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In Francia e Puglia partite cruciali per la sinistra in Europa e Italia

di Peppino Caldarola » 4 maggio 2012 alle 11:34

Hollande

Un fine settimana con l’occhio a Parigi e l’altro alla Puglia. Non si rischia lo strabismo perché tutti e due guardano allo stesso obiettivo, il destino della sinistra. Se la vittoria di Hollande potrà cambiare non solo la geografia politico-economica europea ma anche il dibattito nella sinistra continentale, Italia compresa, il successo del centro-sinistra in Puglia dirà se la strada del rinnovamento che venne evocata dalla famosa primavera è ancora spianata  oppure se sono stati messi grandi ostacoli sul suo cammino. E’ evidente, parlando della Puglia, che molte cose vanno cambiate ma un conto è farlo sull’onda di un consenso elettorale, un altro sulla base di una battuta d’arresto ovvero di una sconfitta.

Nella contesa pugliese vi sono realtà da confermare nella guida del centro-sinistra, la città di Taranto, e postazioni da conquistare, Brindisi e Lecce. La battaglia elettorale vede in campo anche due donne, Loredana Capone a Lecce e Stella Carparelli a Fasano, il cui successo significherebbe anche una svolta nel senso della rottura del monopolio di genere che caratterizza la politica italiana. Non c’è dubbio che i riflettori del giorno dopo saranno accesi a lungo sul risultato pugliese. Alle spalle abbiamo mesi turbolenti con le inchieste che hanno sporcato l’immagine della primavera e la critica di massa al leaderismo. Tutto finito? Non credo.

Se analizziamo il campo avverso possiamo sostenere con tante buone ragioni che la destra pugliese non ha superato il trauma della sconfitta di Fitto né i postumi della scissione della Poli Bortone. Al lato più estremo c’è da valutare l’impatto che su una citta martoriata come Taranto può avere la riproposizione del nome di Cito, questa volta rappresentato dal giovane virgulto di famiglia. Ogni scontento verso il centro-sinistra è legittimo ma non  c’è dubbio che chi ha a cuore le sorti della regione e delle sue città non può aiutare alcun ritorno al passato. Nasce da qui la necessità di spingere gli elettori indecisi e scontenti a fare un ultimo sforzo per non azzerare la possibilità di dare una svolta positiva alla crisi della politica nella regione. Dopo ci sarà tanto da discutere ma tutto sarà più facile se si tratterà di ridisegnare il profilo di una sinistra vincente piuttosto che quello di metterne assieme i cocci.

Vendola e Bersani

Alla Puglia guarderanno anche le forze politiche nazionali. Il centro-sinistra, fra il primo e il secondo turno, dovrà mettere a fuoco il suo schema di alleanze che inevitabilmente dovrà incentrarsi sull’asse Pd-Vendola. Nessuno sottovaluta il ruolo dei moderati e dei centristi, ma la partita decisiva sta proprio nella possibilità che l’asse a sinistra regga e confermi o conquisti nuove postazioni di governo. Soprattutto perché il voto palermitano segnerà ancora una volta la rottura fra la sinistra e la sua ala giustizialista che nel capoluogo siciliano gioca da sola con Leoluca Orlando che ha rifiutato il risultato delle primarie. In questo senso il risultato pugliese potrebbe essere in controtendenza.

L’asse De Magistris-Orlando rappresenta una risposta populista alla crisi della politica nel Mezzogiorno. La vittoria del centro-sinistra in Puglia darebbe invece nuovo slancio all’idea che è possibile ricostruire senza lasciar campo liberi ai nuovi masanielli. La partita pugliese, quindi, dirà molte cose sull’avvenire della sinistra italiana. Chi ne ha a cuore le sorti, sa quindi da che parte deve stare in questi ultimi giorni prima che le urne vengano scoperchiate.

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