Effetto Ferrarese: Curto-Fli è fatta

BRINDISI – Aveva detto, appena il 28 ottobre, annunciando che non avrebbe partecipato, pur essendone il coordinatore provinciale uscente, al congresso dell’Udc: “Per quanto mi riguarda, al di là delle scelte che formalizzerò tra qualche giorno, continuerò a battermi perché il Terzo Polo possa incominciare ad essere una grande e splendida realtà anche nella provincia di Brindisi”. E poi ancora, a proposito delle voci di un passaggio a Fli: “E’ sicuramente legittimo che si ipotizzi un mio ingresso in Fli nel momento in cui dichiaro che le mie scelte future saranno in linea con la mia storia politica e personale. Cosa diversa è dare per ufficializzata una adesione che, ove dovesse esserci, sarà formalizzata solo dopo il congresso Udc, e nel pieno rispetto e coinvolgimento degli organi d’informazione territoriale a cui va la mia personale gratitudine per la correttezza e l’obiettività con cui hanno seguito le intense fasi di dialettica interna all’Udc brindisina”.

Giovanni Brigante

BRINDISI – Aveva detto, appena il 28 ottobre, annunciando che non avrebbe partecipato, pur essendone il coordinatore provinciale uscente, al congresso dell’Udc: “Per quanto mi riguarda, al di là delle scelte che formalizzerò tra qualche giorno, continuerò a battermi perché il Terzo Polo possa incominciare ad essere una grande e splendida realtà anche nella provincia di Brindisi”. E poi ancora, a proposito delle voci di un passaggio a Fli: “E’ sicuramente legittimo che si ipotizzi  un mio ingresso in Fli  nel momento in cui dichiaro che le mie scelte future saranno in linea con la mia storia politica e personale. Cosa diversa è dare per ufficializzata una adesione che, ove dovesse esserci, sarà formalizzata  solo dopo il congresso Udc, e nel pieno rispetto e coinvolgimento degli organi d’informazione territoriale a cui va la mia personale gratitudine per la correttezza e l’obiettività con cui hanno seguito le intense fasi di dialettica interna all’Udc brindisina”.

Il congresso dell’Udc si è fatto, ha scatenato l’ira di Dio nel Pdl, ed ha spinto il consigliere regionale Curto al ritorno alle origini: gli ex An di Futuro e Libertà. Insomma, i giornalisti non si erano inventati proprio nulla nell’anticipare la transizione (transumanza potrebbe risultare offensivo). Vero è però che Euprepio Curto, l’altra metà della politica di Francavilla Fontana, dove convive – male – con un Luigi Vitali deputato del Pdl in pressing per ritornare a livelli di governo (fu sottosegretario alla Giustizia), resta sempre in gioco nell’ambito dell’operazione Grande Centro. Se qualcuno pensava di metterlo ai margini per avere a disposizione tutto lo spazio in plancia nel partito di Casini versione brindisina, lo vedrà apparire sull’altra nave della stessa flotta a salutare con la manina. In altri termini, con Curto, Massimo Ferrarese e Marcello Rollo dovranno sempre fare i conti. Se lo ritroveranno se non accanto, qualche posto più in là alle riunioni di coalizione, ai convegni, alle trattative politiche.

Ora l’annuncio è ufficiale. E cos’altro dovrebbe essere comunicato, se non l’approdo di Euprepio Curto in Fli, alla conferenza stampa fissata per sabato 5 novembre alle ore 10.30, presso la sala “Mario Marino Guadalupi “ del Comune di Brindisi, tenuta dallo stesso consigliere regionale Curto? E chi sono i politici chiamati a presenziare? Il coordinatore regionale di Fli, on. Francesco Divella, l’europarlamentare Salvatore Tatarella, l’on. Carmelo Patarino e il consigliere regionale Giammarco Surico. E’ tutto fatto e incartato. Curto ricomincia da Fli. Questo Ferrarese allevato quasi in mezzadria da Vitali e Curto sino a qualche anno fa, sino ad arrivare alla presidenza di Confindustria Brindisi, non si è rivelato un figliol prodigo, ma uno che ha preso velocemente la propria strada, accettando di fare da traino al cosiddetto “Laboratorio Brindisi”, prove di centro e centrosinistra alleati negli enti locali, diventando presidente della Provincia, cambiando subito dopo la targhetta fuori dalla porta con l’altra “Laboratorio Ferrarese” - e quello è stato più di un semplice sintomo - e proponendosi, da capo di una lista autonoma, “Noi centro”, a leader locale del partito di Casini e Cesa.

