Prove di centrodestra a Brindisi per stilare un programma comune

Riunione lunedì 5 agosto. Obiettivo, scalzare la giunta Rossi e andare uniti alle elezioni regionali del 2020

BRINDISI – Divisi a Roma, tentativo di unificazione a Brindisi. Il centrodestra locale, cui si devono innumerevoli crisi amministrative, rimpasti eccetera, e in parte non identificabile pianamente causa i cambi di sigla di vari esponenti, annuncia che si darà molto presto per la città un programma comune, con l’obiettivo di mettere con le spalle al muro l’amministrazione comunale guidata da Riccardo Rossi, e per prepararsi alle elezioni regionali del 2020 (se la Lega deciderà di spartire parte del bottino di voti che i sondaggi le assegnano al momento, se Forza Italia non sarà diventata un’altra cosa,  se Direzione Italia non sarà assorbita dalla Meloni nelle periferie, eccetera).

Il vertice si è tenuto lunedì 5 agosto tra Idea, nella persona di Claudio Niccoli, Forza Italia con Ernestina Sicilia, Fratelli d’Italia con Sabrina De Punzio, Lega-Noi con Salvini, rappresentata da Ercole Saponaro, Movimento Nazionale per la Sovranità, con Cesare Mevoli e Cristian Casciaro, Direzione Italia con Marina Miggiano e Luca Volpe, Insieme per la Città, con Raffaele De Maria ed i rispettivi capigruppo delle forze politiche di opposizione rappresentate in consiglio comunale, Roberto Cavalera, Carmela Lomartire, Luciano Loiacono ed Ercole Saponaro.

“L’esigenza di tale incontro nasce dalla necessità di riprendere gli incontri periodici di tutte le forze politiche e dei movimenti alternativi al centro sinistra ed alla giunta Rossi, al fine di ribadire le linee politiche ed amministrative rispetto alle rivelatesi deficienze, irresponsabilità e superficialità di chi oggi è chiamato a gestire il Comune di Brindisi. Dopo aver analizzato le diverse problematiche ed aver stabilito l’apertura di un momento ulteriore di ascolto dei Cittadini sulle criticità presenti nei quartieri, si è deciso che a settembre con la riapertura delle attività politiche, si organizzino convegni ed attività informative, dai quali far emergere le proposte operative per tracciare le linee della coalizione che si candida alla guida della Regione Puglia e del Paese”, annuncia il comunicato congiunto.

“Le forze politiche di centrodestra, nell' affrontare il problema dei Contratti Istituzionali di Sviluppo (Cis), ribadiscono che in valore assoluto, la scelta di tali strumenti è utile alla risoluzione del deficit occupazionale subito dal territorio, alla risoluzione della sempre più preoccupante chiusura delle aziende produttive e della carenza di investimenti, per fronteggiare i quali occorre ridisegnare un nuovo modello di sviluppo della città”, prosegue la nota parlando della sigla del patto firmato dal sidnaco Rossi con la ministra Barbara Lezzi e la Regione Puglia.

“Nel ringraziare Confindustria e tutte le sigle sindacali, per il lavoro preliminare svolto, che ha portato il governo nazionale ad attenzionare il territorio brindisino e ad individuare gli strumenti economici e finanziari per individuare la soluzione di quasi tutti i punti di criticità presenti, le forze politiche di centrodestra si augurano che chi riveste incarichi istituzionali e di governo non creda di utilizzare tali fondi come se stesse utilizzando una lista della spesa a scapito di un nuovo modello di sviluppo della città”

“Per questo, ritengono, che le schede presentate o che saranno presentate dalla maggioranza che governa -visti gli estratti già pubblicizzati -, sono prive di un disegno organico di rilancio di Brindisi. Le politiche del carciofo fatte dai vecchi governi di centro sinistra hanno portato questa città al collasso economico, industriale e turistico. Il centrodestra ritiene che le vie di sviluppo che devono interessare la città, passano attraverso una politica di concertazione ed inclusione che vede presenti tutte le forze politiche e produttive di Brindisi”, dicono ancora i firmatari del comunicato.

Segue una abbondante richiamo ai vecchi progetti della giunta Mennitti, probailmente da adeguare visto che sono trascorsi un bel po' di anni e varie cose sono anche cambiate o stanno cambiando. “Per lo sviluppo turistico della costa nord, oltre alla installazione di barriere frangiflutti devono essere previste tutte le opere di urbanizzazione primaria e secondaria (acqua, fogna, luce e strade) propedeutiche all’immediata approvazione del piano della costa”.

