Archivio della Categoria 'FOCUS'
di Peppino Caldarola » 17 febbraio 2012
E’ paradossale la situazione nel Pd. Questo partito ha sondaggi favorevoli e non sembra per ora pagare prezzo all’appoggio al governo Monti. Tuttavia la sua situazione interna torna a presentarsi terremotata. L’esito delle primarie di Genova è stato un campanello d’allarme molto serio. In quella città la divisione nel Pd ha prodotto il successo del candidato vendoliano, ma nessuno può dire che senza lo scontro fra Vincenzi e Pinotti sarebbe andata diversamente. Perché il caso di Genova ha portato alla luce un aspetto della crisi del Pd che riguarda la sua classe dirigente.
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di Maria Cariello* » 15 febbraio 2012
Con il parere contrario dell’Esecutivo e del comitato dei nove, la Camera ha approvato a scrutinio segreto un emendamento della lega sulla responsabilità civile dei magistrati. L’emendamento foriero di un vivace dibattito rivede la legge del ‘88 prevedendo che “chi ha subito un danno ingiusto per effetto di un comportamento, di un atto o di un provvedimento giudiziario posto in essere dal magistrato in violazione manifesta del diritto o con dolo o colpa grave nell’esercizio delle sue funzioni ovvero per diniego di giustizia può agire contro lo Stato e contro il soggetto riconosciuto colpevole per ottenere il risarcimento dei danni patrimoniali e anche di quelli non patrimoniali che derivino da privazione della libertà personale.
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di Teo Titi* » 14 febbraio 2012
In un momento così drammatico per la storia del porto di Brindisi, storicamente riconosciuto il porto d’imbarco dei passeggeri per la Grecia ed oggi tristemente e desolatamente vuoto, ognuno cerca il colpevole di questa rovina. Ed è onestamente facile lasciarsi prendere dalla tentazione di trovare il capro espiatorio di tutto ciò. E’ come sparare sulla famosa Croce Rossa. E’ evidente che l’Autorità Portuale e il suo presidente ad interim sono i soggetti più facilmente individuabili sui quali indirizzare tutte le responsabilità. E cercando di non cadere in quella tentazione provo ad analizzare quanto sta accadendo al nostro porto.
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di Pino Santoro » 14 febbraio 2012
Caro Nichi, premetto di non aver mai fatto politica attiva fino a quando è apparso, all’orizzonte, un partito che sembrava il nuovo, il trasparente nella nostra geografia politica. Con entusiasmo ho aderito e partecipato alla campagna elettorale per le amministrative a Ceglie Messapica. Da allora le battaglie e gli impegni sul territorio sono stati svariati, fino a quando, alcuni mesi fa, c’è stato un momentaneo calo di ‘entusiasmo’ da parte di alcuni rappresentanti del direttivo della sezione di Ceglie, con conseguente assenza di riunioni.
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di Vittorio Bruno Stamerra » 13 febbraio 2012
BRINDISI – Acrimonia? No, solo delusione. Dal partito di Niki Vendola ci saremmo aspettati qualcosa di più. Se Genova è troppo vicina nel tempo, Cagliari o Milano, ed anche Napoli sono già storia di questo Paese. E la “brindisinità” non significa non essere cittadini italiani e del mondo. Penso che Sel in provincia di Brindisi abbia le idee confuse. Qualche esempio? A Brindisi Matarrelli aderisce al cosiddetto Laboratorio (di che?) guidato dal candidato voluto da Romano, che è stato il primo a fare il nome di Consales, dimenticando però che a San Pietro Vernotico era andato a festeggiare in piazza la sconfitta del sindaco Rollo, del Pd di Romano.
