Divampa lo scontro sui rifiuti speciali

BRINDISI - Infuria la guerra sulle attività di Massimo Ferrarese nel campo dei rifiuti speciali, che aveva affidato ad una delle sue società, la Dasco (quella che oggi sarebbe in liquidazione). A difendere il presidente della Provincia, che ha trattenuto per sè anche la delega all'Ambiente, dalle accuse di clamoroso conflitto d'interesse lanciate dal consigliere provinciale Italo Guadalupi, quest'oggi si è dovuto muovere nuovamente il coordinatore cittadino di Noi Centro, Roberto Rizzo. Ferrarese infatti non ha diramato comunicati sulla vicenda dell'uso della discarica di rifiuti pericolosi, e sulla sua messa in sicurezza che il Pdl denuncia come ancora incompiuta senza che per questo la Provincia sia intervenuta, come avrebbe dovuto.

La discarica di rifiuti speciali esaurita dell'Asi

BRINDISI - Infuria la guerra sulle attività di Massimo Ferrarese nel campo dei rifiuti speciali, che aveva affidato ad una delle sue società, la Dasco (quella che oggi sarebbe in liquidazione). A difendere il presidente della Provincia, che ha trattenuto per sè anche la delega all'Ambiente, dalle accuse di clamoroso conflitto d'interesse lanciate dal consigliere provinciale Italo Guadalupi, quest'oggi si è dovuto muovere nuovamente il coordinatore cittadino di Noi Centro, Roberto Rizzo. Ferrarese infatti non ha diramato comunicati sulla vicenda dell'uso della discarica di rifiuti pericolosi, e sulla sua messa in sicurezza che il Pdl denuncia come ancora incompiuta senza che per questo la Provincia sia intervenuta, come avrebbe dovuto.

Era stata del resto proprio la Provincia, ma gestione Michele Errico, a ordinare la chiusura e la messa in sicurezza della discarica in zona industriale, imponendo ai gestori anche il versamento di una cauzione a garanzia. Poi Ferrarese, accusa il Pdl, si costituisce parte civile in un processo contro l'Enel, ma non si muove contro le presunte inadempienze di chi doveva completare entro il 2009 la messa in sicurezza della discarica. Perchè? Perchè anche Ferrarese ha fatto affari con quel sito, dice Guadalupi.

Ed ecco cosa dice invece Rizzo, che non smentisce il fatto che Ferrarese, imprenditore anche nel campo dei rifiuti speciali, abbia usatao la discarica dell'Asi. "Per quanto concerne le notizie riportate nel comunicato, formulato dal consigliere Guadalupi, iniziamo col chiarire immediatamente che il presidente Ferrarese non ha mai gestito una discarica, ma ha utilizzato e ha conferito in alcune discariche, tra cui quella di Brindisi. Il tutto chiaramente  nel rispetto assoluto delle leggi vigenti e previo pagamento del conferimento. E' privo di ogni riscontro nella realtà, affermare pertanto che il presidente Ferrarese, attraverso la gestione, mai avvenuta, di quella discarica, abbia potuto realizzare utili da Zio Paperone", afferma Rizzo, che evidentemente è a conoscenza dei fatturati della Dasco.

"Dopo aver liquidato proprio quella società in campo ambientale ed essere divenuto presidente della Provincia, non soltanto interveniva intimando all'azienda gestrice della discarica, la realizzazione del capping, ma seguiva personalmente il tutto, sino alla ultimazione dell'opera di messa in sicurezza in effetti già avvenuta. Questo è il primo autogol del comunicato formulato dal consigliere Guadalupi", afferma Rizzo, ma si sa che fu Errico a imporre la chiusura di quella discarica usata anche da Ferrarese.

"In merito alla Peritas invece, il presidente ha fatto tutto ciò che il suo ruolo istituzionale gli permetteva. Il controllo però, mi permetto di far osservare in quanto medico del lavoro, doveva essere effettuato dall'Arpa e non dalla Provincia stessa. Ci si aggiunga inoltre che l'autorizzazione all'epoca, venne concessa dalla Regione e non dall'organo istituzionale di cui è presidente Massimo Ferrarese. Anche qui ci imbattiamo in una arruffata e superficiale ricostruzione storica dei fatti", afferma Rizzo.

"Ultimo punto della vicenda, quello relativo alla Sfir. Il presidente Ferrarese, come da documentazione presente, ha invece minacciato più volte la Sfir (bastava leggere la stampa di pochi mesi fa), per quanto riguarda l'osservanza e il rispetto delle leggi ambientali, intimando un adeguamento alla conformità, che in caso di mancato sviluppo, avrebbe portato alla chiusura e al ritiro delle autorizzazioni della stessa (come avrebbe potuto tranquillamente riferire il direttore tecnico dell'epoca, l'Ing. Angelo Rizziello, se solo il consigliere Guadalupi lo avesse consultato)".

"Il presidente ha così costretto la Sfir ad un adeguamento degli impianti con misure addirittura più restrittive, rispetto a quelle previste dalle leggi. Questo adeguamento è oggi in via di ultimazione", conclude Guadalupi.

Solo sulla Sfir, Italo Guadalupi in tarda serata emana una breve precisazione: "Tengo a chiarire e precisare che in merito alla vicenda Sfir, nonostante la mancata risposta del Presidente Ferrarese, ho potuto verificare personalmente che la problematica che ha interessato la Sfir riguardava lo sforamento di limiti di immissione nella fase di avvio dell'impianto di produzione di energia. Sempre da informazioni assunte personalmente ho verificato che successivamente gli impianti sono stati regolarmente autorizzati e restituiti dalla Magistratura per essere utilizzati, dopo aver individuato ed eliminato l'inconveniente di detti sforamenti. Quanto innanzi sempre per la solita chiarezza d'informazione che mi contraddistingue nei confronti di tutti i cittadini di Brindisi e dell'intera provincia".

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