“Stella per un randagio”: in piazza per gli amici a quattro zampe

L'Associazione Animalisti Italiani Onlus (sede di San Vito dei Normanni) torna in piazza domenica 9 dicembre 2018 dalle ore 08.00 alle ore 13.30 con i consueti stand informativi, nell’ambito della manifestazione “Stella per un randagio”

SAN VITO DEI NORMANNI - L'Associazione Animalisti Italiani Onlus (sede di San Vito dei Normanni) torna in piazza domenica 9 dicembre 2018 dalle ore 08.00 alle ore 13.30con i consueti stand informativi, nell’ambito della manifestazione “Stella per un randagio”. 

“Sarà un giorno impegnativo e prezioso per diffondere le nostre iniziative ed informare la gente sulle tematiche dei diritti degli animali”. “La vostra presenza – afferma Alfonso De Liguori, presidente dell’associazione - è fondamentale, per darci una mano, anche solo per un paio d'ore, per dimostrare che le nostre battaglie non finiscono mai, per contribuire concretamente alla più nobile delle cause: dar voce a chi non ce l'ha”.

Durante la manifestazione verranno raccolte le firme per chiedere al #Governo un inasprimento delle pene per chi maltratta e uccide gli #animali (http://bit.ly/1Iqwn0K). Ci sarà inoltre la raccolta firme di iniziativa europea per uno stop a gabbie negli allevamenti: #ENDTHECAGEAGE 

“Possiamo porre fine al trattamento disumano degli animali d’allevamento tenuti in gabbia. Le specie che oggi sono ancora legalmente allevate in gabbia nell'Unione Europea sono conigli, galline, quaglie, scrofe e vitelli. Si tratta di oltre 300 milioni di animali ogni anno, costretti a vivere all'interno di un sistema crudele che limita in maniera importante le loro libertà e non permette loro di esprimere gli specifici comportamenti naturali”. 

“Rappresenteremo il cambiamento nel sistema della produzione di cibo, il più monumentale impatto sul sistema dell'allevamento mai avvenuto finora. Sensibilizzeremo l'opinione pubblica sullo sfruttamento degli animali nel terzo millennio. Vieni a firmare e fai firmare per dire basta a queste crudeltà. Dobbiamo raccogliere, nell’arco di un anno, un milione di firme affinché la Commissione Europea si pronunci su questo argomento”.

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