"Se ne va un pezzo importante della nostra storia"

Manifestazioni di cordoglio dal mondo della politica e della società civile per la morte di Vittorio Bruno Stamerra

Manifestazioni di cordoglio dal mondo della politica e della società civile per la morte di Vittorio Bruno Stamerra

Mimmo Tardio

Con Vittorio Bruno Stamerra se ne va per davvero un pezzo importante della nostra storia. Giornalistica, culturale e politica. Tutti aggettivi da declinare in quel linguaggio ormai desueto, per il quale valevano con più certezza un tempo. Oggi non più. Vittorio era infatti e nobilmente all’antica. Curioso, intrigante, aggiornatissimo, apparteneva a quella schiera di intellettuali, (si potrà ancora dire?), per i quali schierarsi, avere delle idee, parlare di ideologie e di “politica” nel senso nobile che ormai si è disperso, era un dovere morale. 

Era una delle mie “gole profonde” più belle ed attendibili quando dovevo ricercare materiali e storie per il mio “scrigno riaperto”, che pubblico su quello che è stato e per tanto tempo e veramente il suo giornale. Per “Quotidiano”. Era bellissimo ed educativo parlare con lui, acquattarsi in quelle sue lunghe pause di pensamento, constatare che non diceva mai parole a vanvera. Ed era sempre tanto informato e prezioso che tempo fa gli chiesi di pensare ad una lunga intervista, nella quale raccontasse liberamente quei tanti ed esaltanti o tristi momenti nei quali in sottofondo vi era sempre la nostra terra. Ci hai regalato tanto caro Vittorio ed insegnato molto. Grazie. Ciao Vittorio.

Ernesto Abaterusso (Articolo 1)

La Puglia e il Salento perdono oggi una delle voci del giornalismo più attente e raffinate. Dalle colonne del Quotidiano di Puglia, passando per la sede Rai di Bari e La Gazzetta del Mezzogiorno fino alle sue ultime scommesse in campo giornalistico ed editoriale, Vittorio Bruno Stamerra ha sempre dato voce alle varie emergenze del nostro territorio. Oggi tutti noi perdiamo una persona corretta, leale, dal grande valore umano e intellettuale, sempre fedele alla missione di giornalista e al dovere di raccontare e far sapere. In questo momento di sofferenza e di dolore per la grave perdita, giungano alla famiglia e agli amici più cari le più sentite condoglianze.

Claudio Niccoli

Mannaggia la morte Vittorio, è sempre così ti colpisce al’improvviso. Ogni volta che va via un “Amico” si porta dietro un pezzo della tua vita pubblica e privata, ti senti quasi privo di una parte di te. Quante volte abbiamo chattato su whatsapp, disquisendo su tutto e tutti e chiudevamo le nostre discussioni dicendo che forse sarebbe stato meglio parlarci invece che scriverci. Mannaggia “Vittò’”.

Mi manca l’aria, mi dispiace tantissimo, spero ci rincontreremo da quella parte. Quanti ricordi, sorrisi e prese in giro, mi ricordo come ridevi quando parlavo “dillu Nutaru”. Ogni tanto ti chiamavo per dirti che uno dei tuoi ragazzi, senza ragione, non mi dava spazi, mi dicevi “l’assulu stari e nu bravu figghiu’ ti voli beni, mo la porta cussi poi li passa”, eri sempre vero e sarcastico.

Mi ricordo di quante volte giovane repubblicano La Malfiano convinto mi dicevi che La Malfa Ugo era un grande uomo. Una volta a cena al Ristorante il “Gabbiano” di proprietà dei Lapertosa, giovanissimo mi ritrovai al tavolo con te, Rocco Trane, Errico Ortese, insomma la sinistra ferroviaria ed i Repubblicani, lì si decisero le sorti di un governo con il Pci – -Psi che vedeva fuori la Dc per il comune di Brindisi. Il giorno dopo mi chiamasti per dirmi “Vaglio’ la politica non è questa, coltiva i tuoi ideali”. Insomma, ti volevo bene, anche per questo Vittorio.

Articolo Uno - Movimento Democratico e Progressista Brindisi

Ci ha lasciato Vittorio Stamerra, giornalista, scrittore e uomo di sinistra. Socialista come con orgoglio puntualizzava sempre lui. Della nostra città conosceva praticamente tutto, i luoghi, i personaggi e le storie avendola vissuta, raccontata ed amministrata anche. Ci lascia orfani del suo acume e della sua ironia ma come tutte le persone di grande cultura ci lascia le sue opere. Un patrimonio di articoli e scritti con penna sempre graffiante e piacevole, mai banale.

Non era iscritto al nostro partito perché da uomo indipendente e quasi anarchico quale era non si sarebbe mai legato. Verso Articolo Uno aveva un affetto particolare che era dettato da una visione simile alla nostra delle cose della politica attuale e dal legame con Massimo D’Alema, padre fondatore del nostro movimento, di cui era grande tifoso. Noi tutti sentivamo questo suo affetto e lo ricambiavamo. La sua visione degli avvenimenti e dei problemi non era certo accomodante e questo talvolta gli ha attirato qualche antipatia.  Era uno dei motivi per cui gli volevamo più bene.  Buon viaggio Compagno Vittorio, ci mancherai.
 

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