Causa Enel: le richieste della Provincia

BRINDISI - Gli studi sull'ambiente a rischio e i danni per le perdite nel settore agricolo, ma anche i soldi spesi per il Festival di Al Bano, le degustazioni e i viaggi sotto l'egida Filia Solis e perfino per l'ufficio stampa interno: secondo la Provincia di Brindisi, l'Enel dovrebbe risarcire il territorio e farsi carico di tutte le spese effettuate dall'Amministrazione negli ultimi anni. È scritto nella memoria di costituzione di parte civile presentata dagli avvocati Rosario Almiento e Vittorio Rina nella prima udienza contro i dirigenti della società finiti sotto accusa nel processo che i è aperto il 12 dicembre scorso.

La centrale Enel di Brindisi Cerano

BRINDISI - Gli studi sull'ambiente a rischio e i danni per le perdite nel settore agricolo, ma anche i soldi spesi per il Festival di Al Bano, le degustazioni e i viaggi sotto l'egida Filia Solis e perfino per l'ufficio stampa interno: secondo la Provincia di Brindisi, l'Enel dovrebbe risarcire il territorio e farsi carico di tutte le spese effettuate dall'Amministrazione negli ultimi anni. È scritto nella memoria di costituzione di parte civile presentata dagli avvocati Rosario Almiento e Vittorio Rina nella prima udienza contro i dirigenti della società finiti sotto accusa nel processo che i è aperto il 12 dicembre scorso.

Prima di dimettersi il presidente Massimo Ferrarese aveva dato incarico ai due legali di dar corpo alla pretesa di un risarcimento di 500 milioni di euro per i danni subiti per l'inquinamento dei terreni intorno a Cerano. Ma le pretese sono andate ben oltre quei terreni, poiché per il danno ambientale derivante dallo spargimento delle polveri di carbone la richiesta si ferma a 75 milioni di euro, per l'inquinamento a 54 milioni. Altri 20 milioni sono giustificati con la spesa da sopportare per la bonifica dell'area. A 100 milioni invece, secondo gli avvocati, ammonterebbe il danno patrimoniale per le perdite del settore agricolo.

Che c'entrano in tutto questo le spese per il marketing territoriale? Il ragionamento di Ferrarese, e dei legali esterni a cui ha affidato l'incarico, è il seguente: in questi anni la Provincia ha speso soldi per promuovere il marchio Filia Solis ed il territorio, ma a causa del processo tutti gli sforzi profusi sarebbero risultati vani. E via con la lista delle spese: dalle più piccole alle più grandi. Ci sono la Bit e lo Snim, i 40mila euro dati ad Al Bano per il MeaPuglia Festival, i 7000 euro alle Frecce tricolori, i soldi dati ai giornali e alle tv, i contributi alle società sportive, le trasferte a Stoccolma, Barcellona, Parigi.

Nel calderone è finita anche la voce di spesa relativa alla rassegna stampa e alla gestione dell'ufficio stampa (che francamente non si capisce cosa abbiano a che fare con il marketing territoriale...). In tutto fanno 816 mila euro. Una bazzecola in confronto ai 250 milioni di euro stimati come "danno all'immagine e perdita di chance”.

In tutto fanno 500 milioni di euro. A gennaio sapremo se la richiesta della Provincia poggia su solide basi e se l'ente sarà ammesso tra le parti che hanno chiesto di costituirsi in giudizio contro i dirigenti Enel finiti sotto accusa.

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