Come eravamo: Brindisi e Cerano anni Settanta negli scatti di Tarantini

MESAGNE - L’associazione Giuseppe Di Vittorio organizza a Mesagne, presso il salone della propria sede, la mostra fotografica “Brindisi e Cerano. Frammenti visivi degli anni Settanta” del fotografo Pio Tarantini, esponente di spicco della fotografia italiana di ricerca. L’esposizione comprende due importanti lavori giovanili del fotografo originario di Torchiarolo, Quartieri degradati a Brindisi (1972); e Cerano (1975-77) che per la prima volta sono esposti in Salento.

Il primo reportage, Quartieri degradati a Brindisi è un’analisi documentaria sui quartieri poveri del centro storico e della periferia brindisina realizzata in occasione della prima festa provinciale dell’Unità, nell’estate del 1972. Di questi lavori impressiona la capacità del giovane Tarantini a cogliere alcuni aspetti marginali, imbastendo una puntuale descrizione della realtà attraverso modelli fotografici ancora a lui sconosciuti, evidenziando, quindi, un’eccezionale propensione alla fotografia.© PIO TARANTINI_Brindisi 1972_2-2

Cerano (1975-77) invece è un documentario sulla baraccopoli estiva che ogni anno era ricostruita con materiali precari – assi di legno, cartelloni pubblicitari divelti e altri materiali di risulta – sulla costa a pochi chilometri da Brindisi. Cerano è un lavoro sulla memoria di un paesaggio perduto, un raro documento su ciò era la costa brindisina prima della costruzione della centrale elettrica di Cerano-Brindisi Sud.

Pio Tarantini in Cerano immortala, con la meticolosità di uno studio antropologico, un insediamento umano prima di essere completamente cancellato per la costruzione del sito industriale. Diversamente dai primi reportage le fotografie di Cerano sono riprese a colori e testimoniano le tonalità pastello con cui gli abitanti del villaggio dipingevano a calce le baracche, riproducendo lo stesso procedimento usato per dipingere le facciate delle tradizionali case salentine. La mostra – che viene presentata con il patrocinio del Comune di Mesagne − è coerente con le numerose iniziative svolte dall’Associazione Di Vittorio sul filo della “memoria condivisa” ed è un motivo in più per rilanciare il progetto di "Banca Cittadina della Memoria”. 

© PIO TARANTINI_Cerano_1975-1977 (1)-2

All'inaugurazione che avverrà domenica 15 luglio alle ore 11,30 nel salone dell'Associazione Di Vittorio in via Castello, 20, oltre al sindaco di Mesagne, Pompeo Molfetta, parteciperanno il sindaco di Brindisi, Riccardo Rossi, e il sindaco del Comune di Torchiarolo (città natale di Pio Tarantini), Flavio Caretto. L’esposizione resterà visibile dal 15 luglio al 31 agosto 2018 con orario 18-22,30 con ingresso libero. Catalogo in mostra, pagine 80, formato cm 27x20; 40 fotografie in bianco e nero e a colori, Edizioni Associazione G. Di Vittorio.

Nato nel 1950 a Torchiarolo (Brindisi), Pio Tarantini ha compiuto studi classici a Lecce e poi Scienze Politiche all'Università Statale di Milano, dove vive dal 1973. Esponente della fotografia italiana contemporanea in quanto autore e studioso ha realizzato in più di quaranta anni un corpus molto ricco di lavori fotografici esposti in molte sedi italiane pubbliche e private. Ha realizzato una decina di volumi fotografici e le sue ricerche sono state presentate o recensite dai più importanti critici italiani.

© PIO TARANTINI_Cerano_1975-1977__ (1)-2

Dalla fine degli anni ottanta scrive di fotografia collaborando nel corso degli anni con molte riviste; insegna linguaggio fotografico e sulla materia tiene corsi e conferenze. In qualità di saggista ha pubblicato tra l’altro negli anni più recenti due volumi: Fotografia. Elementi fondamentali di linguaggio, storia, stile (2011) e Fotografia araba fenice. Note sparse tra fotografia, cultura e il mestiere di vivere (2014). Sue opere sono conservate presso collezioni private e istituzioni pubbliche tra cui il Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo.

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