"Ora è invitato anche il Movimento 5 Stelle"

BRINDISI – La non inclusione del Movimento 5 Stelle nell’iniziativa assunta da Sviluppo e Lavoro per portare attorno ad una tavolo tutta la sinistra e i movimenti, è stata una omissione temporanea dovuta all’incertezza su chi individuare come destinatario dell'appello. Al problema è stato già posto rimedio.

Giovanni Brigante

BRINDISI – La non inclusione del Movimento 5 Stelle nell’iniziativa assunta da Sviluppo e Lavoro per portare attorno ad una tavolo tutte le espressioni della sinistra e dei movimenti di Brindisi, per avviare un confronto e un processo politico nuovo in città, che si lasci alle spalle l’esperienza fallimentare del cosiddetto “laboratorio”, luogo della politica mai riempito di contenuti, idee innovative e buone pratiche (se il voto dei cittadini, che lo hanno valutato, non è un’opinione), è stata solo una omissione temporanea dovuta all’incertezza su chi individuare come destinatario dell’invito.

Lo fa sapere la stessa associazione guidata da Giovanni Brigante, e coordinata da Claudia Zezza, che oggi rimette in giro la proposta di un incontro tra Sviluppo e Lavoro, Pd, Sel, Brindisi Bene Comune, Sì Democrazia e anche Movimento 5 Stelle, di cui è stato individuato il portavoce. Diversamente non poteva essere, essendo il M5S il primo partito in città in base al voto delle politiche.

Il Pd cittadino pare abbia accettato la “sfida” di Brigante, almeno davanti alla telecamera di una tv privata, mentre nei documenti ufficiali continua a tenere in vita il simulacro dell’alleanza con Udc e Noi Centro, quindi una posizione antitetica alle sollecitazioni del consigliere regionale de La Puglia per Vendola.

Si vedrà. Anche perché si attende anche la risposta, importante, proprio del Movimento 5 Stelle. Per il Pd comunque il problema è molto delicato perché, sepolta l’esperienza tutt’altro che felice dell’amministrazione Ferrarese (i Democratici ne danno ufficialmente un giudizio positivo per autodifesa di una scelta che ancora, a livello di segreterie, non vogliono mettere in discussione), resta quella al Comune capoluogo con il sindaco Mimmo Consales che ha già dovuto subire i primi strappi di avvertimento sempre da Noi Centro e Udc. Andare nuovamente al voto amministrativo a Brindisi significherebbe oggi affrontare un bagno di sangue.

A meno che non sia una buona strada quella indicata da Giovanni Brigante, che però dovrà convincere tutti, lui in politica da una vita, che è disposto a tutto pur di favorire la nascita di una nuova forza unitaria che a Brindisi, valorizzando il meglio della storia e dell’esperienza della sinistra e dei movimenti ambientalisti (più recenti), rompa davvero con la parte peggiore del passato sostituendola radicalmente e affrontando il mare di problemi su cui galleggia la città.

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