A Brindisi le opere d’arte confiscate: mostra da tre milioni e mezzo di euro

Anche due sculture di Arnaldo Pomodoro e una grafica di Andy Warhol che ritrae Giorgio Armani: erano parte di una collezione privata sequestrata per reati finanziari

Lo stilista Giorgio Armani nella grafica di Andy Warhol

BRINDISI – Opere d’arte del valore di tre milioni e mezzo di euro sono attese prima di Natale a Brindisi, città scelta come nuova tappa della mostra dal titolo Arte Liberata dopo Milano: Palazzo Nervegna ospiterà una collezione privata sequestrata dieci anni fa a un professionista lombardo, appassionato di grafiche di Andy Warhol e sculture di Arnaldo Pomodoro, condannato in via definitiva per reati finanziari e fiscali, e  rimasto a piede libero.

La mostra

Riccardo Rossi con la fascia tricolore-2Se resta il mistero sull’identità dell’ormai ex proprietario delle opere che per effetto della sentenza passata in giudicato ha subìto la confisca, non ci sono dubbi sull’autenticità di quei “pezzi” che furono trovati nel suo appartamento nel corso di una perquisizione. Dal 15 dicembre prossimo le opere saranno esposte al primo piano di Palazzo Nervegna, scelto dall’Amministrazione come sede museale: sono 69  e dovrebbero restare a Brindisi sino alla metà del mese di febbraio, poi saranno trasferite a Napoli. 

Tra i pezzi più importanti che saranno in mostra a Brindisi, ci saranno il ritratto dello stilista Giorgio Armani firmato da Warhol, una rara scultura di Jean Arp e due di Arnaldo Pomodoro, una serie di opere su tela di Victor Vasarely, un precoce empaquetage di Christo, capolavori dei principali rappresentanti dell’Arte Povera e concettuale da Giuseppe Penone a Pier Paolo Calzolari. E ancora: lavori di Castellani e Spalletti, le accumulazioni di Arman, il Senza Titolo di Gianni Colombo, la grande tela di Emilio Vedova che esprime la gestualità del colore come atto di protesta.

Il costo

La ex Corte d'Assise di BrindisiA Milano, nelle sale di Palazzo Pitta, oggi 2 dicembre, è l’ultimo giorno dell’esposizione organizzata dando attuazione alla legge 109/96 per il riutilizzo pubblico e sociale dei beni confiscati. Sono state escluse le aste, come avveniva in passato, rendendo possibile una “redenzione” ed una nuova vita per le opere.

L'esposizione è curata dalla storica dell'arte Beatrice Bentivoglio Ravasio, con la quale nelle ultime settimane il sindaco di Brindisi, Riccardo Rossi e i dirigenti del Comune hanno  avviato una serie di contatti per il trasporto in città, con una serie di garanzie dettate da esigenze di sicurezza. Sembra che per coprire i costi, l’Amministrazione abbia impegnato 27mila euro con una recente delibera di Giunta.

I particolari della mostra al Nervegna saranno illustrati dal sindaco Riccardo Rossi in una conferenza stampa in programma tra qualche giorno. Sarà il debutto del primo cittadino in qualità di titolare della delega alla Cultura che ha voluto trattenere per sé, così come fece Domenico Mennitti, al quale si deve la restituzione alla città di Palazzo Nervegna.

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