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di Alessandra Amoruso* » 12 febbraio 2012
Ho trovato nelle parole di Vittorio Bruno Stamerra una perfetta e sintetica descrizione della situazione della politica brindisina oggi e nella coincidenza della rinuncia di D’Attis alla candidatura la conferma (se mai ce ne fosse stato bisogno) del suo aver visto giusto. Vorrei aggiungere qualche riflessione, generale e di genere. Abbiamo sinceramente sperato che l’occasione delle amministrative a Brindisi avrebbe rappresentato per i partiti (tutti) il giro di boa verso un modo diverso e più partecipato di intendere la politica (in uno scenario nazionale in cui la nascita e il rafforzarsi di un governo tecnico hanno tracciato pesanti zone d’ombra sul ruolo e la capacità reale dei partiti di oggi di governare).
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di Peppino Caldarola » 10 febbraio 2012
Michele Emiliano è riuscito a rimettersi al centro della scena. Se era questo il risultato che voleva raggiungere, l’obiettivo è stato colto. Se questo risultato sia positivo per il centro-sinistra, è tutt’altro affare. In politica conta il messaggio che si vuole dare. Sulle prime sembrava che il messaggio di Emiliano fosse quello del sindaco insofferente dei legacci di partito. Alcuni hanno visto in lui il prosecutore della battaglia di Matteo Renzi per la rottamazione della classe dirigente del Pd. Su questa, infatti, sono piovute critiche di ogni tipo, molte, lo dico da osservatore, francamente esagerate e immotivate. L’altro obiettivo polemico di Emiliano è stato il governo Monti giudicato come longa manus dei poteri forti e espressione di una politica di destra.
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di Vittorio Bruno Stamerra » 9 febbraio 2012
A prescindere da chi saranno i candidati sindaci e gli schieramenti che li sosterranno, un dato è sin qui emerso, ed è incontrovertibile drammatico. Brindisi è una città etero governata. I brindisini, quelli che qui vivono, lavorano (non sempre…), votano e, si spera, pagano anche le tasse, non sono in grado di esprimere una classe dirigente autorevole, forte, indipendente. Cioè senza “padrinaggi”. E perché nessuno si dispiaccia, chiarisco che la sudditanza è un male che attraversa trasversalmente tutta la politica brindisina.
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di Enzo Lavarra » 7 febbraio 2012
La discussione che si sta svolgendo sulla Primavera pugliese e’ di grande rilevanza. Essa richiama un fenomeno che ha avuto un duplice positivo carattere: essere una risposta alla crisi della vecchia forma partito e accompagnare con una forte spinta dal basso il ricambio della classe dirigente e del la funzione di governo ai vertici delle istituzioni pugliesi. Non da ora Franco Cassano ci avverte sui limiti di una interpretazione leaderistica della forma di governo, sui rischi del “riformismo dall’alto” come su quelli rappresentati dal ritorno, peraltro improbabile, alla vecchia macchina burocratica dei partiti.
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di Peppino Caldarola » 2 febbraio 2012
A furia di andare oltre il Novecento alcuni homines novi della politica pugliese stanno precipitando nel passato. Lette in sincronia le interviste di Michele Emiliano e di Massimo Ferrarese hanno un tratto comune. Sia il sindaco di Bari sia il suo prossimo rivale alla corsa per la presidenza della regione Puglia attualmente a capo della provincia di Brindisi, e c’è anche Fabiano Amati che scalda i muscoli, si fanno portavoce di un’inedita alleanza che dovrebbe comprendere quasi tutto lo schieramento politico. Si va dal Pd, all’Udc, a Fli, ai seguaci di Raffaele Fitto nel Pdl in rapida rottamazione, a Sel, all’IdV. Troppa grazia! Una straordinaria grande ammucchiata. Quel che viene alla luce da queste proposte è invece il grande ritorno di quel compromesso storico alla pugliese che sulle ceneri di Aldo Moro ha costituito il sogno di tutti i politici che si sono affacciati sulla scena della regione.
