Da Pirandello a De Filippo, i grandi della commedia al teatro della parrocchia San Vito

Sulla scia del successo e dei consensi ottenuto con la rappresentazione de' “Il Tartufo di Moliere” l’associazione bf88329e-1cf0-4409-87c3-a00f22ae9cf1-2Teatro in libertà si prepara ad affrontare una nuova sfida: giovedì 9 e venerdì 10 maggio, c/o il “Teatro San Vito” di Brindisi in via Lombardia, sarà in scena con “Divertentissimi atti unici, scherzi scenici e monologhi” un omaggio a tre giganti (Luigi Pirandello, Anton Cechov ed Eduardo De Filippo) che hanno rivoluzionato con la loro scrittura il gioco della messinscena teatrale, rimanendo ancora oggi punti di riferimento fondamentali per poetiche e stili drammaturgici.

E' una lavoro di grande complessità che oltre a chiedere un notevole affiatamento necessita di una perfetta coordinazione. Una nuova sfida che l'associazione composta dagli attori Vito Pascariello, Rossella De Donno, Vincenzo Coppolino, Giuliana Rizzo, Vito Fiore, Patrizia Zaccaria, Marco Candatore, Luca Scarano, Mina Leccese, Fabio Cesi e Giovanni Carotenuto, sono pronti a cogliere e trasformare in successo. Alla chitarra: il Maestro Vito Fiore. Direttrice di scena: Gabriella Sardelli Presentano: Elena Mino e Angelo Pascariello Regia: Vito Pascariello

La ricorrenza del tredicesimo anno di vita di Teatro in libertà è motivo di grande orgoglio per tutti noi che abbiamo portato avanti, negli anni con entusiasmo, scelte e progetti vissuti mai con indifferenza ma sempre con passione o meglio, con “amore”.

Vi chiederete quali motivazioni, quali desideri o quali bisogni spingono una persona a riversare le proprie risorse intellettuali a sostene sacrifici materiali, a dedicare tutta una vita  per una attività che concede soltanto il gusto voluttuoso di un applauso o la gratificazione di una critica benevole?Giustificazione ingenua sarebbe invocare la “passionaccia”, una specie di malattia da cui chi fa teatro viene irrimediabilmente  contagiato. Crediamo piuttosto che la ragione vera sia un'altra, e che consista nella convinzione, in chi pratica il teatro amatoriale, di operare una scelta di vita assorbente ed esclusiva, che da un lato risponde all'esigenza di maturazione personale come essere umano, culturale ed artistico insita in ogni persona, e dall'altro consente a gruppi di persone di presentarsi in società come modelli o punti di riferimento di aggregazione e di crescita civile. Una necessità naturale, quindi, finalizzata ad uno scopo sociale da realizzarsi attraverso il fascino dell'evento teatrale.

La patente di Luigi Pirandello (1867-1936)

Scritta da Pirandello  nel 1911, entrò a far parte della raccolta Novelle per un anno nel 1922 e tratta i temi tipici della narrativa pirandelliana: creare situazioni bizzarre ed umoristiche con  intrecci relazionali fra gli uomini, resi alterati e inquinati dai pregiudizi e dai preconcetti. Si tratta di un modo particolare di osservare la vita, integrando la realtà come appare con la riflessione su quello che si nasconde dietro le apparenze. Ne fece una commedia dal titolo ‘A patente che fu recitata per la prima volta da Angelo Musco nel 1918 al teatro “Alfieri” di Torino. La paradossale vicenda ruota intorno a Rosario Chiàrchiaro che, ritenuto iettatore, persona capace di portare sfortuna e disgrazie, vuole il riconoscimento giuridico della «forma» attribuitagli dagli altri, una «patente» appunto.  L’uomo si presenta in tribunale vestito da iettatore e invoca con forza un processo. Il giudice D’Andrea, si trova a dover giudicare un fatto abbastanza paradossale: lui, da tutore della legge e da uomo razionale, non può credere all’esistenza della sfortuna...

L'orso  di  Anton Cechov (1860-1904)

"L'orso" (1888) è un divertente atto unico che rivela lo stile particolarissimo di Cechov dotato di un’ inconfondibile abilità nella composizione di brevi scherzi, vaudeville, considerati dalla letteratura teatrale di oggi piccole perle della scrittura in commedia. 
Con un ritmo impeccabile e un intreccio ricco di particolari secondari che ne arricchiscono il gioco comico, l’autore russo rende il tema dell’innamoramento come imprevedibile epilogo di un grottesco scontro nato da situazioni paradossali.

Elena Ivanovna Popova, è una giovane vedova che dalla morte del marito si è allontanata dal mondo chiudendosi in casa con il suo buffo e vecchio servitore, Luka. Una visita inaspettata rompe l’isolamento idilliaco della donna: un creditore del defunto, l’ex ufficiale di artiglieria Smirnov, esige in modo perentorio il pagamento di un grosso debito che l’estinto marito aveva contratto verso di lui. Il rifiuto di lei a pagare e la volontà di lui ad esigere quanto dovuto, originano un dialogo concitato, che degenera in un duello fra la vedova e l'ex ufficiale con un imprevedibile esito finale.

Pericolosamente di Eduardo De Filippo

Atto unico scritto da Eduardo De Filippo nel 1938, appartenente al filone della " Cantata dei giorni pari” una farsa che l’autore stesso chiama “scherzo comico” si innesta nella tradizione delle pulcinellate del teatro napoletano. “Pericolosamente” è un titolo un po impegnativo per una farsa con reminiscenze della “Bisbetica domata” di Shakespeare.

E' un delizioso ed esilarante sketch del Teatro giocato tutto sul classico litigio coniugale: anche qui impera il grottesco e la comicità. Arturo, esasperato dalle intemperanze della bisbetica moglie Dorotea, spara un colpo di pistola sotto gli occhi atterriti del vecchio amico Michele, venuto a fargli visita di ritorno da una sua lunga permanenza in America. Panico, suspence, movimento. Ma presto il mistero della sopravvivenza di Dorotea, che ogni volta riesce a schivare il colpo e ad uscirne sana e salva, viene svelato........

Terzetto di successo di Franco Roberto

Franco Roberto autore teatrale è nato a Torino nel 1922, ha pubblicato in “Teatro dei giovani”numerose opere che ottengono vivo successo, tanto in Italia quanto all'estero.  Autore radio televisivo, redige testi per le trasmissioni della RAI e per i programmi di radiotelevisioni private. “Terzetto di successo” è tratto da “Facciamo teatro”.
Non far finta di niente.... (monologo)

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