Pri: "Un nuovo inizio, ora basta veleni". Musio: "Una svolta per la provincia"

Le reazioni dai diversi versanti della politica locale all'elezione a sindaco di Brindisi di Riccardo Rossi

L'attesa del risultato elettorale nel comitato di Riccardo Rossi

Riceviamo e pubblichiamo le reazioni giunte da diversi versanti della politica all’elezione di Riccardo Rossi a sindaco di Brindisi.

Gabriele Antonino, segretario della Federazione Giovanile Repubblicana

Il popolo di Brindisi si è espresso, decretando l’elezione alla carica di Sindaco dell’Ingegnere Riccardo Rossi.  A nulla vale oggi recriminare sulla percentuale di elettori che si sono espressi nel turno di ballottaggio, di gran lunga inferiore al numero di coloro che avevano partecipato alla prima fase della consultazione elettorale.

Da oggi l’Ingegnere Riccardo Rossi è il sindaco di tutti i brindisini. A lui vanno quindi vanno gli auguri dei repubblicani unitamente FOTO GABRIELE ANTONINO-2all’auspicio di un proficuo lavoro nell’interesse della città. Per quanto ci riguarda abbiamo già messo da parte il ricordo dei veleni che hanno caratterizzato buona parte della campagna elettorale e siamo pronti a svolgere il nostro ruolo di opposizione con grande responsabilità. Brindisi ed i brindisini hanno bisogno della collaborazione e del contributo di chiunque ricopre incarichi istituzionali per guardare al futuro con rinnovata speranza.

E’ quel “nuovo inizio” che avevamo auspicato fin dalla ripresa dell’attività politica del Pri in terra di Brindisi e che cercheremo comunque di contribuire a costruire, forti anche del grande consenso conseguito. Metteremo a disposizione della nuova Amministrazione i suggerimenti e le proposte acquisite nei mesi scorsi nel corso della campagna di ascolto svolta in tutti i quartieri cittadini e del confronto avuto con tutte le categorie produttive.

Dimostreremo che siamo portatori di idee e progetti che nulla hanno a che vedere con vecchie esperienze amministrative.  Conserveremo l’orgoglio di aver suscitato l’interesse per la partecipazione alla attività politica di tanti giovani, di numerose donne e altrettanti uomini, il cui entusiasmo non va disatteso.

Ernesto Musio: "Una svolta per la provincia"

Ernesto MusìoDove c’è discontinuità assoluta, non equivocabile, con un passato che si vuole superare, prima o poi il cambiamento arriva! Ce lo insegna, dopo la bellissima impresa dei ragazzi, delle compagne e dei compagni di Torchiarolo, soprattutto Brindisi, dove il Pd è ripartito da zero facendo piazza pulita di tutto ciò che lo rendeva impresentabile, e dove, con lungimiranza, Art.1 ha tenuto alla larga chi ne avrebbe inquinato l’immagine, cioè dove Pd e Art.1 si sono unite con quel sano civismo rappresentato da Brindisi Bene Comune e altre forze, sotto la guida affidabilissima di Riccardo Rossi.

Un insegnamento per il centrosinistra e per il Pd del futuro da ricostruire, perché Brindisi può essere, oltre che per la città capoluogo, come è già nei fatti, soprattutto una svolta politica per l’intera provincia, a cominciare da San Pietro Vernotico, la cui storia merita ben altro che l’indistinzione attuale. Grazie Brindisi! Grazie Riccardo!

Brindisi in Alto: "Faremo il meglio per la città"

Desideriamo rivolgere un calorosissimo ringraziamento a tutti i brindisini che, con quasi l'8% di preferenze, hanno accordato la loro fiducia BRINDISI IN ALTO-2a Brindisi In Alto, scegliendo la nostra proposta civica di un modo di fare politica per la città e con la città, con l'esclusiva  finalità del benessere e del miglioramento di Brindisi e dei suoi cittadini. Un enorme grazie ai 32 candiati consiglieri del nostro movimento, così come ai quasi duecento splendidi compagni di viaggio che, sin dall'inizio, hanno reso Brindisi in Alto una realtà solida e di specchiata rispettabilità, pienamente immersa nel presente e nel futuro dello sviluppo di Brindisi. 

Dopo il risultato anomalo del primo turno e all'indomani dell'elezione di Riccardo Rossi, al neo sindaco vanno i nostri più sinceri auguri di buon lavoro e i complimenti per l'intelligente campagna elettorale svolta.  Brindisi In Alto riparte dal 7,47% ricevuto, quale ulteriore stimolo a proseguire, con ancora maggiore impegno e incisività, a fare il meglio per la città, studiando nuove idee e appoggiando senza preconcetti le più interessanti proposte civiche e non, che altri saranno in grado di comunicare e, sopratutto, di realizzare.

Legambiente Brindisi: "Un'altra Brindisi c'è"

In nostri documenti e su striscioni esposti in manifestazioni contro il rigassificatore campeggiava la scritta “Un’altra Brindisi è possibile”. Abbiamo sperato in una Brindisi che si lasciasse alle spalle un passato nero come il carbone e chi ha calpestato la convenzione sul polo energetico del 1996. Abbiamo sperato in una Brindisi che si lasciasse alle spalle l’inquinamento dell’ambiente e delle coscienze e tanti fenomeni corruttivi che hanno minato la tenuta democratica. 

