Fistetti: “Ferrarese, che confusione”

BRINDISI - Nonostante i proclami ed i buoni propositi sventolati all’indomani del primo vertice del centrosinistra brindisino, stenta a decollare la Santa alleanza che dovrebbe sancire, da Casini a Vendola, il consolidamento in terra di Brindisi del laboratorio Ferrarese. E se al centro continua a tenere banco il confronto sulla linea politica del Terzo Polo (il dibattito tra Udc e Futuro e Libertà resta aperto), a sinistra ci si interroga pubblicamente e apertamente sulle prospettive di un modello di coalizione rilanciato con forza nei giorni scorsi dal segretario provinciale del Pd, Corrado Tarantino.

Il presidente della Provincia Massimo Ferrarese

BRINDISI - Nonostante i proclami ed i buoni propositi sventolati all’indomani del primo vertice del centrosinistra brindisino,  stenta a decollare la Santa alleanza che dovrebbe sancire, da Casini a Vendola, il consolidamento in terra di Brindisi del laboratorio Ferrarese. E se al centro continua a tenere banco il confronto sulla linea politica del Terzo Polo (il dibattito  tra Udc e Futuro e Libertà resta aperto), a sinistra ci si interroga pubblicamente e apertamente sulle prospettive di un modello di coalizione rilanciato con forza nei giorni scorsi dal segretario provinciale del Pd, Corrado Tarantino.

A prendere di fatto e sostanzialmente le distanze dalla sperimentazione in corso nel laboratorio politico brindisino è il consigliere provinciale di Sel, Francesco Fistetti.

“A proposito delle prossime elezioni comunali a Brindisi - afferma - vorrei rilevare che la discussione all’interno del centrosinistra, così come appare dalle notizie di stampa, non lascia nutrire molte speranze sulla svolta radicale nei metodi di governo, nei contenuti programmatici e nella classe dirigente che sarebbe quanto mai necessaria per la città capoluogo”.

Una bocciatura a prescindere, che il consigliere provinciale vendoliano spiega così: “Mentre la città registra una crisi drammatica nell’assetto produttivo, nel sistema delle imprese, nell’agricoltura, nei servizi, nel mercato del lavoro, in una parola sul modello di sviluppo, il dibattito all’interno del centrosinistra non è all’altezza delle sfide cruciali che abbiamo di fronte, ma si gingilla nella messa a punto di formule alleanzistiche incaricate di stabilire chi includere e chi escludere”.

E le accuse sono specifiche. Fistetti tira in ballo Udc e Noi centro:  “L’onorevole Sansa propone il Laboratorio Ferrarese, un progetto rivolto a mettere insieme il centro (leggi: l’Udc) e la Sinistra moderata e riformista, mentre al contempo starebbe sperimentando la possibilità di costituire a Brindisi il Terzo Polo, che, a detta del coordinatore dell’Udc e consigliere regionale Euprepio Curto, non avrebbe ancora deciso se allearsi con il centrosinistra o con il Pdl. In barba alla chiarezza e alla coerenza”.

Un livello di confusione rispetto al quale Fistetti individua precise responsabilità: “Il punto politicamente nevralgico di questo pseudo dibattito - attacca - sta nell’ambiguità di Noi Centro, il partito personale di Ferrarese, che da un lato si presenta come una costola dell’Udc di Casini e dall’altro si allea, come è avvenuto nelle ultime elezioni amministrative, anche con la sinistra democratica di Vendola".

"Come definire questa condotta se non opportunismo puro? Meglio ancora: vecchia, vecchia politica, così come l’abbiamo vista e la vediamo praticare dal centrodestra e dal centrosinistra quando imita il centrodestra? Purtroppo, a Brindisi assistiamo quotidianamente ad una subalternità del Pd nei confronti del Presidente della Provincia, che, beninteso, ha un’idea non imprenditoriale della politica (cioè, la politica che innova), ma personale”.

In calce al suo pensiero, Fistetti propone una via di uscita: “Lo sforzo da fare è quello di creare le alleanze di governo attorno alle grandi questioni di Brindisi e di animare un dibattito a più voci nella sfera pubblica cittadina: quale città vogliamo? Quale sviluppo? Una città e uno sviluppo che, ad esempio, rompano con un passato di soggezione a quei soggetti che sono venuti da noi con intenti coloniali ad imporre indici e parametri di produzione e benessere estranei alle vocazioni del territorio o la continuazione di questo stesso passato che le forze politiche e sociali migliori del nostro territorio hanno tentato di spezzare?"

"A queste questioni  - conclude Fistetti - tutti (compreso Ferrarese e Noi centro) possono e debbono dare il loro contributo con la consapevolezza della pari dignità e senza nessuna pretesa di decretare a priori chi debba essere incluso e chi escluso”.

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