Centro-Consales, rinvio scontro a lunedì

BRINDISI - La riunione di maggioranza per discutere della crisi aperta da Udc-Noi Centro al Comune si terrà lunedì mattina, e vi parteciperanno segretari cittadini, provinciali e capigruppo. Non ci sarà, invece, il sindaco Mimmo Consales. Una decisione che sarebbe stata presa per evitare di riscaldare gli animi. Intanto però le due controparti continuano a mandarsi segnali di guerra, più che di pace. Ieri la vicesindaco Paola Baldassarre, dopo aver rassegnato le dimissioni, ha presentato una richiesta di ritiro in autotutela delle delibere finite nel mirino della magistratura.

Il pm Giuseppe De Nozza

BRINDISI - La riunione di maggioranza per discutere della crisi aperta da Udc-Noi Centro al Comune si terrà lunedì mattina, e vi parteciperanno segretari cittadini, provinciali e capigruppo. Non ci sarà, invece, il sindaco Mimmo Consales. Una decisione che sarebbe stata presa per evitare di riscaldare gli animi. Intanto però le due controparti continuano a mandarsi segnali di guerra, più che di pace. Ieri la vicesindaco Paola Baldassarre, dopo aver rassegnato le dimissioni, ha presentato una richiesta di ritiro in autotutela delle delibere finite nel mirino della magistratura.

Le delibere sono quelle relative alle proroghe alla News (l'ex società del sindaco) e degli affidamenti alla Motumus di Maurizio Ciccolella. In casa PD, invece, si minaccia di ampliare il fronte: «Se azzeramento deve essere, riparliamo anche delle partecipate». Dove i centristi hanno fatto man bassa.

Lo scontro tra partiti. Oltre alla Baldassarre, si è dimesso anche Enzo Ecclesie. Ora i centristi attendono che anche gli assessori degli altri partiti rimettano il mandato. Ma il segretario cittadino del PD Antonio Elefante è stato chiaro: «I nostri non si dimettono». Se dovesse essere coerente con quanto affermato due giorni fa,il segretario provinciale dell'Udc Ciro Argese non dovrebbe sedersi al tavolo delle trattative. Ma lo farà. Perché la politica è una cosa, le parole un'altra. Ieri Consales e Massimo Ferrarese si sono sentiti al telefono. Probabilmente oggi torneranno a farlo. Da fonti PD sembrerebbe che i centristi stiano alzando la posta (con la richiesta della conferma della poltrona di vicesindaco e la delega all'Urbanistica per un fedelissimo di Ferrarese). I Democratici più agguerriti minacciano: «Se vogliono la guerra, allora lascino anche Asi, Farmacie comunali, Energeko e rinuncino alla Multiservizi».

Difficile rompere la cortina di silenzio dei centristi, ma un esponente dell'UDC/Noi Centro ha rivelato a BrindisiReport.it che in effetti tutto sarebbe partito dalla volontà di mettere fuori dalla giunta la Baldassarre: «Ormai tutti le sono contro, tranne Ferrarese, che ha accettato il cambio in giunta ma vuole farla uscire dignitosamente».

In attesa del chiarimento, o della rottura, si continua a lavorare sui consiglieri: sembra che due uomini del PDL siano già pronti a lasciare il partito per sostenere Consales. Evidentemente i problemi di tenuta del gruppo non esistono soltanto al centro, ma anche a destra.

L'inchiesta giudiziaria. Due i magistrati (Giuseppe De Nozza e Savina Toscani) e due gli indagati: un sindaco e un dirigente del Comune il cui nome non è stato ancora svelato. Non è dato sapere se a far scattare l'azione dei pm sia stato un esposto oppure la segnalazione della procura della Corte die Conti, che aveva ricevuto la delibera di Culturamiamo contestata dal PDL. Gli investigatori vogliono appurare se era legittimo affidare l'incarico di 212mila euro alla Motumus, senza gara d'appalto, per la gestione dell'estate brindisina. E se siano state seguite le giuste procedure nella proroga del servizio di rassegna stampa e gestione call center alla News sas, la ditta di cui Consales faceva parte prima della candidatura.

Per difendersi da eventuali richieste di risarcimento della Corte dei Conti (e forse per mandare un segnale a chi non l'ha difesa) la Baldassarre ha chiesto la revoca delle delibere finite nel mirino. Ai più è parsa una decisione tardiva, visto che quelle delibere avevano destato scalpore e polemiche già all'epoca in cui furono approvate. Ne parlarono i giornali e giunsero critiche dalle opposizioni. Ma allora nessuno, in giunta e in maggioranza, sollevò dubbi. Anzi...