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di Peppino Caldarola » 1 febbraio 2012
Vorrei dire con affettuosa franchezza ai dirigenti del Pd irritati con Emiliano: non fate cazzate. Il semplice adombrare misure amministrative contro il sindaco di Bari è un segnale di debolezza e una risposta burocratica a un immenso problema politico. E’ vero che lo Statuto impedisce ai militanti e dirigenti di guidare liste concorrenti, ma siamo ancora all’inizio di una discussione in cui, tra l’altro, Emiliano parla di un listone nazionale che comprenda anche il Pd. Se ho capito come funzionano la testa e il cuore del sindaco di Bari credo che non si fermerà davanti a niente. Da un lato perchè vuole fortissimamente l’investitura per la corsa alla presidenza della Regione Puglia e teme l’ostracismo del suo partito, dall’altra perché, se stiamo alle cose che ha scritto, considera conclusa la stagione politica del Pd.
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di Michele Emiliano » 1 febbraio 2012
Devo fornire un’ulteriore spiegazione che effettivamente è mancata nella prima stesura del mio articolo: la Lista Civica nazionale alla quale mi riferiverivo nel mio articolo, non è affatto uno strumento politico mio o di De Magistris (che non abbiamo alcuna intenzione di candidarci al parlamento perchè abbiamo altri impegni e che non avremmo problemi a farci eleggere nelle liste del nostro partito), ma deve essere promossa dalla coalizione di centrosinistra (ed in questo senso io e De Magistris siamo disponibili a promuoverla come iscritti al Pd ed all’IdV, non certo a candidarci a suo interno visto che io sono il sindaco di Bari con prospettive regionali e lui è il sindaco di Napoli da meno di un anno!).
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di Vittorio Bruno Stamerra » 31 gennaio 2012
Conosco Michele Emiliano da quando aveva i calzoni corti. A lui, o meglio al lavoro che svolgeva prima di fare il sindaco, devo anche qualche “disagio”, per gli anni sotto scorta. Acqua passata per fortuna. Per Michele nutro da sempre anche una stima profonda e lo dico anticipatamente per evitare che ciò che dirò più avanti possa essere frainteso. Mi sono chiesto tante volte, e me lo chiedo tuttora, che cosa ci faccia uno come Michele Emiliano a trovarsi irreggimentato in un partito, oggi il Pd ma potrebbe essere qualunque altro, del quale è addirittura presidente, ossia il massimo garante dell’ortodossia statutaria. Lui che, nei comportamenti e nei progetti, evidenzia una sorta di sindrome ”anarco-levantina”, dove l’anarco sta per la libertà assoluta della sua partecipazione alla vita politica e – lo dico nel senso migliore del termine – il levantinismo, tipico della tradizione barese, per la ricerca del consenso e del massimo profitto da qualunque parte venga.
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di Enzo Lavarra* » 30 gennaio 2012
Il dibattito che si e’ aperto sul vostro giornale con l’intervento di Peppino Caldarola e la risposta di Michele Emiliano ha avuto l’effetto di dare evidenza nazionale a temi cruciali per il futuro del Paese . E di questo innanzitutto desidero dare atto a BrindisiReport. Sarei tentato di dire la mia sulla parte che riguarda la discesa in campo di Emiliano nel 2004 e sui suoi rapporti con ex Ds e Pd negli anni successivi , e avrei materiali utili a provare che la cultura politica e la rappresentatività conquistata sul campo della generazione politica a cui sono appartenuto hanno avuto un ruolo non secondario a riconoscere le novità che venivano emergendo ,e a investire in modo generoso in una strategia che definimmo “alleanza fra partiti e società” .
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di Peppino Caldarola » 30 gennaio 2012
Caro Michele, rispondo alla tua interessantissima replica. Non nella parte personale e mi scuso, in ritardo, se una battuta ti ha offeso. Non era questa l’intenzione né mi dolgo per la non ricandidatura. Come ho scritto, Veltroni sapeva che ero pronto a farmi da parte anche se mi stupisce che a un uomo autonomo come te sia bastato, per scegliere, uno sguardo di D’Alema. Non sono un D’Alema boy, ho una storia personale diversa e ho scelto di fare politica abbandonando un lavoro prestigioso e ben pagato da Laterza per dedicarmi al Pci. Il resto della mia storia è quella di un giornalista che non ha avuto riguardi nel dire quello che pensa anche su e a D’Alema. Le ho date e le ho prese. E’ la vita, prima di essere la politica. Chiuso.
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