E che dovrebbe dire Luigi Vitali, che non è stato invitato al congresso provinciale dell’Udc  timonato dal suo attuale grande nemico, ma si è visto passare sotto il naso il collega di partito Alfredo Mantovano,  benaccolto alla kermesse centrista, ed ora in pole per essere il primo interlocutore del Grande Centro nel Salento. Sono andato perchè è indispensabile per il Pdl mantenere una linea di dialogo con l’Udc, ha fatto sapere a stretto giro il sottosegretario agli Interni, investito dalla accuse non prive di ironia da parte di Vitali, dichiarando di non voler alimentare polemiche. Vitali invece non ci sta a chiudere così l’incidente, che lo ha visto sminuito nel ruolo di capo del Pdl in provincia di Brindisi, e particolarmente offeso perché Ferrarese non è solo un avversario politico, ma un suo nemico personale. Ed ecco che alle ore 06,04 di questa mattina arriva sulle mail delle redazioni una nota di replica a Mantovano (intervistato da BrindisiReport.it sul caso del congresso Udc). Ma anche un avvertimento inequivocabile a chi nel Pdl della città di Brindisi ha preso le parti del sottosegretario.

“Se avessi immaginato che una mia riflessione, credo garbata e legittima, avesse aperto una polemica interna al mio partito con l'intervento dei soliti pappagalli privi, questo sì, di dignità politica, probabilmente l'avrei evitata. Ma ormai! Allora al collega Mantovano – scrive Vitali nella nota - rispondo che nemmeno io voglio fare polemica ma che, proprio perché lui uomo del mio governo oltre che del mio partito avrebbe dovuto almeno notificarmi, in qualita' di commissario provinciale del Pdl, il suo desiderio di partecipare al congresso . Libero comunque di farlo gli avrei fornito alcune notizie credo utili. In secondo luogo – dice Vitali nel comunicato - da almeno due anni sostengo pubblicamente la opportunita' di un ricongiungimento dell'Udc al centrodestra e mantengo il dialogo con tutti quelli esponenti della Vela che sono su queste posizioni. A Brindisi, purtroppo, vi è una classe dirigente che piuttosto che tornare nel centrodestra andrebbe con Vendola: ed il sig. Ferrarese ne è l'autorevole rappresentante. Per cui a buon intenditore. Con gli altri amici intervenuti, vittime di autocatastrofismo e di sindrome da disoccupazione politica, avremo modo nell'imminente congresso di confrontarci”.

Un quadro denso di tensioni, dunque, quello che raffigura i rapporti interno al Pdl brindisino. Sembrano invece meno preoccupanti i riposizionamenti e le prospettive all’interno del Grande Centro, potenziale alleato del centrosinistra per l’emergenza post – Berlusconi a livello nazionale, e a Brindisi per conquistare il Comune capoluogo anticipatamente sgomberato – per cause di forza maggiore – da Domenico Mennitti.  Tuttavia, sono proprio i fatti del Grande Centro quelli che possono condizionare maggiormente Il Pd e company. La storia della Dc – da cui molti protagonisti del nuovo soggetto politico provengono – insegna che i conflitti interni hanno avuto bisogno di camere di compensazione per essere sedati e, se possibile, smaltiti. Il punto è che alcune delle compensazioni possono essere abilmente messe in conto agli alleati. Siccome Giovanni Brigante, che nasce operaio metalmeccanico (cosa che rivendica con orgoglio), dagli anni Settanta ad oggi qualcosina di politica l’ha imparata, ha fiutato il rischio di cui sopra, perciò in alcune dichiarazioni al nostro quotidiano telematico ha avvertito il Pd: non fatevi folgorare.

Ma tutto ciò ha attinenza con le emergenze di governo che pone Brindisi, a pochi mesi dal voto amministrativo (non si sa ancora se abbinato a politiche anticipate)? Solo nella misura in cui – si diceva nelle assemblee di tanti anni fa – uno dei due o tre schieramenti sia in grado di proporre un progetto accompagnato da risorse umane adeguate. Irrefrenabile è però la tendenza a cavalcare la tigre del bisogno di cambiamento che viene dalla società, ma solo per restare tra i banchi del consiglio comunale per altri anni. Un comunicato diramato oggi da Alleanza di Centro è un’icona delle condizioni in cui è ridotta la politica brindisina, e non necessita di commenti. Eccone un passaggio : “Alleanza di Centro, per tramite del suo coordinatore provinciale Pino Trinchera, fa sapere che non si presta a giochi di nessun genere e, sostenendo la tesi di Nicola Di Donna e condividendone i criteri, entrambi sono pronti a scendere in campo nelle prossime amministrative con forze che sappiano presentare programmi seri e non prestarsi a problematiche di giochi di potere come siamo stati abituati a vedere da  circa 20 anni a questa parte e che, è giunto il momento di dire basta. Al cittadino non interessano gli intrallazzi di potere, vuole fatti concreti per la risoluzione dei problemi e noi, dell’Adc, insieme ad altre forze che sposano la nostra tesi, siamo intenzionati a dare nel migliore del modi”. Amen.

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