Il M5S chiede trasparenza per il porto

BRINDISI – L’Autorità Portuale di Brindisi nel mirino anche del M5S, che ora organizza una raccolta di firme per scardinare la cortina che avvolge alcuni atti amministrativi dell’ente. “La democrazia partecipata, non può che partire dalla trasparenza”.

Il presidente Iraklis Haralambidis

BRINDISI – L’Autorità Portuale di Brindisi nel mirino anche del M5S, che ora organizza una raccolta di firme per scardinare la cortina che avvolge alcuni atti amministrativi dell’ente. “La Democrazia Partecipata, non può che partire dalla trasparenza di tutti gli atti che riguardano il territorio, proprio con questo spirito, il Movimento 5 Stelle Brindisi (Meet up 468 Amici di Beppe Grillo Brindisi), da venerdì 12 aprile, sino a giovedì 18 aprile, lancia questa campagna di raccolta firme, affinché l'Autorità Portuale di Brindisi, diventi un ente trasparente e nello stesso tempo dia, contezza, ai cittadini, circa il suo operato in tutti questi anni”, annuncia un comunicato.

“ Nello specifico, questa petizione serve per chiedere all'Autorità Portuale di Brindisi, di mettere on-line nel proprio sito, cosi come avviene già per le ordinanze, i seguenti documenti (sia passati che futuri) e che gli stessi, prima dell’attuazione definitiva, vengano esposti nell'albo Pretorio dell'Ente allo scopo di renderli pubblici  a tutta la cittadinanza:  Decreti Presidenziali; Preventivi di Spesa; Consuntivi di Spesa; Realizzazione Albo Pretorio on-line; Elenco Fornitori dell'ente”. Forse bisognava aggiungere anche consulenze, ma probabilmente è sottinteso.

Una volta che l’Autorità Portuale “metterà questa documentazione a disposizione, il Movimento 5 Stelle Brindisi si attiverà per creare una commissione di cittadini esperti, di Porto, di Contabilità e di Appalti Pubblici che inevitabilmente sarà apolitica, per conoscere: Quanti e quali opere sono state finanziate in tutti questi anni, e quali di queste sono state effettivamente realizzate; Quanti progetti sono stati commissionati e pagati, quanto sono costati e quanti di questi sono stati effettivamente realizzati;  Quale ricaduta occupazionale hanno prodotto gli investimenti in territorio in tutti questi anni; Qual è l'importo Totale investito nel porto di Brindisi in tutti questi anni”.

Si tratta ovviamente di una richiesta formale e preliminare, sia pur sostenuta da una petizione. In fondo, fare due conti sulle opere annunciate o previste e quelle realizzate non è difficile, come non è difficile sapere quante sono state le progettazioni pagate e poi non tradottesi in opere. Ma il M5S ha ragione: sono tutte le informazioni che in passato il consiglio comunale avrebbe dovuto ottenere, o tentare di ottenere durante le audizioni di alcuni presidenti dell’Autorità Portuale, invece di lasciarli declamare senza contradditorio sfilze di progetti dei quali – come è evidente – a Brindisi non vi è traccia. Poi, se la petizione non otterrà effetti (come è probabile) quale sarà il prossimo passo?

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