I silenzi nuocciono gravemente alla salute di questa giunta

Sul caso de Vito il primo a spiegare ai cittadini cosa è accaduto deve essere il sindaco. Poi la segreteria provinciale del Pd

Rita Ortenzia De Vito

Il caso De Vito non può certo chiudersi così: con due parole del sindaco e due conferenze stampa di una opposizione che resta divisa (presa probabilmente dai calcoli elettorali, tenendo d’occhio il borsino dei sondaggi). Non ha ancora detto tutto, l’ormai ex vicesindaco della giunta di sinistra, non ha ancora detto niente la segreteria provinciale del Partito Democratico, che – considerato il valore intrinseco del caso Brindisi, dove è arrivata una delle poche vittorie nel contesto di un disastro nazionale – non può certo lasciare solo al segretario cittadino Francesco Cannalire i rapporti con la nuova amministrazione.

Come sempre nella politica brindisina, nessuno ha ancora indicato con chiarezza la ragione di questa crisi. Qual è stato l’errore grave imputato dalla segreteria cittadina del Pd a Rita De Vito tanto, si dice, da battere i pugni sul tavolo, in un clima da out out, per ottenere le dimissioni della vicesindaco? La dirigente scolastica prestata alla politica  prima o poi lo spiegherà, e non certo perché lo chiedono la Lega o Forza Italia, ma perché lo impone il diritto di difesa della correttezza nello svolgimento del proprio compito, dichiarata e ribadita nella sua lettera al sindaco di cui nel nostro servizio pubblichiamo il testo.

Di questa storia non piace, a noi ma certamente a molti altri, la pretesa che un pubblico amministratore debba rispondere alle logiche e alle dinamiche interne al partito che l’ha proposto, piuttosto che al sindaco che l’ha designato. Non è stato Riccardo Rossi a chiedere a Rita De Vito di lasciare l’incarico, ma Francesco Cannalire, che di fatto prova a fare “il chi per lui”. La sostanza è quella, altroché. Bene inteso, l’appartenenza è importante, la coerenza nella realizzazione nel programma di governo degli obiettivi del proprio partito è importante. Ma se questo programma è effettivamente quello condiviso con i partner della coalizione, e in questo caso bisogna aggiungere anche l’invocato e dichiarato cambiamento.

Il metodo non pare proprio quello, invece. Non resta che aspettare una spiegazione più compiuta e trasparente da parte del sindaco, e un intervento della segreteria provinciale del Partito Democratico. Per fugare un sospetto sollevato dall’opposizione: quello che il malessere di Rita De Vito possa essere legato a pressioni incompatibili con i valori della ormai ex vicesindaco, come dichiarato nella lettera. Se ciò dovesse corrispondere al vero, non dovrebbe essere lei a dare le dimissioni.

Quindi l’attesa è alta, e tocca al sindaco Riccardo Rossi parlare e spiegare. La preoccupazione che alcune scelte della nuova amministrazione possano essere eterodirette comincia a prendere corpo. Quindi, bisogna fugarla e accendere un riflettore sull’accaduto. Se Rita De Vito è considerata una pasticciona testarda, lo si dica. Se qualcuno ha tentato di condizionarne l’operato per altre ragioni, è meglio saperlo subito.

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