S.Apollinare, Nac: "Rossi sarà ricordato come colui che la cementificò"

Intervento dei No al Carbone contro il sindaco di Brindisi, in passato sostenitore del movimento. La risposta: "L'area è già cementificata"

Riccardo Rossi, primo da sinistra, con una maglia dei No al carbone, in una foto di alcuni anni fa

BRINDISI – L’ordine del giorno unitario sul porto che approderà oggi pomeriggio (lunedì 8 aprile) al consiglio comunale monotematico apre un fronte fra i No al carbone e il sindaco di Brindisi, Riccardo Rossi, che negli anni passati più volte è sceso al fianco dei Nac, in una serie di battaglie a difesa dell’ambiente. Il movimento ambientalista, in particolare, contesta il via libera, con prescrizioni, all’opera dei nuovi accosti nell’area di Sant’Apollinare. 

Il comunicato dei Nac

“Spesso succede – si legge nel comunicato dei Nac - che chi fa politica finisce per ammalarsi. Inizia con un percorso sano di idee e proposte ma poi finisce per contagiarsi e questo pare sia successo anche a chi ha iniziato la sua carriera politica indossando la nostra maglia, della quale se n’è sbarazzato al momento opportuno insieme a tutto ciò che essa stessa rappresenta”.

Il documento unitario dei gruppi consiliari

“Per questo motivo – si legge ancora nella nota - come No al Carbone da sempre abbiamo scelto di non sostenere alcuno schieramento politico, alcun candidato. Quando è stato eletto Rossi a sindaco, a titolo personale, qualcuno ci sperava che la storia potesse finalmente cambiare, ma non è stato così e la realtà dei fatti lo dimostra. A pagarne le spese, come sempre sarà Brindisi: serva e sfruttata come avviene da ormai 60 anni”.

No al Carbone - S. Apollinare-2

I Nac vedevano nel porto “un esempio di cambiamento rispetto al passato ed invece resta ancora ostaggio dell'industria che continua ad avvelenarci e con nuovi progetti di altro cemento che distruggerà definitivamente un luogo storico: la spiaggia di S.Apollinare”. 
“Uno scempio autorizzato – proseguono - che vede tutte le forze politiche in consiglio comunale allineate, soltanto per poter utilizzare dei fondi con un inutile e deleterio spreco di denaro pubblico. Da cinque anni in tutti i modi possibili e documentati abbiamo dimostrato alla città e alle istituzioni che è possibile conciliare sviluppo del porto col rispetto del luoghi, producendo anche un “Dossier S.Apollinaire” (liberamente consultabile sul blog ma ignorato da tutti) contenente una bozza di proposta di progetto alternativo”.

Legambiente: appello alle coscienze dei consiglieri comunali

“Il porto di Brindisi  - affermano ancora i No al carbone - viene da tutti definito il ‘porto naturale unico al mondo0, tutti ne decantano la bellezza, salvo poi permettere che chiunque venga a dettare legge disponendone come meglio crede, anche con opere devastanti dal punto di vista ambientale, morfologico, storico, archeologico, paesaggistico, identitario ed affettivo”.

“Nel consiglio monotematico di oggi – concludono - è già prevista la scrittura di una nuova triste pagina per Brindisi: la svendita del suo porto. La storia purtroppo non è cambiata, e non cambierà, e il sindaco Rossi sarà ricordato come colui che cementificò S.Apollinare. ‘Servi’ disse un giorno qualcuno puntandoci il dito”.

La risposta di Riccardo Rossi

A margine di una conferenza stampa su altri argomenti svoltasi stamani presso palazzo Nervegna, Rossi, a domanda dei giornalisti, ha fornito il suo punto di vista sulla vicenda. "Sant’Apollinare  - afferma il sindaco - è già cementificata da diversi anni. E’ rimasta solo una lingua di sabbia rispetto alla quale ognuno fa le sue valutazioni. Mi sembra evidente che in questo momento c’è una discussione più generale sul porto, su tante opere da fare, soprattutto su quelle da fare subito e su questo c’è anche la valorizzazione dell’area archeologica".

"Poi dopo di che tutti i procedimenti  - conclude - verranno vagliati nel merito rispetto alle scelte progettuali che verranno fatte. Non ho rinnegato le vecchie posizioni. Non mi sembra che ci sia niente da rinnegare". 

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Commenti (1)

  • Questa è la prova provata che una volta che si arriva al potere della politica sono tutti uguali e tutte le belle promesse e gli ideali più nobili se ne vanno via come se quelle strade che hanno imboccato e cavalcato nel momento del bisogno ( e cioè il consenso popolare) nn fossero mai stati da loro usati e abbusati.... questo doveva essere il sindaco ecologista, quello del cambiamento!!!

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