I redditi di Rossi, Brigante e Fusco

BRINDISI - L'invito rivolto da Vittorio Bruno Stamerra, nell'articolo pubblicato nella rubrica Focus, è stato prontamente accolto da alcuni dei candidati alla carica di sindaco di Brindisi, Riccardo Rossi, Roberto Fusco e Giovanni Brigante, che hanno accettato di rendere noti chi solo i propri redditi, chi i redditi e il budget elettorale. Pubblichiamo integralmente le risposte dei candidati, affinchè i lettori e gli elettori di Brindisi ne abbiano contezza. E attendiamo anche le risposte degli altri aspiranti in corso in questa campagna elettorale amministrativa.

Palazzo Nervegna, sede del sindaco di Brindisi

BRINDISI - L'invito rivolto da Vittorio Bruno Stamerra, nell'articolo pubblicato nella rubrica Focus, è stato prontamente accolto da alcuni dei candidati alla carica di sindaco di Brindisi, Riccardo Rossi, Roberto Fusco e Giovanni Brigante, che hanno accettato di rendere noti chi solo i propri redditi, chi i redditi e il budget elettorale. Pubblichiamo integralmente le risposte dei candidati, affinchè i lettori e gli elettori di Brindisi ne abbiano contezza. E attendiamo anche le risposte degli altri aspiranti in corso in questa campagna elettorale amministrativa.

Riccardo Rossi - Accolgo volentieri l'invito di Vittorio Bruno Stamerra alla trasparenza su redditi, patrimonio e spese elettorali rivolto ai candidati a Sindaco per la città di Brindisi. Queste informazioni sono oggi, in una fase di profonda crisi dei partiti e sfiducia verso la politica sempre più necessarie, anche perché abbiamo vissuto una stagione politica durata quasi vent'anni in cui i conflitti di interesse hanno pesantemente condizionato l'azione governativa.

Io ho già dal 26 marzo, attraverso il nostro sito internet www.brindisibenecomune.it , pubblicato una breve nota all'interno della quale ho dato informazioni sul mio lavoro, reddito e patrimonio, proprio perché penso che sia indispensabile la massima trasparenza. Riassumo questi dati per il lettore di Brindisi Report: sono Ingegnere Elettronico, Ricercatore dell'Enea, un ente pubblico di ricerca. Ho un reddito di 34.400 euro, possiedo la casa in cui vivo pagando un mutuo, ho una sola autovettura una Peugeot 307 SW.

Per le spese elettorali il nostro movimento Brindisi Bene Comune si è autofinanziato raccogliendo circa 5000 euro. I candidati e altri attivisti hanno versato tra i 100- 150 euro a testa, e tanti ragazzi anche precari hanno versato 20-30 euro a testa. Parte di questi soldi sono già stati spesi per materiale pubblicitario in tipografia, 2000 euro, per l'affitto della sede del comitato elettorale in Corso Garibaldi 1200 euro, per magliettine e spillette circa 600 euro.

Noi pensiamo che la Democrazia sia un Bene Comune e siamo assolutamente contrari a campagne elettorali fatte con centinaia di migliaia di euro. Una forma di privatizzazione della politica in cui chi più paga più possibilità ha di farsi ascoltare. Non avendo scelto questa linea avrete anche notato una nostra quasi assenza dai mezzi di informazione nell'ultimo mese, soprattutto in televisione nonostante le tante iniziative realizzate in questi giorni. Mi sento comunque di ringraziare Studio 100 che continua a essere presente alle nostre iniziative.

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Giovanni Brigante - «Ho apprezzato e condiviso gli editoriali di Vittorio Stamerra (su Brindisi Report) e di Arnaldo Travaglini (sulla Gazzetta del Mezzogiorno), e sono pronto a rispondere ai quesiti posti, nella speranza, ma la mia è una ceretezza, che tutti i candidati sindaci faranno altrettanto. Da consigliere regionale sono tenuto per legge a pubblicare la mia dichiarazione dei redditi, a cui tutti possono avere accesso recandosi negli uffici del Consiglio regionale.

Il mio reddito personale nel 2007 è stato di 75mila euro; nel 2008 di 80mila; nel 2009 di 49mila; nel 2010 di 109mila; nel 2011, anche se il modello unico non è stato ancora presentato, è stato più o meno quello del 2010. In questi redditi sono compresi la mia pensione e le indennità da presidente della Camera di commercio (2007, 2008 e parte del 2009) e da consigliere regionale (2010, 2011).

Quanto alle proprietà immobiliari: non ho più nulla, avendo dato tutto ai miei figli. In merito ad eventuali contenziosi con il fisco, non ne ho nemmeno uno. Stamerra mi ha criticato per essere "partito sparato" e poi per aver tirato il freno. In realtà non ho mai cessato di osservare e denunciare. E quando sarà necessario farlo, lo farò. Ma non posso camminare con la pistola in mano, e devo anche essere costruttivo e dire ai brindisini cosa intendo fare da sindaco.

Per il resto, nessuna cena elettorale, nessuna promessa di posti di lavoro, checché ne dica qualche avversario scorretto che continua a fare insinuazioni. Infine, mi preme far notare che da una eventuale elezione a sindaco avrei sicuramente da rimetterci, se guardiamo al ritorno economico della remunerazione della carica, visto che da consigliere regionale percepisco una indennità che è tre volte superiore a quella di un primo cittadino».

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Roberto Fusco - Caro Vittorio, ho letto il Tuo intervento di ieri e, per quanto Ti riguarda, posso comunicarTi quanto segue. Tutte le spese che sto affrontando per la campagna elettorale sono documentate: il pagamento avviene solo dietro presentazione di regolare ricevuta e/o fattura. Per gli spazi televisivi e su giornali sto sostenendo una spesa oscillante tra i 20 ed i 25 mila euro (alcuni contratti sono ancora in corso di conclusione). Non appena avrò ultimato tali spese sarà mia cura mandarti copia di tutti i documenti giustificativi. Nessun pagamento avviene "in nero". La segretaria del Comitato è stata regolarmente assunta fino al 15 maggio 2012, con pagamento dei relativi contributi previdenziali.

Il fitto della sede elettorale per tre mesi costerà euro 2.500,00 al mese, e sarà pa