"Rendere le strade cittadine a misura di ciclista e incentivare l'uso della bicicletta"

Riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta delle associazioni brindisine che promuovono anche la Mobilità ciclistica e il cicloturismo, rivolta alle Istituzioni, Autorità e alla Comunità sulla promozione dell'uso della bicicletta in città

BRINDISI - Riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta delle associazioni brindisine che promuovono anche la Mobilità ciclistica e il cicloturismo, rivolta alle Istituzioni, Autorità e alla Comunità sulla promozione dell'uso della bicicletta in città e la tutela del ciclista. 

Egregio dr. Santi Giuffrè, i ciclisti non inquinano, circolano ad emissioni zero solo grazie alla loro forza muscolare, si mantengono in buona salute (quando nessuno li abbatte) e contribuiscono a limitare la spesa del Sistema sanitario nazionale per la prevenzione e la cura di malattie cardiovascolari, obesità, diabete etc.

La bici in città è il mezzo di spostamento più conveniente, quello con cui è possibile arrivare in orario senza il patema del parcheggio. Circolare in città medio piccole con le auto è uno spreco intollerabile, soprattutto quando si è in buona salute e le condizioni meteo temperate favoriscono lo spostamento a piedi o su due ruote a pedali, oltre che un ulteriore oltraggio al nostro organismo che già patisce l'inquinamento industriale esistente.

Brindisi non è il luogo ideale per i ciclisti (giusto per usare un eufemismo), come l'intero Salento, la Puglia e l'Italia stessa non lo sono. Ricordiamo che ogni 35 ore in Italia muore un ciclista. Nei giorni scorsi ha perso la vita, travolto da un furgone, il ciclista professionista Michele Scarponi, mentre tre nostri associati hanno subito degli incidenti stradali molto seri, per le cause di cui trattiamo.

I nemici dei ciclisti sono l'onnipotenza dei mezzi a motore, una rete stradale totalmente inadeguata, mal manutenuta e dissestata, disseminata di buche e trabocchetti, piste ciclabili insufficienti, inadeguate, mal segnalate, una certa resistenza da parte delle Amministrazioni locali ad abbassare il limite di velocità a 30 km/h nei centri abitati, provvedimento che limiterebbe le conseguenze di eventuali collisioni tra veicoli a motore e velocipedi.

Le nostre associazioni hanno più volte segnalato agli organi competenti situazioni di pericolo sulle strade cittadine e provinciali, molto spesso senza ottenere risposta, come se i problemi da noi posti siano irrilevanti o ci siano tante altre questioni più importanti di cui occuparsi.

Ci sono delle strade di Brindisi pericolosissime per le bici, ma pure per i motocicli, come via Provinciale San Vito, sia nel tratto proveniente dal Rione Paradiso che costeggia a scendere il Parco Cillarese, sia in quello superiore verso la Fontana Tancredi. In entrambi i sensi di marcia, vista la quantità di buche, dissesto ed il sovrapporsi di tombini, soprattutto in discesa, inforcare la bici vuol dire sottoporsi ad una sorta di rodeo, con auto che sfrecciano a pochi centimetri, mentre il povero Ciclista fa di tutto per rimanere in sella e non cadere rovinosamente sull'asfalto, cosa che potrebbe comportare anche l'investimento del malcapitato da parte di chi segue in auto, con conseguenze fatali.

Si tratta solo di salvaguardare vite umane e francamente non si comprende cosa osti a che si adottino i primi provvedimenti atti a ripristinare un minimo di sicurezza per tutti gli utenti della strada e ad evitare eventi imponderabili e fatali per la vita delle Persone.

Per le ragioni esposte, oltre a chiedere agli Organi in indirizzo riscontro alla presente, come associazioni che promuovono anche la Mobilità ciclistica e il cicloturismo, insieme all’Unione Sportiva e alle Acli Nazionalli, al Csv provinciale (Centro Servizi al Volontariato), all’Isbem (Istituto Scientifico Biomedico Euro Mediterraneo), al Coni provinciale e ad altre Istituzioni ed organizzazioni socio-sportive interessate, richiediamo di essere convocati con cortese sollecitudine, per conferire con le SS.LL., al fine di esporre nel dettaglio tali problematiche e cercare d’individuare insieme delle possibili, urgenti soluzioni tangibili ed efficaci.

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