Palazzetto, tra rebus e zero trasparenza. E intanto i giorni passano

BRINDISI – Non se ne capisce il motivo, ma è sempre più mistero sulla questione-palazzetto. O meglio, anche nei confronti della stampa, qualsiasi dichiarazione è vietata, tutte le persone contattate preferiscono non violare un silenzio imposto, chissà da chi. Il Comune sembra sicuro del fatto proprio, avendo affermato pubblicamente di voler procedere con un progetto di adeguamento del Palapentassuglia, permettendo così all’Enel Basket di giocare a Brindisi le prossime partite del campionato di serie A/1.

BRINDISI – Non se ne capisce il motivo, ma è sempre più mistero sulla questione-palazzetto. O meglio, anche nei confronti della stampa, qualsiasi dichiarazione  è vietata, tutte le persone contattate preferiscono non violare un silenzio imposto, chissà da chi. Il Comune sembra sicuro del fatto proprio, avendo affermato pubblicamente di voler procedere con un progetto di adeguamento del Palapentassuglia, permettendo così all’Enel Basket di giocare a Brindisi le prossime partite del campionato di serie A/1.

Ma al di là delle certezze, nessuna spiegazione tecnica. Gli esperti sono stati invitati a tacere, i politici preferiscono non rilasciare dichiarazioni, e la gente continua a non capirci più nulla. Guai anche a sollevare il problema di una “scarsa trasparenza”, perché il rischio è quello di essere additati come piantagrane. Non riuscendo a decifrare il presente - visti i sigilli alle dichiarazioni - e non potendo prevedere il futuro, l’unica cosa da fare è riassumere quanto avvenuto in passato. A poche settimane dalla certezza aritmetica della promozione della squadra di serie A/1, storico ritorno per una realtà che non si affacciava nel massimo campionato dagli anni Ottanta, in città esplode la polemica sulla sede del prossimo anno, giacchè l’attuale Palapentassuglia da 2501 posti non è attrezzato per una serie A/1, che richiede una minima capienza da 3500.

L’8 aprile, il sindaco Domenico Mennitti indice una conferenza stampa per affermare che Brindisi potrà vantare tra più di un anno una mega-struttura per il basket, il Palaeventi, inserito nell’ambito della Cittadella dello Sport. Cinquemila posti e dieci milioni di euro. In attesa, il Brindisi deve cercarsi un’altra sede. Ma il giorno dopo, è proprio Ferrarese – in qualità di patron dell’Enel – a chiedere al sindaco di ripensarci. Anche un solo anno fuori, spiegava il patron, rappresenterebbe un danno irreversibile per la società. Da qui, la richiesta - con tanto di staff di tecnici al seguito – di ampliare il Palapentassuglia, così da avere la certezza di giocare a Brindisi il prossimo anno, mantenendo elevato l’entusiasmo dei tifosi e garantendosi l’appoggio di sponsor e investitori.

Ma dopo infiniti incontri tecnici, il Comune ha detto di no, e proprio nel giorno della grande festa finale – era il 25 aprile –, la decisione a sorpresa dell’Amministrazione: la Cittadella nascerà, ma nel frattempo verranno assicurate le partite a Brindisi grazie alla realizzazione di una tensostruttura, da piazzare magari a Sant’Apollinare. Il Comune ha difeso con i denti questo progetto per giorni, peccato però che a non essere d’accordo fosse l’Authority, che invita il sindaco a desistere anche a quest’ipotesi. E giù nuove polemiche per l’Amministrazione, rea di aver proposto un progetto senza nemmeno consultare le parti interessante.

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Il 7 maggio è il giorno del dietro-front ufficiale per la giunta: sindaco, vicesindaco e assessori al ramo si presentano a Palazzo Nervegna per annunciare che il tensostatico non si fa più, e che invece la soluzione interessante è l’adeguamento del Palapentassuglia, con l’impianto di contrada Masseriola che era stato salutato soltanto qualche giorno prima quasi un rudere in cui era impossibile ospitare una partita di serie A/1. Attenzione, però: di adeguamento e non di ampliamento non si parla. Nel senso che si cercherà di ricavare 3500 posti senza allargare la struttura, ma ottimizzando i posti che ci sono. Il sindaco, in conferenza stampa, dice poco o niente del progetto. Non è chiaro insomma come riuscire a ricavare i posti. Ristrutturazione o razionalizzazione che sia, restano comunque parecchi rebus: uno è quello della sicurezza, ma pare che a risolverlo sia stato il comandante provinciale dei vigili del fuoco che nel giorno della stessa conferenza stampa ha affermato che non ci saranno problemi. L’altro nodo riguarda il Coni. Dal Coni al cono: è proprio il problema del cono di visibilità a togliere il sonno ai tecnici del Comune, visto che una normativa Coni impone la tutela per ogni spettatore, affinchè ciascuno possa avere visione dell’intero campo di gioco a prescindere dal posto occupato. Il Coni non ha ancora ricevuto il progetto, il Comune ha fatto sapere di aver bisogno di almeno un’altra settimana. Ma intanto il tempo scorre inesorabile. E, a condire il tutto, c’è che nessuno abbia voglia di parlare. Nessuno si espone, nessuno vuole assumersi la responsabilità di far capire ai cittadini che cosa sta succedendo.

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