Rossi: "La vera sfida è tra me e Antonino". Cavalera: "Macchina del fango"

Primo scambio tra i due candidati sindaco di Brindisi in vista del ballottaggio del 24 giugno

BRINDISI – Riccardo Rossi ha scelto la strategia del secondo turno di campagna elettorale: l’ingegnere Enea che guida la coalizione composta da Brindisi Bene Comune, Pd, Liberi e Uguali e i giovani di Ora Tocca a Noi, dichiara che il vero ballottaggio il 24 giugno non sarà con Roberto Cavalera, l’avvocato penalista prescelto da Forza Italia, ma con l’uomo che si è dimostrato – secondo lo stesso Rossi – il vero motore di quello schieramento di centro-destra, Giovanni Antonino, l’ex sindaco più volte esorcizzato, e finito due volte in grosse inchieste giudiziarie su corruzione e concussione.

Antonino, il quale ha dichiarato che sarebbe stato un passo indietro rispetto alla competizione elettorale, ha portato il figlio Gabriele, esordiente assoluto, a toccare il record di preferenze tra tutti i candidati al consiglio comunale (oltre 1800 vori personali) ed il partito che ha rianimato, il Pri, al record nella coalizione. Forza Italia, il partito che ha voluto Cavalera ottenendo l’adesione dell’area non leghista del centrodestra, è risultata solo terza alle urne del 10 giugno, superata anche dalla lista civica di nabdo Marino, Brindisi in Alto.

Rossi, nella sua conferenza stampa di stamani, ha confrontato le due possibili configurazioni dei due possibili consigli comunali. In caso di vittoria di Roberto Cavalera, i gruppi consiliari di maggioranza sarebbero da un lato dominati da quello del Pri sotto il controllo di Giovanni Antonino, e 15 dei 20 consiglieri sarebbero tutti ex componenti dell’assemblea elettiva ex assessori, transfughi di vari partiti, passati indifferentemente dal centrosinistra al centrodestra, e ben coinvolti nelle passate, fallimentari esperienze.

Se vincerà Riccardo Rossi, invece, ha spiegato l’ingegnere giunto al ballottaggio, che ha cominciato il proprio percorso politico con Brindisi Bene Comune, gli ex consiglieri saranno solo quattro o cinque su 20, e tutti mai impegnati direttamente nella sala dei bottoni, con l’aggiunta di vere nuove energie e competenze al servizio della città, incluse quelle dei giovani di Ora Tocca a Noi. Detto questo, dai prossimi giorni si parlerà di programmi.

Roberto Cavalera (2)-2-2

Ma la reazione di Cavalera è arrivata subito. Parla di avvio della macchina del fango, il candidato sindaco del centrodestra, accusando Rossi di avere tra le proprie fila quel Pd responsabile dei guasti del periodo Consales, e fa i nomi degli ex assessori D’Onofrio e Manfreda, dell’ex segretario cittadino del Partito Democratico, Antonio Elefante, all’attuale, Francesco Cannalire, per giungere a Carmine Dipietrangelo di Liberi e Uguali, definito l’autore del ribaltone con Antonino alla fine degli anni Novanta.

Fatto sta che Cavalera  ha in squadra molta più gente della giunta Consales, proprio gli irriducibili che non vollero abbandonare il sindaco quando ciò fu loro chiesto dal partito regionale, e che hanno poi lasciato il Pd o ne sono stati sospesi (è noto anche che tra Elefante e Consales correva abbondantemente il cattivo sangue). E questo forse il candidato del centrodestra lo ha dimenticato, nella foga di rintuzzare Rossi.

Molto meglio invece la promessa che da questo momento in poi la coalizione Cavalera si dedicherà solo a parlare dei problemi della città con gli elettori. “Sarò io il garante della legalità, della trasparenza e della concretezza della mia coalizione. E su questo sfido chiunque a battere ciglio”. Su Antonino, quindi, nessuna risposta diretta, ma solo questa rivendicazione di Cavalera del ruolo  di leader del fronte di centrodestra. Il primo scambio si chiude qui, al momento, in una giornata aperta dall’annuncio del Movimento +39 di Massimo Ciullo che da quella parte non arriverà nessun aiuto a Roberto Cavalera.

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