Colizzi: "Se costretto, andrò dal pm"

BRINDISI – E’ sempre più un caso politico la insistente richiesta di accertamenti sulle primarie per i parlamentari riguardanti Sinistra Ecologia e Libertà in provincia di Brindisi, da parte dello psichiatra Franco Colizzi di Ostuni (uno dei candidati), il quale ravvisa nelle operazioni di voto non pochi elementi di perplessità e sospetto. Colizzi ha presentato in queste ore opposizione formale alla decisione dell’organo di controllo nazionale di respingere il suo ricorso, ma in caso di “mancanza di risposte ed azioni coerenti”, si vedrà costretto a ricorrere all’autorità giudiziaria.

Franco Colizzi

BRINDISI – E’ sempre più un caso politico la insistente richiesta di accertamenti sulle primarie per i parlamentari riguardanti Sinistra Ecologia e Libertà in provincia di Brindisi, da parte dello psichiatra Franco Colizzi di Ostuni (uno dei candidati), il quale ravvisa nelle operazioni di voto non pochi elementi di perplessità e sospetto. Colizzi ha presentato in queste ore opposizione formale alla decisione dell’organo di controllo nazionale di respingere il suo ricorso, ma in caso di “mancanza di risposte ed azioni coerenti”, si vedrà costretto a ricorrere all’autorità giudiziaria.

Franco Colizzi è dunque pronto a fare anche questo ultimo passo, sia pure “con lacerante dolore interiore e successive determinazioni politiche”, che vuol dire anche dimissioni da Sel, e “consegnando tutta la documentazione a vario titolo e di diverso genere in mio possesso” al magistrato. Dunque, oltre agli elementi di incongruenza nell’esito del voto delle parlamentarie, che Colizzi offre all’organo di controllo, si intende che egli abbia già acquisito anche sufficienti elementi di ben altro genere sulla vicenda.

Il ricorrente, che fa parte del ordinamento regionale e dell’assemblea nazionale di Sel, si dichiara “stupito sinceramente dalla reazione di indifferentismo e di grave sottovalutazione delle richieste avanzate nel ricorso da un candidato che non sta cercando di scalzare nessuno né di scalare la graduatoria elettorale per Roma, proprio da un partito in cui ancora credo e che avrebbe potuto perfino leggere in piazza verbali e registri, non avendo nulla da temere dalla trasparenza, andando senza tema in magistratura qualora dubbi e ombre di brogli fossero appena consistenti: questa era, ed è ancora, per me Sinistra Ecologia e Libertà”.

La decisione della commissione elettorale nazionale di Sel di respingere il suo ricorso, viene considerata dal medico ostunese carente di motivazioni, pertanto Colizzi sfida la commissione a “diramare un comunicato in cui sia riportata – giorno per giorno – dal 31 dicembre ad oggi l’attività di verifica realmente svolta, come e su quali documenti (verbali finali, registri degli elettori controfirmati all’atto del voto e schede elettorali), dal momento che mi risultano non ancora inviati a Bari sia i registri degli elettori controfirmati che le schede elettorali”.

Ma per restare alle incongruenze (mentre non sono noti gli altri elementi che Colizzi potrebbe sottoporre all’attenzione dell’autorità giudiziaria), nell’opposizione all’archiviazione del ricorso lo psichiatra cita il caso di Torre S. Susanna, in cui “i limiti della platea prevista” di cui parla l’organo di controllo risultano invece ampiamente superati dagli esiti del voto contenuti nei verbali del seggio.

“Il 30 dicembre, questo l’andamento ufficiale dell’afflusso al voto nello stesso seggio di Torre Santa Susanna: ore 12.00, votanti 220; ore 17.00, votanti 450; totale finale,votanti 646 (leggasi seicentoquarantasei). In sostanza, al voto a Torre Santa Susanna si sarebbero recate non solo tutte le persone che hanno votato a novembre, ma ben 81 (leggasi ottantuno, siamo in un piccolissimo centro) persone in più. Quanto alle preferenze, il Pd avrebbe ottenuto 346 voti e SEL 296 (dei quali 280 al candidato Matarrelli, più suffragato dello stesso Vendola, e 12 al candidato Colizzi)”.

E’ chiaro, questo è solo uno stimolo a verificare la corrispondenza tra firme apposte e persone che hanno effettivamente votato. Sel deciderà di procedere con le verifiche richieste sulla totale legittimità della designazione di Toni Matarrelli come candidato al Parlamento (ma poi dovrebbe occuparsi analogamente dei ricorsi presentati in Campania, respinti come quello di Colizzi e già conseguenza di dimissioni importanti), oppure ignorerà la richiesta partita da Ostuni lasciando che sia il magistrato a decidere se fare o meno un controllo sui registri delle parlamentarie? Un fatto è certo: l’affare Colizzi non è chiuso.

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