Propaganda elettorale: firmato dai partiti il protocollo “etico”

BRINDISI – Striscioni, gazebo e manifesti elettorali che rispettino, oltre ai limiti di spesa imposti dal decreto ministeriale, anche gli spazi concessi a ciascun partito: questo ha chiesto giovedì mattina il prefetto di Brindisi, Domenico Cuttaia, ai rappresentanti dei partiti impegnati nella campagna elettorale.

BRINDISI – Striscioni, gazebo e manifesti elettorali che rispettino, oltre ai limiti di spesa imposti dal decreto ministeriale, anche gli spazi concessi a ciascun partito: questo ha chiesto giovedì mattina il prefetto di Brindisi, Domenico Cuttaia, ai rappresentanti dei partiti impegnati nella campagna elettorale.

Il protocollo firmato da Rifondazione comunista, Partito socialista, Udc, Sinistra ecologia e libertà, Idv e Partito comunista per rispettare questo impegno “etico” – come lo ha definito Cuttaia – oltre che normativo, è stato sottoscritto nel pomeriggio anche da Pd e Pdl che non hanno partecipato alla riunione. Il decreto cosiddetto mille proroghe consente ai partiti che violano le norme di “condonare” le multe con il pagamento di mille euro. Un provvedimento che certamente non facilita il compito delle istituzioni impegnate a sanzionare chi non rispetta le norme ministeriali.

La scorsa estate, durante le amministrative, in prefettura sono giunte almeno duemila segnalazioni relative a violazioni della legge: ognuna di queste però, prima di tradursi in sanzione, deve essere protocollata e verificata dalla polizia municipale. Un impegno notevole, sia in termini di tempo che di uomini impiegati in questo compito, che potrebbe essere invece destinato ad altre attività se i partiti rispettassero la normativa. Senza contare poi, il dovere civico che ciascun candidato dovrebbe rispettare anche in materia di inquinamento e decoro della città.

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“Chi non rispetta l’ambiente – ha voluto sottolineare il prefetto – non ama la propria città e, di conseguenza, non può essere una persona a cui affidare la guida  della stessa”. Quello che al momento resta un monito, si tradurrà ovviamente in sanzione in caso di mancato rispetto del protocollo.

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