Mele-Zizza, resta la tensione

CAROVIGNO - Il clima tra le due "fazioni", quella di Mimmo Mele e quella di Vittorio Zizza, ha visibilmente coinvolto i sostenitori di entrambi gli schieramenti. Pianti frutto della tensione di alcune rappresentanti di lista, ricorso frequente al regolamento da parte dei presidenti di seggio.

Municipio di Carovigno

CAROVIGNO - Il clima tra le due "fazioni", quella di Mimmo Mele e quella di Vittorio Zizza, ha visibilmente coinvolto i sostenitori di entrambi gli schieramenti. Pianti frutto della tensione e della stanchezza di alcune rappresentanti di lista, salti di esultanza, ricorso frequente al regolamento da parte dei presidenti di seggio. Non si può dire che la presenza massiccia delle forze dell'ordine a tutela delle operazioni di voto e degli scrutini sia stata superflua. Anzi, la presenza di carabinieri, polizia, Digos, ha fatto da deterrente e da fattore di moderazione in un contesto davvero particolare di coinvolgimento emotivo, come da tempo non si vedeva a Carovigno.

E' stato scavato un solco profondo che in consiglio comunale, stando alla situazione attuale, produrrà un muro contro muro tra il nuovo sindaco (Mele si sta avviando al successo anche ufficiale), e la minoranza di centrodestra che si raccoglie attorno al senatore ed ex sindaco Vittorio Zizza. Il quale ieri sera ha scritto sulla pagina Facebook della campagna per Tonia Gentile, la candidata sindaco del Pdl: "Stasera sono stato filmato mentre uscivo dall'abitazione della famiglia Uggenti che mi aveva invitato. La persona che filmava era la sig.ra Angela Mele accompagnata da altre persone. Informo che a tutela della famiglia Uggenti ho provveduto a sporgere denuncia al comando Carabinieri di San Vito".

Ora si attende il discorso di ringraziamento di Mele (oltre che alla proclamazione ufficiale del risultato del voto) per capire che tipo di futuro peserà su Carovigno e se quella delle ultime settimane sarà una guerra destinata a durare, che la notte scorsa ha visto fronteggiarsi nelle strade squadre a sostegno dei due candidati impegnate a ripassare per le case con i talloncini elettorali, ignorando la norma che stabiliva la cessazione della campagna alle 24 di venerdì scorso.

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