Colizzi si autosospende da Sel

BARI – Rifiuto della candidatura e autosospensione da tutti gli organismi dirigenti di Sel. E un esposto nel cassetto pronto per essere trasmesso al magistrato, con i necessari allegati. Non sono bastate due ore di colloquio con Nichi Vendola, prima dell’assemblea regionale di Sel per l’approvazione delle liste, a fare recedere il medico ostunese Franco Colizzi dalla sua contestazione formale e sostanziale dell’andamento delle primarie per i parlamentari in provincia di Brindisi. E oggi il penultimo passo (l’ultimo lo potrebbe portare in procura, a Brindisi), in attesa delle eventuali comunicazioni dello stesso Vendola.

Franco Colizzi

BARI – Rifiuto della candidatura e autosospensione da tutti gli organismi dirigenti di Sel. E un esposto nel cassetto pronto per essere trasmesso al magistrato, con i necessari allegati. Non sono bastate due ore di colloquio con Nichi Vendola, prima dell’assemblea regionale di Sel per l’approvazione delle liste, a fare recedere il medico ostunese Franco Colizzi dalla sua contestazione formale e sostanziale dell’andamento delle primarie per i parlamentari in provincia di Brindisi. E oggi il penultimo passo (l’ultimo lo potrebbe portare in procura, a Brindisi), in attesa delle eventuali comunicazioni dello stesso Vendola.

Subito dopo, lo psichiatra ha inviato all’assemblea l’intervento che avrebbe voluto leggere personalmente, rinunciandoci per non surriscaldare il clima in un momento delicato. “Purtroppo, in alcuni casi, che io considero, nel linguaggio medico che mi appartiene, ‘eventi sentinella’, le primarie hanno fatto emergere aspetti inquietanti dell’attuale situazione del partito in alcuni territori. Ed è questo il caso della provincia di Brindisi”, afferma Colizzi nel suo intervento scritto. “Mi addolora il modo superficiale e la grave sottovalutazione con cui la commissione nazionale elettorale ha rigettato il ricorso, ritenendolo frutto di mere ipotesi, non andando nemmeno a leggere bene i dati eclatanti di alcuni Comuni del brindisino, tra cui in primis quello di Torre Santa Susanna col suo 114% di presunti votanti”.

Eppure, dice Colizzi, “ho anche immediatamente segnalato di disporre di elementi a sostegno delle mie ‘mere ipotesi’, che potrebbero travalicare il mero procedimento di controllo interno e interessare l’ambito giudiziario”. C’è la delusione politica: “Ho atteso pazientemente  la strutturazione del “partito nuovo” che consentisse finalmente più partecipazione ai cittadini e più democrazia viva nelle scelte di fondo per la comunità. Ero fiducioso. Ma ora ammetto di essermi sbagliato. Questo percorso è stato timido e a maglie larghe, perché – annota il medico di Ostuni -  ha consentito invece il consolidarsi di vecchi metodi di partito e di interessi personali e di gruppo che hanno risospinto indietro  (nella delusione, nello sconcerto, nella rabbia) tanti entusiasmi, tante competenze, tante espressioni di culture diverse da quella dell’area ex scissionista di Rifondazione Comunista”.

“Mi sono fidato, da sognatore incallito, di un partito che in provincia di Brindisi aveva appena ricevuto le dimissioni del segretario provinciale, che era allo sbando politico, che è stato gestito più con dinamiche di clan che di reticolo dirigente”, aggiunge Colizzi a proposito di Sel nel Brindisino. Aveva anche sperato in passi avanti del partito con le primarie: “Mi son detto che sarebbe stata comunque una festa democratica. E, invece, ho sbagliato ancora.  Opacità gestionali, numeri di votanti strani, a volte afflussi bulgari in assenza di controprova, voci diffuse di brogli sotto gli occhi degli elettori… Ma basta, tutto questo serve solo a dire che ho commesso diversi errori di valutazione, che ho compreso per successive illuminazioni e prove”.

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Nel finale, dopo una riflessione sui temi della politica, Colizzi fa piazza pulita dell’ombra di eventuali rancori: “Assieme o no, vicini o no, d’accordo o in dissenso, sappiate che vi voglio bene e che non potrebbe essere altrimenti per chi crede nell’amore politico non violento e continuerà a crederci anche contro le dure repliche della realtà”. Ora lo psichiatra dovrà solo decidere quando e come andare avanti con l’esposto che ha predisposto sulla vicenda.

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