiancano la maestra di danza Cinzia Diviggiano della Royal Dance Art, il pittore Romano Buratti, l’operatore artistico Benedetto Minò e tutte le maestranze e  collaboratori di ogni genere che, di volta in volta, hanno volontariamente offerto il loro contributo.

Enzo Longo, architetto, regista e sceneggiatore del lavoro teatrale, racconta così il contenuto dell’opera dello scrittore e aviatore francese scomparso misteriosamente con il suo aereo da caccia in mare tra la Corsica e la Francia, il 31 luglio del 1944: Il messaggio più importante contenuto nel capolavoro di Antoine de Saint Exupéry è oggi tanto più significativo quanto nel 1943, anno della pubblicazione de “Il Piccolo Principe”:  “Non si vede bene che col cuore. L’essenziale e’ invisibile agli occhi”. Che si tratti di addomesticare  la volpe oppure dell’amore per la sua rosa, nel mondo del piccolo principe l’amicizia l’umanità e la fiducia reciproca sono valori irrinunciabili. Un viaggio che tocca il cuore e l’anima.

Antoine de Saint Exupéry ritrova nel “principe“ una investitura che assegna ai bambini una gloriosa alterità, un’aristocrazia sognata e resa credibile dal gioco. Con il linguaggio onirico ricco di metafore, simboli e riflessioni sul nostro mondo pieno di contraddizioni e speranze. L’incontro tra il Piccolo Principe e il Pilota della “macchina volante” avviene nel Deserto ed è questo il luogo dove si riaccendono nell’adulto le potenzialità di un contatto con quella parte “bambina” di sé che sa mantenere vive e feconde altre età della vita.

Stupirsi e sorprendersi, coltivare dubbi e inquietudini, rimescolare le carte e non rinunciare mai alle prove del Futuro è una risorsa a cui attingere anche quando la vita entra in altre stagioni. Lo spettatore che interpreta, vede e  ascolta dialoghi e musiche, si trasforma in “viaggiatore incantato” alla scoperta di nuovi orizzonti di conoscenza che si inverano nel Deserto, nel Cielo, negli Asteroidi. Attraverso i dialoghi,  scopre  che la sua immaginazione viene catturata  dall’Invisibile; un anelito verso l’Essenziale che ha il Cielo e  il Deserto come sfondo, l’Immagine e l’Anima come luogo.

La scenografia diventa, allora, metafora dell’Essenzialità: una riflessione sul tema del Tempo inteso come trasposizione simbolica di un’infanzia rivissuta e liberata attraverso la memoria. Attraverso la scissione delle immagini rappresentate, così come avviene nel gioco dei puzzle dei bambini,  si compongono e scompongono figurazioni che richiamano il senso del nostro vivere. 

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