“Il centrodestra già nel lontano 2008, con la delibera di giunta 107, il governo Mennitti, approvò un documento programmatico su tutti gli interventi di rigenerazione urbana (interventi sul patrimonio comunale e Iacp via Marche, riqualificazione piazza del Salento, interventi ex Capannone Montecatini, delocalizzazione degli impianti sportivi del Casale a Masseriola, nuovo stadio, nuovo palazzetto, vari impianti secondari, area ex Babylandia - intervento di riqualificazione di un area attrezzata per camper, area ex depuratore - realizzazione di strutture ludico ricettive turistico alberghiere, riutilizzo dell’ex Caserma Ederle - zona Centro, zona via Cappuccini  - demolizione  di un edificio inagibile e ricostruzione di uno più efficiente ed ecosostenibile, riprogettazione di Piazza Di Summa con parcheggio sottostante, interventi di riqualificazione sull’area compresa tra il Villaggio Pescatori  e l’ex Collegio Tommaseo e via Napoli - riutilizzo della struttura” Collegio” e dell’area compresa tra via Appia, via Ennio, via Giulio Cesare e Via Imperatore Augusto e l’area sulla quale insiste l’ex Base Usaf).

“Il Comune, infatti, dovrebbe anche preoccuparsi di come utilizzare i gioielli di famiglia - Castello Aragonese, Collegio Tommaseo, Base Usaf eccetera - pensando di attivare tutte le politiche di marketing nazionale ed internazionale, al fine di attrarre investitori privati, che attraverso un project financing, permettano anche al pubblico di utilizzare la struttura e di averne vantaggi economici”.

“Bisogna ristrutturare il "Villaggio Pescatori" facendolo diventare un Borgo di attrazione turistico-ricettiva, concordando anche con l’Autorità Portuale di Sistema la cessione degli immobili di proprietà prospicienti la banchina, al fine di avviare e far sviluppare attività di ristorazione e di intrattenimento, salvaguardandone la peculiarità storico-marittimo-marinara ed i suoi addetti”, si legge ancora nel comunicato.

“Con riferimento al recupero dell’insediamento abusivo del quartiere Betlemme, con un piano particolareggiato ormai di necessità impellente, il centrodestra ritiene che in egual misura tutti gli altri quartieri (Torre Rossa, Contrada Giambattista, Contrada Muscia, etc.) interessati al fenomeno, debbano essere investiti di piani particolareggiati di recupero, con l’aiuto della Regione Puglia, atteso che le vecchie amministrazioni di centrodestra avevano attuato il piano delle zonizzazioni”, dice il centrodestra sfoderando l’arma delle sanatorie.

C’è poi la storia di corso Garibaldi e del commercio: “Le azioni di questo governo cittadino hanno portato ad una conflittualità esasperata i commercianti e le loro associazioni di riferimento, non avendo questi ultimi ricevuto alcuna proposta innovativa per far fronte alla crisi strutturale del comparto (riduzione Tari, riduzione tasse di occupazione di suolo pubblico, piano parcheggi ed identificazione del vero centro storico rispetto alle zone commerciali dei corsi principali)”. 

“Il centrodestra ritiene inoltre che su ogni cartella progettuale, l’amministrazione si faccia carico di un’analisi costi-benefici, necessari a non costruire cattedrali nel deserto, difficili da gestire economicamente e finanziariamente, considerando anche che su alcuni comparti, importanti come i servizi sociali, l’amministrazione Rossi ha deciso di effettuare tagli, sull’ altare del risparmio e del riequilibrio di bilancio, lasciando invariate le spese superflue e non necessarie”, dicono i firmatari della nota.

“La realizzazione di un mercato ortofrutticolo all’ingrosso necessita del confronto con le associazioni di categoria e di uno studio statistico sulle produzioni e sulla politica di scambio, che devono determinare un rapporto di investimenti, ritorno occupazionale ed economico, per una sana e virtuosa gestione del denaro pubblico”.

Ancora accuse a Rossi: “Nella confusione filosofica del ruolo istituzionale, il sindaco Rossi e la sua maggioranza vogliono in maniera arbitraria e non regolare, appropriarsi di competenze non comunali, fiabeggiando su di un ipotetico job center o porta futuro, annunciando in altri comparti la presenza di finanziamenti a copertura di eventuali costi di realizzazione dei progetti”.

“La contraddizione del centro sinistra è enorme, da una parte allarma i cittadini sulla mancanza di risorse, giustificando l’aumento della Tari e di altre tasse, e dall’ altra promette elargizione di finanziamenti per progetti ai giovani e di accessi a finanze agevolate, con prestiti a tasso vantaggioso, per l’avvio di nuove attività commerciali, identificando l’ente comune con una finanziaria o un ‘istituto bancario.  Nei prossimi giorni sarà convocata una conferenza stampa dei partiti e movimenti del centrodestra e dei loro rappresentanti istituzionali, per ribadire un’idea diversa di sviluppo di Brindisi”, è la promessa.

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