Qualità dell'aria: nel 2018 nessun superamento dei valori limite

Pubblicato il report annuale di Arpa Puglia relativo allo scorso anno: la rete di monitoraggio ha registrato solo sforamenti per l'ozono in tutta la regione, il resto al di sotto dei tetti di legge. Torchiarolo sempre hot spot

La centralina Arpa di via Don Minzoni a Torchiarolo

BRINDISI – Tutti al di sotto dei valori limite stabiliti dalle direttive europee, ad eccezione di quello dell’ozono sforato in tutta la regione, i dati registrati nel 2018 in Puglia dalla Rete Regionale di monitoraggio della Qualità dell’Aria (Rrqa) dell'Arpa, costituita da 53 stazioni fisse, di cui 41 di proprietà pubblica e 12 di proprietà privata. Il record dei valori più alti, anche se in assenza di superamenti, resta al report annuale della centralina di Torchiarolo – via Don Minzoni.

Il sistema di monitoraggio

La normativa di riferimento per il monitoraggio della qualità dell’aria è il decreto legislativo 155/2010 "Attuazione della direttiva 2008/50/CE relativa alla qualità dell’aria ambiente e per un'aria più pulita in Europa" entrato in vigore il 13 agosto 2010 e modificato dal decreto legislativo 250 del 24 dicembre 2012. Sempre in base alle normative più recenti (in questo caso del 2012), il territorio regionale è stato suddiviso in quattro tipi di zone: Zona IT1611, zona collinare; Zona IT1612, zona di pianura; Zona IT1613, zona industriale, costituita da Brindisi, Taranto e dai comuni che risentono maggiormente delle emissioni industriali dei due poli produttivi; Zona IT1614, agglomerato di Bari.

“Fino al 2017, la rete regionale di monitoraggio della qualità dell’aria aveva registrato superamenti dei limiti di qualità dell’aria previsti dal decreto 155/10 per diversi inquinanti. In particolare, nel periodo 2015-2017 era stato registrato il superamento del limite giornaliero del PM10 nella stazione di Torchiarolo-Don Minzoni per il PM10 e il superamento del limite annuale dell’NO2 nel sito di Bari-Cavour. Nel 2018, al contrario, per questi due inquinanti non c’è stato nessun superamento”, scrive Arpa Puglia nella conclusioni sul report 2018 della qualità dell’aria in Puglia. 

I dati degli inquinanti

Per il PM10, le polveri sottili di diametro maggiore – misura in microgrammi per metro cubo di aria - la concentrazione media annuale più elevata (32 mg/m3) è stata registrata nel sito Torchiarolo – Don Minzoni, la più bassa (14 mg/m3) nel sito di fondo Monte S. Angelo sul Gargano. Il valore medio registrato di PM10 sul territorio regionale è stato di 22 mg/m3. “Dal 2010 – osserva l’Arpa Puglia - si registra una tendenziale diminuzione delle concentrazioni di questo inquinante, con un valore mediano dei trend di PM10 in calo di 0,25 mg/m3 l’anno. Questo andamento è particolarmente evidente nella provincia di Taranto. Solo 3 stazioni mostrano un trend con un aumento significativo da un punto di vista statistico (Bari-Caldarola, Bari-Carbonara, Modugno-EN04)”.

Per il PM2.5, le polveri sottili di diametro inferiore e più insidiose per la salute umana, nel 2018 il limite di concentrazione annuale di 25 mg/m3 non è stato superato in nessun sito. Il valore più elevato (21 mg/m3) è stato registrato nel sito di Torchiarolo-Don Minzoni, il più basso a Taranto Cisi (10 mg/m3). La media regionale è stata di 14 mg/m3. “Come per il PM10, anche per il PM2.5 si osserva una generale tendenza alla diminuzione con un valore mediano dei trend di PM2.5 in calo di 0,16 mg/m3 all’anno”, rileva l’Arpa.

Per l’NO2, il biossido di azoto, la concentrazione annua più alta (37 mg/m3) è stata registrata nella stazione di Bari - Cavour, “che fino al 2017 aveva registrato il superamento della concentrazione di 40 mg/m3, posta dal D. Lgs 155/10 quale limite annuo. La concentrazione più bassa (6 mg/m3) si è avuta nel sito di fondo San Severo – Azienda Russo (Fg). La media annua regionale è stata di 17 mg/m3. Anche per l’NO2 nel periodo 2010-2018 si osserva una generale diminuzione delle concentrazioni, con un valore mediano dei trend di NO2 in calo di 0,4 mg/m3 all’anno”.

Per il benzene in nessun sito di monitoraggio, fa sapere Arpa Puglia -  è stata registrata una concentrazione superiore al limite annuale di 5 mg/m3. La media delle concentrazioni è stata di 0,7 mg/m3. La concentrazione più alta (1,5 mg/m3) è stata registrata nel sito Monopoli–Aldo Moro. “Allo stesso modo per il monossido di carbonio in nessun sito è stata superata la concentrazione massima di 10 mg/m3 calcolata come media mobile sulle 8 ore. Inoltre, come negli anni precedenti, il valore obiettivo a lungo termine di ozono è stato superato in tutte le province del territorio regionale a conferma del fatto che la Puglia, per la propria collocazione geografica, è soggetta a elevati valori di questo inquinante”.

Infine, Il valore obiettivo di Benzo(a)pirene non è stato superato in nessun sito. Il valore più elevato, in nanogrammi (0,7 ng/m3), è stato raggiunto nel sito Torchiarolo – Don Minzoni. Anche i metalli pesanti hanno registrato concentrazioni ampiamente inferiori ai rispettivi livelli limite. Si ricorda che a Torchiarolo è stato dedicato dalla Regione Puglia un piano di riduzione delle emissioni basato sul controllo e il filtraggio delle fonti di combustione domestiche di biomasse, dopo una campagna di rilevamento straordinaria con stazioni mobili e fisse condotta da Arpa.

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