Canale Reale: sottoscritto documento per la rinascita del torrente

Sottoscritto il documento di intenti propedeutico alla stipula del contratto di fiume tra gli enti interessati a vario titolo dal Canale Reale, che ha quale recapito finale la Riserva di Torre Guaceto. 

Lo strumento programmatico è stato sottoscritto dal consorzio di Gestione dell’area protetta, dagli enti territoriali e quelli tecnici preposti alla gestione, i Comuni attraversati dal corso d’acqua e Università.  Questo è un importante giorno, perché attraverso il documento di intenti è finalmente nata una reale rete tra i soggetti tenuti alla tutela del più importante torrente brindisino.  Con questa sottoscrizione, infatti, la rete territoriale procederà con lo studio dei fattori di rischio del canale, e redigerà un piano strategico finalizzato alla tutela, alla corretta gestione della risorsa idrica e alla valorizzazione dei territori fluviali. 

Gli obiettivi del contratto

Una volta redatto il piano generale di tutela e promozione, ciascuna azione prevista potrà essere candidata a finanziamento europeo per la sua realizzazione.  Dal generale al dettaglio. Gli obbiettivi specifici che saranno perseguiti con il contratto di fiume sono: la gestione sostenibile della quantità e qualità delle acque; la mitigazione della pericolosità idraulica in coerenza con una valutazione complessiva dei costi e dei benefici delle politiche di sviluppo insediativo e infrastrutturale nei diversi tratti interessati dal fenomeno; la riqualificazione ecologica e paesaggistica, ovvero la conservazione degli habitat esistenti e la creazione di nuovi habitat, la risistemazione paesaggistica dell’ambiente fluviale nelle sue diverse espressioni, la qualificazione delle connessioni e relazioni con i contesti urbani; l’uso sostenibile del territorio a partire dalla gestione della risorsa idrica, perseguendo azioni mirate alla biodiversità, alla realizzazione di connessioni ecologiche e servizi ecosistemici, alle pratiche agricole sostenibili; la valorizzazione e fruizione degli ambienti fluviali con pratiche sostenibili; lo sviluppo di una nuova cultura di approccio al fiume e costruzione della “comunità del fiume”, attraverso l’informazione, la formazione e la sensibilizzazione delle comunità locali sul valore sia della risorsa idrica che del suo contesto storico-ambientale e paesaggistico; lo sviluppo di nuove economie legate alla gestione dell’ambiente. 

Un tratto del Canale Reale

Per raggiungere gli obiettivi finali, il Contratto di Fiume si svilupperà attraverso la definizione delle seguenti fasi: sottoscrizione del documento d’intenti; raccolta della documentazione, dei piani e dei programmi, sistematizzazione delle conoscenze comuni e redazione di un dossier sull’area, finalizzato alla definizione delle criticità e delle risorse del territorio; contestuale realizzazione del processo partecipativo attraverso tavoli tematici e focus territoriali; redazione del documento strategico, di lungo-medio termine finalizzato a definire uno scenario condiviso di valorizzazione dell’intero territorio; redazione del piano d’azione di breve termine, 3 anni; sottoscrizione del contratto di fiume; implementazione del piano d’azione; attivazione di un sistema di monitoraggio. 

Il ruolo del consorzio di Torre Guaceto

Il Consorzio di Torre Guaceto, intanto, si è già portato avanti, infatti, nell’ambito del piano per il ripristino della naturalità e la conservazione degli habitat, eletto a finanziamento dalla Regione Puglia con l’azione 6.6 nell’ottobre 2018, smantellerà il recapito finale in calcestruzzo del Canale Reale, che finalmente potrà avere uno sbocco naturale.  “Il Consorzio è da sempre attivo sul fronte della tutela del Reale, visto lo stretto legame che questo ha con l’Amp di Torre Guaceto – ha dichiarato il presidente dell’ente, Corrado Tarantino -, abbiamo cercato di sensibilizzare gli enti preposti alla salvaguardia del corso d’acqua, abbiamo elaborato ed ottenuto un finanziamento per il riuso irriguo dei reflui provenienti dall’impianto consortile di Bufalaria ed attualmente sversati al suo interno, cercato di sensibilizzare i restanti Comuni alla messa in funzione dell’impianto di affinamento di Mesagne, affinché nessun ente territoriale sversi più alcun refluo nel torrente e, quindi, a Torre Guaceto".

La foce del Canale Reale a Torre Guaceto

"Abbiamo chiesto l’intervento attivo di tutte le realtà preposte affinché chi opera nell’ambito dell’agricoltura a stretto contatto con il Reale, non usi pesticidi e si converta ad una gestione agronomica sostenibile. Tutto ciò perché l’impatto antropico esercitato sul Reale, anche a molti chilometri di distanza dall’area protetta, ha, inevitabilmente, un riverbero negativo su Torre Guaceto. Oggi, è stato fatto un primo passo del percorso per la rinascita del Reale – ha chiuso Tarantino –, ora mettiamoci al lavoro per procedere il più velocemente possibile”.

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