A2A, il Pd respinge il progetto: "Il territorio ha bisogno di essere disinquinato"

Riceviamo e pubblichiamo una nota delle segreterie provinciali e cittadine del Pd di Brindisi sul progetto di A2A presso la centrale di Brindisi Nord

Riceviamo e pubblichiamo una nota delle segreterie provinciali e cittadine del Pd di Brindisi sul progetto di riconversione dell'area della centrale Edipower di Brindisi Nord in un sito di produzione di energia solare e di trattamento, con tecnolgia avanzate, della frazione organica dei rifiuti solidi urbani.

In queste settimane si rincorrono sempre più insistentemente voci confuse e notizie diffuse dai mass media relative al progetto di A2A presso la centrale di Brindisi Nord, concernenti il trattamento della Frazione organica dei Rifiuti solidi urbani (Forsu), un impianto solare termodinamico per l’energia elettrica, attualmente in fase di sperimentazione presso il sito di San Filippo del Mela in provincia di Messina, e un mini impianto eolico della potenza di 165 Kw.

Su tale progetto, già presentato al Comune di Brindisi durante il mandato del sindaco Angela Carluccio, il Pd della provincia di Brindisi intende ribadire, in linea con gli orientamenti programmatici di sostenibilità ambientale licenziati dalla Direzione, che:

La centrale di Brindisi Nord deve essere interamente smantellata e tutta l’area di sua pertinenza deve essere bonificata e riusata a finalità armoniche con una regolazione sostenibile dello sviluppo urbanistico della città, nonché con il recupero di una polifunzionalità più idonea del porto, anche alla luce della costituenda Zona Economica Speciale; Non sono percorribili e praticabili tentativi di recupero qualsivoglia di un impianto da moltissimi anni obsoleto, come quello della centrale a carbone di Brindisi Nord, che in illo tempore nei programmi di pianificazione energetica si pensava di sostituire con la mega centrale di Cerano, e men che meno tentativi di un suo utilizzo per la chiusura del ciclo dei rifiuti. 

L'intervento di Legambiente sul progetto 

Inoltre, riteniamo che, anche e soprattutto in virtù del fatto che il territorio di Brindisi e dintorni ha bisogno di essere disinquinato, bonificato e enormemente alleggerito di quell’accumulo energetico, carico di veleni di varia natura, che hanno determinato nelle popolazioni residenti attorno ai poli energetici e chimici danni alla salute percentualmente superiori alle medie regionali e nazionali, così come documentato da una vastissima bibliografia di indagini e studi in merito, quali, per ultimo, lo studio epidemiologico di coorte del dr. Forastiere su sette Comuni, la gestione del ciclo dei rifiuti di questa provincia deve rientrare in una regolazione organica pubblica, fino alla sua chiusura, in linea con il Piano regionale dei rifiuti.

Non sono perciò immaginabili impianti di compostaggio - come, ad esempio, quello di Erchie -  i quali, per le loro dimensioni hanno bisogno di massimizzare la redditività dell’investimento con un inevitabile quantitativo di umido che travalicherebbe enormemente il fabbisogno strettamente provinciale; Brindisi ha bisogno invece di smaltire lo stretto quantitativo di rifiuti prodotti limitatamente al proprio territorio provinciale, mediamente stimati in circa 180.000-200.000 tonnellate annue.

Pertanto, ogni ipotesi e/o tentativo di utilizzare Brindisi per una chiusura regionale del ciclo dei rifiuti va nettamente respinta; Brindisi ha già una dotazione impiantistica completa per una chiusura autonoma e autosufficiente del ciclo, che va celermente recuperata e, al più, opportunamente integrata, soprattutto con un altro impianto di compostaggio, lontano dai centri abitati.

Riteniamo che Brindisi possa e debba inaugurare, anche nel campo del ciclo dei rifiuti, una nuova era di sostenibilità ambientale, quella dell’“economia circolare” auto rigenerativa, basata sulla riduzione premiale della quantità dei rifiuti prodotti, sul loro recupero, riutilizzo e riciclaggio, con relativa tariffa puntuale, di modo che possano rientrare nel ciclo produttivo economico generale.

Infine, auspichiamo fortemente che progetti e problematiche “non di ordinaria amministrazione” che riguardano in primo luogo la città di Brindisi, siano demandati, affrontati e decisi dalle sue rappresentanze elettive e di governo che si insedieranno in primavera.

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