“Comune a rischio dissesto”: tributi per 11 milioni e tassa soggiorno

I rilievi della Corte dei Conti mossi su rendiconti 2014, 2015 e 2016. Il sindaco: “Deficit strutturale risultato di 20 anni di precedenti gestioni”

BRINDISI – Il rischio dissesto finanziario c’è, lo scrive la Corte dei Conti dopo aver esaminato i rendiconti del 2014, 2015 e 2016, lo sostengono i più “arrabbiati” dei consiglieri di opposizione ed è costretto ad ammetterlo anche il Comune, a nome del sindaco: “Esiste un deficit strutturale, di fronte al quale sono necessarie una serie di azioni dalla vendita degli immobili, al potenziamento della riscossione dei tributi, sino all’entrata in vigore di una tassa di soggiorno”.

Le criticità

La manovra correttiva è necessaria e non differibile dopo i rilievi mossi dalla sezione regionale di controllo per la Puglia con la deliberazione del 14 settembre scorso (presidente Agostino Chiappiniello, relatore Stefania Petrucci). Pessimismo a parte, stando ai magistrati contabili, le condizioni di salute del Comune sono “critiche”. Occorre una scossa, il ricorso a un “defibrillatore” in grado di riportare alla normalità il battito delle principali entrate dell’Ente, sul quale la maggioranza di centrosinistra sta lavorando.

Ma serve tempo. “Almeno due esercizi”, ha detto il sindaco Riccardo Rossi  nel corso del Consiglio comunale di questo pomeriggio, 28 novembre 2018, quando sono state poste in votazione le “misure correttive” dopo aver preso atto dei rilievi mossi dalla Corte dei Conti.

Le “criticità” sono nove: “Trend negativo del risultato di amministrazione 2016 e 2017, rispettivamente pari a 1.099.163,82 e 982.772,90 euro con violazione della normativa in tema di ripiano del disavanzo; sussistenza di debiti fuori bilancio, riduzione degli incassi delle principali entrate locali; mancato reintegro, negli esercizi 2016 e 2017, di fondi vincolati utilizzati per cassa”.

E ancora: “Mancato accantonamento del fondo per le perdite delle società partecipate, pur in presenza di consistenti importi, della Multiservizi nel 2015 e nel 2016 e mancata trasmissione alla sezione delle relazioni di fine mandato dei sindaci che avevano preceduto la gestione commissariale”, Cosimo Consales e Angela Carluccio. Entrambi sono stati sanzionati, al pari dell’ex dirigente del settore Servizi finanziari, Mirella Destino.

La vendita degli immobili

“E’ evidente che in un contesto del genere, risulta necessario per il Comune di Brindisi mettere in campo una serie di azioni”, ha detto il primo cittadino. “Confermiamo la volontà di mettere in vendita immobili del patrimonio, come il palazzo ex sede dell’Agenzia delle Entrate, così come il complesso in via Cappuccini”, ha spiegato. “Allo stesso tempo c’è l’esigenza di intensificare l’attività di accertamento dei tributi ai fini della successiva riscossione”.

Tributi e avvisi di accertamento

La società Abaco Spa, in qualità di concessionario, ha trasmesso lo scorso 14 novembre a Palazzo di città l’ultimo prospetto relativo agli avvisi di accertamento di imposte e tasse. Stando a quanto risulta, per la Tosap gli avvisi ammontano a 773.756,39 euro; per l’Icp 146.587,44; per l’Imu 3.514.860; per la Tari 5.538.413 e infine per la Tarsu 1.417.197 euro. Complessivamente, si arriva a 11.390.813 euro, somma che dovrebbe essere incassata dal Comune.

La tassa di soggiorno

“L’Amministrazione dovrà anche prevedere l’introduzione della tassa di soggiorno, strumento del quale si sono dotati diversi Comuni in provincia di Brindisi”, ha anticipato Rossi. “Ostuni, Carovigno e Fasano, solo per fare qualche esempio”. “Anche Brindisi, quindi, avrà una tassa di soggiorno per i turisti pari a due euro, importo che non credo inciderà in maniera negativa sulle strutture ricettive”.

Il punto è altro, in verità, riuscire a rendere – nei fatti – attrattiva Brindisi al pari di altre località, in modo tale da avere turisti non solo di passaggio. E questa è altra storia. “Anche questo serve se vogliamo migliorare le entrate, così come occorre lavorare per ridurre i costi e razionalizzare spese come quelle energetiche: c’è una frammentazione delle fatture che va superata”.

Revisori dei conti

La delibera, alla fine, è stata approvata con i voti della maggioranza: 19 favorevoli e tre contrari. Quelli dei consiglieri di opposizione, rimasti in Aula. Pochi, in verità.  Il no è arrivato da Massimiliano Oggiano, Carmela Lo Martire e Luciano Loiacono. Gli stessi che avevano chiesto la presenza in Consiglio dei revisori dei conti, istanza avanzata per primo dal consigliere del Pd Lorenzo Guadalupi,prendendo la parola per mozione d'ordine.  Fuori microfono, si è sentita la voce di Antonio Elefante del Pd, d'accordo con il collega di partito. Voci fuori dal coro del centrosinistra. In silenzio gli altri del Partito democratico, così come quelli gli esponenti di Brindisi Bene Comune e Ora Tocca a Noi.

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