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Ultimo aggiornamento: 10 febbraio 2012 alle 07:28
 
Ma il sindaco non si sbilancia sui beni che possono essere coinvolti, dal Castello all'ex caserma De Simone
Mennitti: “Federalismo demaniale, per il Comune grossi vantaggi e tempi rapidi”

di R.G. » 20 maggio 2010 alle 18:03

Il sindaco Domenico Mennitti

BRINDISI – Mentre il Consiglio dei Ministri analizza il federalismo demaniale, che ha appena ottenuto il via libera della Commissione bicamerale per il federalismo fiscale, i Comuni si preparano ad un provvedimento destinato a rappresentare una svolta per quanto riguarda la proprietà di determinati beni immobili.

Secondo la norma, infatti, questi ultimi potranno essere ceduti a Regioni, Province e Comuni affinchè possano essere meglio valorizzati, assumendosene la responsabilità anche di fronte ai propri elettori. Per lo Stato, infatti, almeno secondo quanto sostengono i promotori del federalismo demaniale, il controllo e la gestione di certi immobili diventava di fatto complicato, non fosse altro che per una questione di oggettiva distanza geografica.

Ma quali novità può apportare la norma federalista, per esempio, nella città di Brindisi? Impossibile, per esempio, non pensare a strutture come il Castello Svevo o l’ex caserma De Simone. Potrebbero davvero passare al Comune? Ed è davvero concreta l’ipotesi che a propria volta il Comune possa venderlo a privati?

Il Castello Svevo di Brindisi, inserito tra i beni alienabili

Il sindaco di Brindisi Domenico Mennitti preferisce non sbilanciarsi (“Voglio prima studiare la norma in tutti i suoi dettagli”) e si limita a riconoscere la bontà di un provvedimento che tende a snellire diversi processi anche per la macchina amministrativa: “Nel suo complesso, il federalismo demaniale può determinare un importante cambiamento per il Comune, che si ritroverebbe a disporre di risorse la cui competenza era del Demanio”.

Per riportare un esempio pratico, utile anche a chiarire le idee, Mennitti ricorda la procedura utilizzata dal Comune per l’acquisizione dell’ex Estoril: “Passaggi infiniti, si concorre, si rischia di finire anche in cause legali. Insomma, prima di affrontare esperienze simili bisognava avere infinita pazienza,  e sperare che tutto andasse a buon fine. Invece a questo punto i tempi diverrebbero decisamente più rapidi”.

Impossibile, però, per il primo cittadino tracciare in questo momento un elenco dei beni immobili che potrebbero rientrare nella normativa federalista: “Ogni cosa al suo tempo – spiega il sindaco -, forse quello che dovremmo tutti sottolineare, e a me preme farlo è l’auspicio che a livello territoriale si possa cooperare bene con Provincia e Regione. In sintesi, l’obiettivo è quello che non vi sia un’eccessiva spezzettatura, evitando le stucchevoli fasi del ‘questo è mio’, ‘questo è tuo’, che rischierebbero altrimenti di rallentare ulteriormente le procedure, e annullando di fatto i vantaggi del federalismo demaniale”.

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