Provincia, scoppia la grana dello staff

BRINDISI – Si è concentrata su Palazzo De Leo, ancora sede della Provincia di Brindisi, la parte più calda della odierna giornata politica. Anzi, si è trattato di un pomeriggio in cui il commissario ministeriale Cesare Castelli e i suoi due sub commissari Pietro Massone e Giovanni Grassi si sono trovati di fronte alle rimostranze di una folta delegazione di ex consiglieri provinciali del Pdl guidata da Nicola Ciracì e Cosimo Ferretti, e prima ancora alle preoccupazioni e alle pressioni a favore dei poli universitari manifestate e attuate da Francesco Fistetti, ex consigliere di Sel.

Brindisi, il palazzo della Provincia

BRINDISI – Si è concentrata su Palazzo De Leo, ancora sede della Provincia di Brindisi, la parte più calda della odierna giornata politica. Anzi, si è trattato di un pomeriggio in cui il commissario ministeriale Cesare Castelli e i suoi due sub commissari Pietro Massone e Giovanni Grassi si sono trovati di fronte alle rimostranze di una folta delegazione di ex consiglieri provinciali del Pdl guidata da Nicola Ciracì e Cosimo Ferretti, e prima ancora alle preoccupazioni e alle pressioni a favore dei poli universitari manifestate e attuate da Francesco Fistetti, ex consigliere di Sel.

Dalle dichiarazioni finali, si può considerare in itinere la contestazione formale della riconferma da parte del commissario Castelli dell’intero staff del dimissionario presidente Massimo Ferrarese: “Una decisione presa a tamburo battente dal dottor Cesare Castelli a un paio di giorni dall’insediamento, mentre oggi per rimuovere ciò che non è altro che un incredibile e inopportuno peso finanziario sulle risorse dell’ente, ci è stato chiesta una necessaria pausa di riflessione”, ha detto Ferretti all’uscita dall’incontro.

Il punto è che il Pdl non ha alcuna intenzione di attendere con le mani in mano: “Si può dire che certamente presenteremo un ricorso alla Corte dei Conti”, annuncia infatti Ferretti. “Il paradosso è che uno dei membri dello staff, vale a dire il direttore generale, appena una ventina di giorni fa nell’altra sua veste di segretario generale aveva apposto il proprio parere favorevole al riequilibrio di bilancio che i revisori dei conti, a loro volta, avevano subordinato a precise condizioni. E invece – sottolinea Ferretti – ci siamo ritrovati a brevissima distanza di tempo di fronte alla spesa dello staff riconfermato”.

Soldi, quelli necessari per pagare stipendi allo staff di Ferrarese richiamato dal commissario Castelli, “che sarebbero stati molto meglio utilizzati per onorare le convenzioni con le università di Lecce e Bari, che oggi i tecnici inviati da ministro e prefetto dicono di non avere a disposizione, almeno al momento. Ma ciò che trovo ancora più incredibile è che questi esperti dei quali a nostro avviso non è stata effettuata una valutazione e una comparazione già all’epoca delle nomine da parte di Ferrarese, né purtroppo neppure da parte del commissario più recentemente, sono stati spediti in ferie dallo stesso dottor Castelli. Ora mi chiedo dove fosse l’indispensabilità e l’urgenza del loro apporto alla gestione della Provincia commissariata. Dove sono? Di cosa dovrebbero occuparsi?”, si chiede Cosimo Ferretti.

Si aspettava “un cambio deciso di direzione” con l’arrivo del commissario, afferma ancora Ferretti, “invece oggi proviamo solo amarezza di fronte a tutto ciò. Anche se il commissario ha chiesto, assieme ai suoi collaboratori, altro tempo, noi procederemo con l’esposto alla Corte dei Conti, e chi aspettiamo anche una presa di posizione da quei revisori, lo ripeto, che avevano subordinato il loro parere ad alcuni precisi impegni di contenimento della spesa, in questo caso politica”.

Fortemente preoccupato per le sorti dei corsi dell’Università di Bari, ma anche del futuro delle facoltà di Unisalento in Cittadella della Ricerca, il professore Francesco Fistetti. “Il commissario Cesare Castelli mi ha detto che incontrerà il sindaco Consales proprio sul tema dei poli universitari”, racconta Fistetti al termine dell’incontro. “Per i 445mila euro dovuti dalla Provincia all’Università di Bari per l’anno accademico scorso 2011-2012, al momento non c’è copertura, mi hanno detto il commissario e i due sub commissari. Hanno spiegato che stanno lavorando sui conti della Provincia, perché è fuori dal patto di stabilità di almeno 8 milioni di euro”.

Quindi? “Hanno assunto l’impegno di fare il possibile per rendere disponibile quella somma, ma è solo tempo ciò che chiedono – rimarca Fistetti – sarebbe opportuno che Castelli scrivesse una lettera al rettore per spiegare perché vengono richiesti ulteriori margini per liquidare la quota pregressa. Mi è sembrata minimalista la linea sul problema della Cittadella della Ricerca che io ho posto durante l’incontro. Temo che la gestione commissariale non affronterà il tema del rilancio del complesso, del potenziamento delle attività di ricerca e di diffusione dell’innovazione che è fondamentale per questo territorio”.

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“Mi hanno risposto – aggiunge Francesco Fistetti – che c’è un liquidatore che deve portare a compimento il proprio lavoro e che per la gestione dei servizi c’è la Santa Teresa. Alla difesa e al progressivo rilancio di Cittadella dovrà perciò pensarci il Comune di Brindisi, come del resto dovrà fare anche per i due poli universitari: una grossa sfida, da definire unitariamente. Per il Ciasu di Fasano, invece, mi ha detto uno dei sub commissari, il problema non si porrà più perché Fasano ha scelto di andare nell’area metropolitana di Bari, e la Provincia di Brindisi ritirerà il suo 33 per cento di quote. La realtà è questa, temo che non ci si potrà aspettare molto, e bisogna progettare l’operazione-università con il Comune e altri soggetti del territorio”.

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