Ferrarese accusa Monti e si dimette

BRINDISI – Senza destare stupore alcuno, Massimo Ferrarese ha annunciato oggi pomeriggio di aver formalizzato le dimissioni da presidente della Provincia di Brindisi, in procinto di essere sciolta con procedura – annuncia il governo – ancora più celere, assieme a tante altre, nell’ottica della riduzione della spesa della pubblica amministrazione.

Il presidente della Provincia Massimo Ferrarese

BRINDISI – Senza destare stupore alcuno, Massimo Ferrarese ha annunciato oggi pomeriggio di aver formalizzato le dimissioni da presidente della Provincia di Brindisi, in procinto di essere sciolta con procedura – annuncia il governo – ancora più celere, assieme a tante altre, nell’ottica della riduzione della spesa della pubblica amministrazione.

Da tempo in realtà Ferrarese aveva deciso di tentare il salto verso un seggio in Parlamento, giudicando maturi i tempi e sufficientemente solida la propria base elettorale, costruita – gli alleati, Pd in testa, a questo punto forse ne trarranno le somme – anche a spese dei partner di maggioranza che di rospi ne hanno dovuti ingoiare parecchi. Un inventario dell’eredità che lascia "l'ultimo presidente della Provincia di Brindisi", al di là di ciò che egli afferma, si potrà fare in seguito, e certamente qualcuno glielo leggerà in campagna elettorale.

La motivazione ufficiale delle dimissioni, tuttavia, è quella che lui non intende essere il presidente che aumenta le tasse locali e che taglia su università, servizi, trasporti, ambiente, servizi sociali. E’ una visione delle responsabilità personali di un amministratore, anzi del capo di un’amministrazione, che non tutti condivideranno: chi si fa eleggere a capo di un’amministrazione provinciale o di una città, si spera faccia la propria parte soprattutto nei momenti difficili, e non pretendere di viaggiare sempre col sottofondo di marce trionfali.

Ferrarese, in conferenza stampa, invece ha scelto come capro espiatorio Mario Monti e la spending review. Chissà cosa ne pensa il suo leader Pier Ferdinando Casini, che invece Monti lo vuole a capo anche del futuro governo. Ma il presidente della Provincia oramai dimissionario rivendica di avere inventato anche la spending review tagliando del 20 per cento le spese della giunta, e anche il primato della lotta contro l’inquinamento ambientale portando come trofeo in conferenza stampa la richiesta di risarcimento danni per 500 milioni di euro contro i dirigenti Enel rinviati a giudizio per il 12 dicembre prossimo. Cosa ci vuole di più per dire che la campagna elettorale è cominciata?

E i bilanci della Provincia, e le cose fatte? Ferrarese ha già avvertito: tutto ciò che accadrà dopo di lui (forse anche a breve) è colpa delle politiche economiche del governo e dei tagli, quindi degli altri. Come il fatto che la provincia di Brindisi sia stata segata. Lui la battaglia l’ha condotta, la condurrà anche dopo, chi è mancato sono i parlamentari del territorio. Votate per Ferrarese, dunque.

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