Punta del Serrone, progetto per il parco marino: cercasi gestore

Recupero della macchia mediterranea, rifacimento dei sentieri e della staccionata e ripristino delle telecamere

Uno dei sentieri del parco di Punta del Serrone

BRINDISI – Macchia mediterranea da proteggere, staccionata da rifare, sentieri da ripristinare così come l’impianto di videosorveglianza. Il futuro della zona costiera di Punta del Serrone passa dalla riqualificazione, con ricerca di un gestore del parco marino da selezionare tramite avviso pubblico.

Parco Punta del Serrone 11-2

Il progetto

Il Comune di Brindisi ha candidato questo tratto dell’area costiera a Nord della città al bando pubblicato il 13 dicembre scorso dal Gal Alto Salento, riservato agli interventi di ripristino di habitat naturali e marini da inquadrare nelle azioni di sostegno per il turismo “lento e consapevole”.

Il progetto sarà in lista per essere ammesso al finanziamento attraverso le risorse del programma operativo 2014-2020, stando a quanto deliberato dalla Giunta su proposta dell’assessore all’Ambiente, Roberta Lopalco.

Gli interventi

Diverse le azioni per il recupero: in primo luogo l’Amministrazione intende proteggere la specie botanica chiamata Sarcopoterium spinosum, “annoverata nella lista rossa di quelle a rischio e vulnerabili della Puglia” attraverso azioni di salvaguardia e tutela. La proposta progettuale prevede, inoltre, il ripristino dei sentieri realizzati in passato con manutenzione della segnaletica e rifacimento della staccionata. Infine, lungo tutto il perimetro dell’area di Punta del Serrone, saranno riattivate le telecamere.

Uno scorcio di parco Punta del Serrone

La gestione

Sarà questa l’occasione per restituire il parco marino alla città? Secondo l’Amministrazione cittadina, sì a patto che si riesca a trovare chi si occupi dell’area di Punta del Serrone. In altre parole, a Palazzo di città, intendono avviare una ricerca finalizzata all’individuazione di un gestore.

L’appello sarà rivolto mediante “avviso” che sarà pubblicato nelle prossime settimane: sarà rivolto a “soggetti senza scopo di lucro”, in grado di “occuparsi delle attività di gestione e valorizzazione del sito”. Altrimenti si corre il concreto rischio di scivolare nuovamente nello stato di abbandono.

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