Curto: sì a Fli. E proposte choc

BRINDISI - Dalla claudicante incertezza del Governo centrale (incapace di assumere provvedimenti capaci di incidere positivamente sia sulla tenuta dei conti pubblici sia sul versante dello sviluppo) alla necessità di abbassare i salari al sud per sconfiggere il lavoro nero, sino alle questioni prettamente territoriali, quelle che oggi lo spingono sia a difendere l’Enel sia a dichiarare (a differenza del passato) che il rigassificatore costituirebbe un autentico volano per il rilancio dell’economia brindisina. Parte da queste riflessioni l’adesione ufficiale del senatore Euprepio Curto a “Futuro e libertà”.

Brindisi, uno scorcio della zona industriale

BRINDISI -  Dalla claudicante incertezza del Governo  centrale (incapace di assumere provvedimenti capaci di incidere positivamente sia sulla tenuta dei conti pubblici sia sul versante dello sviluppo) alla necessità di abbassare i salari al sud per sconfiggere il lavoro nero, sino alle questioni prettamente territoriali, quelle che oggi lo spingono sia a difendere l’Enel sia a dichiarare (a differenza del passato) che il rigassificatore costituirebbe un autentico volano per il  rilancio dell’economia brindisina. Parte da queste riflessioni l’adesione ufficiale del senatore Euprepio Curto a “Futuro e libertà”.

E parte da una premessa di fondo, per quanto attiene gli attuali limiti di crescita del Terzo polo in terra di Brindisi: “Futuro e Libertà, lontana culturalmente e politicamente dalla Sinistra, avverte la contingente incompatibilità  con l’attuale centrodestra, e questo dato fa si che l’unica posizione realisticamente opportuna allo stato non  possa che essere l’equidistanza dai due Poli. Anche a Brindisi sarebbe stato opportuno valorizzare il progetto politico del Terzo Polo".

"Che tutto ciò non sia possibile nell’immediato, da un lato spinge ad operare  perché in prospettiva tutto ciò si realizzi. Dall’altro, al fine di evitare di confondere ancora di più una opinione pubblica già  frastornata, l’impossibilità di dare vita ad un Terzo Polo nel capoluogo impone  simile presa d’atto per ciò che concerne gli altri tre  Comuni chiamati al voto di primavera (Fasano, Erchie e San Michele Salentino, ndr). Inizia, quindi, una nuova sfida politica”.

Annunciata già nei giorni scorsi, ufficializzata all’indomani del congresso provinciale dell’Udc (che ha consacrato, con il passo indietro e l’uscita di scena dello stesso Curto la linea politica fedele al laboratorio Ferrarese), l’adesione a Fli del consigliere regionale francavillese è così spiegata: “Futuro e Libertà, rappresenta quei vasti strati della società italiana  molto più incline ai doveri che ai diritti, alla solidarietà che agli egoismi, alla serietà e alla onestà intellettuale  che ai qualunquismi. Rappresenta  storicamente, al di là del suo certificato di nascita, l’esaltazione dei valori intorno ai quali  si è radicata la nostra civiltà: Patria, Istituzioni, Famiglia, Giustizia sociale. Sono questi i presupposti rispetto ai quali  l’adesione a Futuro e Libertà e al suo leader, il Presidente Gianfranco Fini, è meditata, consapevole, convinta”.

Ma in primo piano c’è sopratutto la questione territoriale: “Un’adesione (quella a Fli) che intenderà misurarsi sotto l’aspetto politico, programmatico ed elettorale in provincia di Brindisi già dalle amministrative della prossima primavera, sforzandosi di offrire un contributo capace rendere significativa la proposta di Futuro e Libertà in termini di crescita culturale, di tutela ambientale, di sviluppo economico, di opportunità occupazionali. Il territorio provinciale è ormai endemicamente afflitto da un conclamato declino industriale e occupazionale. Un declino che appare irreversibile, se si tiene conto  del fatto che proprio negli ultimi mesi sono venute meno le speranze dei tanti giovani che avevano visto nei nuovi insediamenti industriali qualcosa di più di una mera utopia, anche alla luce dei provvedimenti in materia ambientale assunti nelle ultime settimane sia dall’Autorità Giudiziaria, sia  dalla Regione Puglia, nei confronti della Sfir, della Sanofi Aventys e, proprio in queste ore, della Polimeri Europa”.

Provvedimenti che inducono Curto ad affermare: “A Brindisi vigerebbe una sorta di sensibilità ambientale politicamente e socialmente orientata solo nei confronti di Enel (guarda caso, proprio l’unico gruppo industriale che ha previsto ingenti stanziamenti  in tema di tutela ambientale), mentre il silenzio più assoluto vige nei confronti di altri attori, protagonisti e non comprimari, dell’emergenza ambientale brindisina. Un pregiudizio di natura culturale simile a quello che ha alimentato, e tutt’ora alimenta,  un intenso e a volte strumentale  dibattito circa la realizzazione di un rigassificatore che potrebbe, esso sì!, costituire un autentico volano per il  rilancio dell’economia brindisina.

E’ giunto il momento di dire definitivamente No ai troppi No che hanno limitato molto negativamente la crescita del territorio, liberando le scelte da effettuare su Brindisi  e per Brindisi  dalle troppe perverse ideologie che hanno soffocato il capoluogo e che per alcuni hanno costituito solo ed esclusivamente  una rendita di posizione da sfruttare cinicamente in sede politica. Brindisi deve reagire. Può farlo con una proposta politica seria che, aperta ai contributi e ai correttivi di tutti, sarà sottoposta nelle prossime settimane all’attenzione  delle forze politiche e delle parti sociali”.

Ma le riflessioni del senatore vanno oltre. “Una proposta che renda attrattivo il territorio rispetto ad eventuali investitori locali, nazionali od esteri non può che partire dalla presenza e dalla disponibilità di aree attrezzate e urbanizzate nelle zone industriali di Brindisi  e dalla Provincia da alienare ai soggetti investitori a prezzo politico”.

Quasi una provocazione, in tempi di vacche magre per le casse degli Enti pubblici. E non è l’unica che il senatore lancia al suo debutto in Fli:  “Va affrontato e risolto definitivamente - spiega infatti, sposando appieno sulla questione il teorema leghista - anche il problema del lavoro nero, autentica piaga sociale e  autentico freno rispetto alle prospettive di una economia legale. Ma questa metastasi sociale va affrontata con serietà intellettuale. Al fine di superare il grave dato  del lavoro irregolare, una via potrebbe essere quella di assoggettare le nuove assunzioni  ad un monte retributivo inferiore del 15 o 20 per cento alle retribuzioni previste  attualmente  dai Ccnl. Un modo per incrementare l’occupazione legale, invece di nascondersi dietro l’ipocrita esaltazione dei diritti inviolabili. Una  proposta  che sicuramente susciterà reazioni contrastanti, ma dal cui dibattito è auspicabile possano emergere  risultati apprezzabili”.

Per Curto, infine, Brindisi deve farsi carico anche di una vera e propria operazione trasparenza: “Molto spesso, troppo spesso ci si inebria di notizie secondo le quali sul territorio verrebbero ad essere riversate ingenti risorse economiche e finanziarie: centinaia e centinai di milioni di euro. Il risultato molto spesso è deludente: di questa massa enorme di denaro non vi è realmente alcuna traccia, e pure quando tutto ciò si avvera il riscontro è sconcertante: solo  poche imprese locali, molto spesso le solite, ne usufruiscono. Un’anomalia  grave che va al più presto rimossa”.

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