Tra le carte sequestrate dalla Digos c'è anche una fattura di settembre, emessa dal ristorante La Terrazza (sulle colonne romane) per una pranzo per 23 persone cui parteciparono Al Bano, sindaci e assessori dei Comuni di Cellino e San Pietro Vernotico e alti esponenti della Repubblica di Albania. Per il Comune di Brindisi c'era la vicesindaco Baldassarre, ma non il sindaco Consales. Il conto fu di 1200 €: 52 euro a persona. Ma per un pranzo a base di pesce non si tratta di una somma esagerata. Si può discutere del perché il Comune di Brindisi debba pagare il pranzo agli amministratori di Cellino e San Pietro, ma di questo si occuperà la magistratura.

Le reazioni. In pochi si sono espressi sulla crisi in atto e sull'intervento della magistratura. E anche questo è un fatto molto strano. Solo il presidente provinciale della Confartigianato Antonio Ignone ha ritenuto di dover prendere carta e penna per comunicare il pensiero della sua associazione. Che riportiamo fedelmente qui sotto.

«L’evolversi della situazione politica a Brindisi e la prospettiva di una crisi portata sino alle estreme conseguenze, cioè alle elezioni anticipate, impone delle riflessioni anche da parte delle organizzazioni di categoria perché è indubbio che tale eventuale scenario futuro può senza dubbio arrecare ripercussioni negative al tessuto economico della città. Indipendentemente da quali siano le motivazioni di questa crisi è innegabile che Brindisi abbia invece assoluta necessità di un quadro politico stabile capace di dare attuazione a quando, sia maggioranza che opposizione, hanno annunciato, con i propri programmi, in campagna elettorale e sul documento programmatico illustrato in consiglio comunale dalla maggioranza all’insediamento della nuova Amministrazione.

C’è bisogno di sgombrare il campo da tatticismi di partito e speculazioni elettorali se davvero si vuole dare concreta attuazione a quanto dichiarato in quel documento programmatico. Bisogna fare squadra, pur nella differenza dei ruoli e delle convinzioni politiche, nell’interesse della città. L’esempio concreto lo abbiamo fornito noi associazioni di categoria quando, lasciando le logiche dell’appartenenza, ci siamo messe insieme formando Rete Imprese Italia che, come è noto, riunisce Confartigianato, CNA, Casartigiani, Confcommercio e Confesercenti e fornendo un nuovo soggetto di rappresentanza unitario del mondo delle pmi e dell’impresa diffusa. E’ stato un modo per fare sentire di più e meglio le ragioni delle aziende e del mondo del lavoro.

Proprio nei giorni scorsi a Brindisi, in un incontro presso la Camera di Commercio, abbiamo stigmatizzato i danni provocati alle imprese e al tempo stesso indicato la ricetta del cambiamento, le leve da usare per migliorare la situazione di criticità. In questa fase di grave difficoltà economica ognuno dovrebbe restare ai propri posti per fare sino in fondo il proprio dovere e svolgere il mandato ricevuto ed invece a Brindisi si continua a registrare una situazione di grave precarietà e instabilità istituzionale.

Ciò che sta accedendo in questi giorni al Comune conferma una tesi già provata in altre recenti circostanze come ad esempio all’Autorità Portuale e all’ASI. Ricorsi sulla legittimità di alcuni atti, nel caso specifico quelli di nomina dei rispettivi presidenti Hercules Haralambides e Marcello Rollo, hanno provocato una vacatio che ha avuto certamente qualche conseguenza sull’efficacia di alcune decisioni precedentemente assunte e mutamenti gestionali con l’insediamento, ad esempio,  all’Autorità portuale del commissario straordinario Ferdinando Lolli e con il successivo reintegro, deciso in sede giudiziaria, di Haralambides.  Indipendentemente dalle convinzioni politiche che ciascuno di noi esprime nel segreto dell’urna elettorale Brindisi ha bisogno di un quadro istituzionale stabile al Comune come pure negli enti di secondo grado per fare valere le ragioni del fare rispetto alle vecchie ma purtroppo mai sufficientemente logore logiche di partito. Piuttosto questa crisi politica sia l’occasione non per dare il via ad un valzer delle poltrone ma ad accordi più vincolanti sulle priorità dei problemi da risolvere e per quest’ultimo aspetto Rete Imprese vuole dare il proprio contributo».

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