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Il parroco: "Consales era lì per caso"

BRINDISI - A proposito della vicenda della "presentazione" del candidato sindaco Mimmo Consales ai fedeli, all'uscita di una funzione religiosa, riceviamo e pubblichiamo un comunicato di don Giovanni Bisconti, parroco del "Sacro Cuore" (chiesa dei Salesiani di Brindisi). Il quale, contestando l'articolo apparso su BrindisiReport.it, spiega che la presenza di Consales alla fine della funzione religiosa è stata del tutto casuale. Questa la versione dei fatti del sacerdote, che si differenzia da quanto segnalato su Facebook da Belinda Silvestro, candidata di Brindisi Bene Comune ma anche una dei fedeli che avevano partecipato alla Messa celebrata al seminario arcivescovile del rione Santa Chiara, per la quale non c'è stata invece affatto casualità.

BrindisiReport.it 9 aprile 2012

BRINDISI - A proposito della vicenda della "presentazione" del candidato sindaco Mimmo Consales ai fedeli, all'uscita di una funzione religiosa, riceviamo e pubblichiamo un comunicato di don Giovanni Bisconti, parroco del "Sacro Cuore" (chiesa dei Salesiani di Brindisi). Il quale, contestando l'articolo apparso su BrindisiReport.it, spiega che la presenza di Consales alla fine della funzione religiosa è stata del tutto casuale. Questa la versione dei fatti del sacerdote, che si differenzia da quanto segnalato su Facebook da Belinda Silvestro, candidata di Brindisi Bene Comune ma anche una dei fedeli che avevano partecipato alla Messa celebrata al seminario arcivescovile del rione Santa Chiara, per la quale non c'è stata invece affatto casualità.

In riferimento ad un articolo apparso ieri, domenica di Pasqua 8 aprile 2012, su un giornale locale on line dal titolo "La Messa è finita, scambiatevi un segno di pace: con l'amico Consales" e rilanciato con ingiustificato clamore in campo radiotelevisivo e sul web, si comunica e si precisa quanto segue.

1. Il "parroco dei Salesiani", come si esprimono l'articolista e diversi fedeli, alle ore 11.30 presiedeva la messa pasquale nella chiesa parrocchiale di Via Appia in Brindisi, mentre alle ore 11 come ogni domenica si celebrava la messa nella chiesa di Santa Chiara a beneficio dei parrocchiani di quella zona. Una prima inesattezza, che può generare indebiti equivoci e disorientamento, è così quella di rivolgersi indistintamente a tutti i sacerdoti chiamandoli "parroci": in una parrocchia vi è un solo parroco e uno o più sacerdoti collaboratori.

2. Il celebrante della messa a Santa Chiara del quale si dice "non ancora identificato, perché ci è stato impossibile contattare la curia", in realtà dal settembre 2011 presiede l'Eucarestia domenicale in quella chiesa e da tutti i fedeli praticanti che abitualmente vi convengono non solo è largamente conosciuto, ma anche apprezzato come confessore e predicatore. Appare superflua, dunque, ogni affannosa identificazione dell'interessato.

3. Da alcune testimonianze raccolte e udito lo stesso sacerdote, si escludono riferimenti omiletici o altre condotte con finalità elettorali. Nel saluto finale al termine della messa e all'uscita dalla chiesa non vi è stato altro intento ed esito che quello di porgere a tutti e a ciascun fedele il saluto pasquale da recare nelle famiglie.

4. La circostanza del sopraggiungere di un candidato sindaco al termine della messa con la conseguenza di trovarsi al saluto finale, per quanto possa giudicarsi quantomeno inopportuna, è da ritenere assolutamente casuale e non architettata ad arte con secondi fini. Tale incontro, poi sviluppatosi spontaneamente in un contesto colloquiale e di amicizia, che a nessuno può venir negato di esprimere, non aveva alcuna ragione di essere assunto a pretesto di polemica.

Appaiono infine del tutto inappropriate l'espressione iniziale dell'articolista "come ai tempi di Peppone e don Camillo", e quella finale del permanere di "un solo, imbarazzante silenzio: quello della diocesi". Fermo restando il rispetto delle opinioni di tutti gli interessati, sorprende tanto clamore intorno a un fatto che poteva rimanere circoscritto entro i confini di una normale e soleggiata mattina di Pasqua.

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