Emiliano incontra Gentiloni: "L'approdo della Tap va spostato a Brindisi"

Incontro di un'ora fra il governatore e il premier. Sul tavolo diversi dossier, fra cui la questione Ilva e la vicenda dei 50 milioni per sostenere la sanità tarantina

BRINDISI – “Pensiamo che l’approdo Tap debba essere spostato a nord di qualche decina di chilometri (quindi a Brindisi, ndr), per non coinvolgere la spiaggia di Melendugno”. Il presidente Michele Emiliano ha ribadito il suo pensiero sulla questione Tap al termine di un incontro che si è svolto stamani con il presidente del consiglio, Paolo Gentiloni. Fra le varie tematiche affrontate c’è stata anche quella riguardante l’approdo del gasdotto.

Per l’ennesima volta il governatore ha manifestato la volontà di salvaguardare la spiaggia di Melendugno, spostando l’approdo della Tap verso il porto di Brindisi. Ma va detto che si tratta di una richiesta quantomeno velleitaria, se si considera che l’ex premiere Matteo Renzi aveva già bocciato la proposta di modificare un progetto già approvato e che Tap è qualificata opera strategica per l'Unione Europea. Tra l’altro in settimana il Comitato tecnico Via presso il Ministero dell’Ambiente ha dato il via libera al progetto riguardante la bretella di collegamento della Tap dal terminale di ricezione della linea di collegamento con il punto di sbarco presso San Foca, al punto di interconnessione con la rete nazionale a Brindisi. Quelle di Emiliano, quindi, sono richieste che molto difficilmente (per usare un eufemismo) potranno essere accolte.

Il faccia a faccia con il premier, ad ogni modo, è durato circa un’ora.  “Ovviamente – afferma Emiliano - sulle questioni principali che riguardano i dossier pugliesi non potevo pretendere che improvvisamente la linea del governo cambiasse. Ma il fatto stesso di avere informato il presidente del Consiglio sulla vicenda Ilva, sulla vicenda Tap, sulla vicenda dei 50 milioni per sostenere la sanità tarantina evidentemente costituisce l’esercizio di un diritto e anche di un dovere di leale collaborazione da parte della Puglia verso il Governo.  
“Io non so – ha aggiunto - quali poi saranno gli effetti delle comunicazioni che ho fatto al presidente del Consiglio, mi auguro che aprano delle riflessioni e che quindi sia possibile un cambiamento di rotta sui dossier principali”. 

“In particolare, noi pensiamo che l’Ilva debba essere decarbonizzata, ovvero che la produzione dell’acciaio debba avvenire senza carbone; pensiamo che l’approdo Tap debba essere spostato a nord di qualche decina di chilometri, per non coinvolgere la spiaggia di Melendugno e soprattutto pensiamo che la sanità tarantina vada aiutata, visti i dati epidemiologici fuori scala, con una facoltà di assunzione di personale,  di acquisizione di macchinari e di manutenzione degli immobili ospedalieri che sia più alta di quella prevista normalmente”. 
“Questi elementi – ha precisato Emiliano - il presidente del Consiglio si è impegnato a valutarli, non so poi quali saranno le decisioni del Consiglio dei Ministri”.

“So che per la sanità tarantina nel Milleproroghe si sta stabilendo il modo di intervento, spero che la modalità sia quella che c’era già nell’emendamento alla legge di stabilità e che poi non è stato possibile sostenere da parte del Governo con un adeguato finanziamento.  Mi auguro che i vari tentativi di rimediare a questo errore gravissimo che è stato fatto non passino attraverso lo stravolgimento della tecnica redazionale di quell’emendamento”.

“In ogni caso – ha concluso - penso che la cosa più importante che abbia fatto oggi sia stata quella di aver consegnato ai presidente del Consiglio la lettera dei genitori dei bambini tarantini che hanno perso la vita in questa carneficina dell’Ilva.  “Una carneficina che – ho detto al presidente del Consiglio – deve cessare. Non è più possibile che per far funzionare una fabbrica e produrre acciaio, pure importantissimo e strategico per l’economia nazionale e per migliaia di lavoratori, si debba poi raccontare a questi genitori che debbono accettare l’idea che i loro bambini muoiano di tumore in proporzione assolutamente fuori scala rispetto al resto della Puglia e soprattutto al resto d’Italia”.

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