Palazzo: “Quote rosa? Un pretesto”

BRINDISI - Le quote rosa? Solo una scusa per scavalcare i consiglieri eletti non graditi. Questo sì è voler strumentalizzare le donne. Altro che ricatti. Impegno sociale, che non è nato ieri, rifugge da espedienti e mezzucci. Ha inteso da subito tastare il polso del primo cittadino, proponendo non una terna con quota rosa, ma un ambo secco, indicando cioè come propri candidati alla composizione della Giunta, dopo ampio dibattito interno, i due consiglieri, di indubbie capacità, che ad oggi risultano eletti: Gianpaolo D’Onofrio e Antonio Manfreda, considerandoli i più idonei ad entrare a far parte della Giunta comunale”. E’ quanto afferma Carmelo Palazzo, presidente di “Impegno sociale”, movimento che in settimana, ha preso ufficialmente le distanze dalla maggioranza di centrosinistra al governo del Comune capoluogo.

Palazzo Nervegna, sede del sindaco di Brindisi

BRINDISI - Le quote rosa? Solo una scusa per scavalcare i consiglieri eletti non graditi. Questo sì è voler strumentalizzare le donne. Altro che ricatti. Impegno sociale, che non è nato ieri, rifugge da espedienti e mezzucci. Ha inteso da subito tastare il polso del primo cittadino, proponendo non una terna con quota rosa, ma un ambo secco, indicando cioè come propri candidati alla composizione della Giunta, dopo ampio dibattito interno, i due consiglieri, di indubbie capacità, che ad oggi risultano eletti: Gianpaolo D’Onofrio e Antonio Manfreda, considerandoli i più idonei ad entrare a far parte della Giunta comunale”. E’ quanto afferma Carmelo Palazzo, presidente di “Impegno sociale”, movimento che in settimana, ha preso ufficialmente le distanze dalla maggioranza di centrosinistra al governo del Comune capoluogo.

“Di quale ricatto ci accusa il sindaco? Impegno sociale si è limitato soltanto a prendere atto di una situazione e ad adottare le determinazioni consequenziali, senza voler imporre niente a nessuno e senza minacciare alcunché. Se proprio il sindaco non riesce a prescindere dalla logica del ricatto, questo sia da cercare altrove”.

E’ un fiume in piena il presidente di Impegno sociale. E per iscritto mette nero su bianco, attaccando a muso duro: “Non ci venga a raccontare il signor sindaco, che la sua scelta sarebbe stata praticamente obbligata e sarebbe ricaduta sulla Dolores Fiorentino, siccome unica componente donna della famosa terna che sarebbe stata completata da Sel. Non stava scritto da nessuna parte che l’assessore espressione di Impegno sociale-Sel dovesse essere per forza una donna”.

“La realtà - prosegue Palazzo - è un’altra ed altre sono le logiche sottese alle scelte del sindaco. Parlano i ben sei assessori espressione, diretta o indiretta, del Pd. Di qui la determinazione di Impegno sociale di uscire dalla maggioranza che sostiene un sindaco il cui metodo e le cui logiche non può condividere”.

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Quindi la chiosa: “Se il sindaco si è sentito libero di agire come gli pareva, anche Impegno sociale deve poter essere altrettanto libero di non condividere le scelte fatte ed i metodi utilizzati, nonché di manifestare il proprio dissenso in relazione a logiche che sono ad esso del tutto estranee, visto che è stata minata alla radice la fiducia nell’operato politico del sindaco neoeletto”.

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