Motus animi, la memoria diventa futuro. La bella Brindisi in un progetto del Giorgi

“Motus Animi - La memoria che diventa futuro, viaggio tra le belle zze di Brindisi” è l’iniziativa che sarà presentata all’Auditorium dell’ex Convento S. Chiara, in Via S. Chiara a Brindisi, il 17 dicembre 2014 alle ore 17,30, con Lucia Portolano, dirigente scolastico, Luigi Mino, architetto, Maria Luisa Sardelli, dirigente scolastico, Annamaria Coccia, architetto, Enzo Longo, architetto; gli interventi musicali del soprano Maria Meerovich e della pianista Mariella Colaluce; le letture dell’attrice Sara Bevilacqua con la Compagnia Meridiani Perduti. Si tratta di un progetto finanziato dal Por Puglia di cui è capofila l’Itt Giorgi di Brindisi, e di cui sono partner l’Iiss Marzolla-Durano-Simone e la scuola media Kennedy del capoluogo, e la direzione didattica del II Circolo di Mesagne.

«Con questo libretto si vuol dare solo un “assaggio” di alcuni tesori nascosti nel nostro territorio e che l’ITT “Giorgi” vuole simbolicamente donare alla città di Brindisi. È un vademecum che – scrive il docente Antonio Leucci del Giorgi - affiancando il più vasto progetto “Motus animi”, presenta originali immagini artistiche, alcune delle quali hanno come didascalie brani tratti da opere letterarie e religiose, che - in un certo senso - “accompagnano” e “spiegano” le immagini, dando ad esse il supporto della parola poetica, sulla base del precetto oraziano “ut pictura poësis”, secondo il quale pittura e poesia hanno leggi simili».

«Esprimiamo l’auspicio che il linguaggio artistico di opere o affreschi antichi possa trasmettere un messaggio culturale che va non tanto in direzione di un ripiegamento malinconico su una cultura figurativa ormai comparsa quanto piuttosto verso il recupero ed il fissaggio di aspetti della nostra vita che sembrano lontani anni-luce. In una società superficiale e distratta come la nostra questo vuol essere un modo di riflettere su ciò che siamo stati, di cogliere le nostre radici più profonde ed apparentemente più lontane, per ricordare a tutti ciò che eravamo e quanto la religione e l’arte abbiano plasmato e modellato un modo di vivere e di sentire».

«Ciò che viene presentato è un atto d’amore verso un passato ed un territorio, che moriranno solo se noi li lasciamo morire con la nostra indifferenza e la nostra noncuranza. È un pericolo, questo, su cui oggi tutti noi siamo tenuti a riflettere», conclude Leucci.

Motus animi 2-2-2«Il nostro – scrive la dirigente scolastica del Giorgi Maria Luisa Sardelli - è stato un viaggio che non ha inteso fermarsi alle apparenze; ha voluto essere una scommessa su un diverso modo di guardare alla città imparando a leggerla nella sua essenza più profonda, facendo parlare le cose mute, tentando di scoprirla oltre lo scontato per restituirla ai suoi abitanti priva di quel velo di indifferenza che, tante volte, ci fa cercare altrove ciò che potremmo trovare accanto a noi».

«Abbiamo incrociato una città con una sua anima, un luogo crocevia di culture in grado di muovere emozioni profonde dell’animo alla pari di tante città della nostra amata Italia, una città aperta che ha nell’acqua, nel suo mare, l’elemento centrale, talvolta utopico e metaforico, che la rende terra di approdo e di accoglienza. E ci siamo confrontati con una Brindisi bella nei suoi segni archeologici, connotati da una forza in grado di creare significati, nella sua architettura di difesa con i suoi castelli, civile con i suoi palazzi, portali, fontane e capitelli, religiosa con le sue tante splendide chiese, le sculture lignee, i preziosi affreschi, segni inconfondibili di un popolo fortemente legato alle sue radici e tradizioni».

«Ci piace pensare che San Francesco di Assisi si sia davvero fermato, di ritorno da Gerusalemme, nella borgata detta il Casale, che sorgeva intorno ad una edicola bizantina, per ripararsi dalla notte nella solitudine dei campi. E vogliamo immaginarlo parlare a “frate ragno” perché liberasse l’immagine della Vergine dai fili della sua tela che, come un velo, la occultavano. Il senso e il significato del nostro viaggio si trovano nella sfida all’ovvio e al banale, nel rifiuto di stereotipi e pregiudizi, convinti che “l’altra Brindisi,” quella che passa attraverso le immagini di alcuni dei suoi particolari più belli e che hanno il sapore e il profumo della sua storia, la Brindisi che può emozionare è quella che davvero tutti noi”».

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