Consales, seconda mozione di sfiducia

BRINDISI - Anche l'opposizione di sinistra lancia un messaggio politico al primo cittadino. Domani mattina si dovrebbe svolgere una conferenza stampa con la partecipazione di consiglieri di sinistra e destra. Ma in ogni caso il documento non approderà in consiglio, perché non si arriverà a raccogliere le 12 firme necessarie per la discussione in assemblea.

Una conferenza stampa del centrodestra

BRINDISI – Le mozioni di sfiducia al sindaco Consales diventano due. A quella del centrodestra, già presentata nei giorni scorsi, con le firme di sette consiglieri comunali, se ne aggiungerà un’altra che sarà presentata dall’opposizione di sinistra e ce potrebbe essere unificata alla prima. In ogni caso il significato dell’iniziativa, che sarà presentata domani nel corso di una conferenza stampa congiunta destra-sinistra, è puramente politico e non potrà avere sviluppi sostanziali, poiché per poter approdare in consiglio comunale una mozione di sfiducia al primo cittadino ha bisogno di almeno 12 voti: le opposizioni al momento possono contare su 11, sempre che Ilario Pennetta e Antonio Pisanelli decidano di sostenerla.

Per ora infatti le firme certe restano quelle di Mauro D’Attis, Massimiliano Oggiano, Pierino Santoro, Pietro Guadalupi, Cosimo Elmo, Giampiero Pennetta e Ilario Pennetta. Quest’ultimo però teme il rischio di un commissariamento della città lungo un anno, e quindi potrebbe defilarsi. Quanto a Pisanelli, è notoria da tempo la sua posizione ormai equidistante da opposizione e maggioranza.

A sinistra, Giovanni Brigante vorrebbe presentare una seconda mozione, distinta da quella del centrodestra, proprio per sottolineare la differenza politica tra le due forze in campo: «Che poi il fine sia lo stesso, è naturale». Riccardo Rossi ha già confermato la sua firma: «Che si tratti di una mozione unica, o di due documenti, non credo che importi tanto, anche perché non approderà in assemblea. Ma è necessario un segnale di chiarezza per i brindisini: bisogna far capire chi è in maggioranza e chi sta all’opposizione». Il riferimento è ovviamente al Nuovo Centrodestra e a Noi Centro, che si sono defilati dalla maggioranza ma non sono ancora passati all’opposizione.

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