Abbiamo lottato per un nuovo modello di sviluppo che avesse i suoi capisaldi nell’Area Produttiva Paesaggisticamente ed Ecologicamente attrezzata (APPEA), investimenti industriali fondati su innovazione e sostenibilità ambientale (vedasi il nostro progetto del Parco Tecnologico dell’Energia Rinnovabile), nelle bonifiche, purtroppo spesso gestite nell’interesse di pochi, in un PUG fondato sul consumo di suolo zero e sulla riqualificazione e rigenerazione dell’esistente, nella tutela e valorizzazione del nostro patrimonio naturale (vedasi la nostra proposta dell’Ente Parco Brindisi natura), del patrimonio storico artistico e dell’identità stessa di una Città spesso martoriata.

Abbiamo continuato a credere e lottare per questa Brindisi possibile anche quando è stata messa a dura prova la nostra speranza (vedasi soltanto le scelte in campo ambientale o la tutela delle risorse culturali e turistiche alle quali è in gran parte legato il futuro della Città). Legambiente è pronta ad offrire il suo contributo di idee, proposte e partecipazione al nuovo Sindaco di Brindisi Riccardo Rossi, al quale trasmette i propri auguri per l’intenso lavoro che l’attende). 

Pietro Guadalupi: "Che gli errori servano da lezione"

Pietro Guadalupi-3La sconfitta del candidato del centrodestra al ballottaggio impone una riflessione sul progetto che aveva l’ambizione di determinare un nuovo percorso amministrativo per la nostra città. Ho scelto di non candidarmi e ho spiegato perché. Ora potrei dire che non mi sbagliavo, che ci avevo visto bene, che quel progetto aveva un macroscopico vizio di costituzione. Bene, non voglio consolarmi attribuendomi profezie andate a segno. Non mi sono candidato e lo rifarei perché credo che una coalizione spaccata, attraversata da personalismi spesso radicali, priva di coesione e obiettivi comuni, non abbia scampo.

E non lo dico in funzione del solo risultato elettorale, ieri poteva andare diversamente e l’esito non avrebbe spostato di un millimetro le mie convinzioni. Una coalizione non può essere una somma di numeri, una squadra di mietitori sciolti che porta voti in dote e raggiunge l’obiettivo se la conta è sufficiente. Un progetto non si può reggere sulla “somma che fa il totale”. il totale deve essere fatto di altro, di idee allineate, di un progetto condiviso, sugli uomini che sanno interpretarlo e fare squadra. Ecco, il centrodestra non aveva nulla di tutto questo, era un’armata raccogliticcia simile più a un cartello elettorale che a una proposta forte e unitaria.

Per questi motivi ho preferito saltare e rimanere fuori, e non ho dovuto aspettare molto perché il tempo mi desse ragione. Ma di una cosa sono contento: che la città abbia avuto abbastanza maturità per scegliere in modo netto, premiando una coalizione che ha saputo costruirsi e ricostruirsi dal passato, facendolo con molta discrezione, e che mi ha impressionato per l’entusiasmo e la capacità di crederci dei suoi protagonisti. Ecco dove c’è stata la differenza. Nel grado di passione comune, nella voglia di desiderare un risultato non solo come traguardo ma come punto di partenza, destinato a una stagione di rinnovamento. Non servono battitori liberi e ancor meno servono protagonismi che non ascoltano.

Fa specie dirlo ma questo centrodestra farebbe bene a guardare al lavoro fatto dalla parte opposta, a creare un tavolo comune nel quale ciascuno si presenti senza supremazie e “licenze d’arroganza”, ma con la convinzione di partire dallo stesso punto, di valere la stessa cosa, di rinunciare a risentimenti personali. Si fa politica da adulti. Il progetto Cavalera ha perso perché non ha saputo comportarsi da maggioranza, perché si è sfilacciato nel momento in cui doveva mostrare compattezza. Se la macchina si affida agli individualismi allora è finita, si ferma ancora prima di partire.

A Brindisi si è sprecata un’occasione, spiace dirlo, e la città ha risposto come poteva e come doveva. Spero che gli errori servano a far riflettere e che ora si proceda in direzione contraria per non perseverare. Occorre una regia comune per fare un’analisi serena di quanto è accaduto, senza risparmiare le responsabilità, col giusto rigore, e iniziare un cammino diverso nel quale si smetta di puntarsi il dito a vicenda motivando candidati, elettori e programmi. Brindisi ha lanciato un segnale chiaro alla sua storia. Governa chi ha una visione e sa fare quadrato attorno ad essa, la città la sa valutare e ripagare come merita, e il consenso non è più la raccolta punti del Mulino Bianco. Finalmente e grazie a Dio. Il dato positivo è proprio questo: un senso comune che distingue tra proposte e candidati. E che sembrava essersi perso per strada. Il centrodestra faccia tesoro di questa domenica nera, la cerchi nel calendario, e riprogrammi subito il suo futuro.       

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