Abaco: tensione fra sindaco e lavoratori, consiglio comunale rinviato

Riprenderà venerdì 29 novembre la discussione della delibera sull'internalizzazione parziale del servizio di riscossione delle entrate comunali. Ok alla modifica del regolamento del consiglio. Spavento per Oggiano, colto da lieve malore

Un momento del confronto fra i lavoratori Abaco e il sindaco Riccardo Rossi

BRINDISI - Via libera alla revisione e modifica del regolamento del consiglio comunale. Sospesa e rinviata a venerdì prossimo (29 settembre) la discussione della delibera riguardante l’internalizzazione parziale del servizio di riscossione delle entrate comunali. Fra tre giorni, dunque, si dovrebbe delineare il futuro dei dipendenti della ditta Abaco, protagonisti di un vivace confronto con il sindaco di Brindisi, Riccardo Rossi, nel corso dell’odierna seduta del consiglio comunale, caratterizzata da momenti di forte tensione e anche da grande apprensione per il consigliere Massimiliano Oggiano (Fratelli d’Italia), colto da lieve malore mentre interveniva sulla delibera Abaco.

Rimasto sempre vigile e cosciente, Oggiano è stato soccorso da personale del 118, giunto nel cortile di Palazzo di Città in ambulanza. Dopo essersi ripreso, il consigliere è tornato in aula, fra gli applausi dei colleghi e dei cittadini presenti nella sala consiliare, giusto in tempo per partecipare alla riunione dei capigruppo sfociata nel rinvio della seduta.

Oltre ai dipendenti della ditta Abaco, il cui appalto, in scadenza a fine dicembre, è stato prorogato fino a giugno 2020, hanno assistito alla bagarre anche alcuni lavoratori della Brindisi Multiservizi accompagnati dal segretario provinciale del sindacato Cobas, Roberto Aprile. Fra gli argomenti del corposo ordine del giorno (22 punti), infatti, era prevista anche la delibera riguardante l’incorporazione della Bms in un’altra partecipata, la Energeko Gas. Tutto questo in una cornice di sicurezza garantita dai poliziotti della Digos e gli agenti della polizia locale.

Lavoratori Multiservizi al consiglio comunale-2

La delibera Abaco

Chissà se in questi giorni non vi sarà un'ulteriore riflessione, fra le file della maggioranza, sulla delibera che prevede l’internalizzazione del servizio di riscossione volontaria dei tributi maggiori (Imu, Tasi, Tari), con l’incremento di quattro unità di persona da assegnare all’ufficio tributi, prevedendo l’eventuale esternalizzazione solo di attività di backoffice. Verrebbe affidata a una ditta esterna, invece, la riscossione coattiva delle entrate comunali (fitti e relativi oneri condominiali, sanzioni amministrative derivanti dal codice della strada, attività propedeutiche all’accertamento e contrasto all’evasione dei tributi maggiori, delle entrate erariali e dell’imposta di soggiorno). La delibera prevede inoltre l’esternalizzazione di tutte le fasi di gestione dell’imposta comunale sulla pubblicità, dei diritti sulle pubbliche affissioni, della Tassa occupazione suolo pubblico, della Tari giornaliera.

Consiglio comunale Rossi-3

Ma il nodo cruciale è quello riguardante il futuro dei dipendenti dell’Abaco, attanagliati dalla preoccupazione che l’internalizzazione parziale del servizio possa portare a una perdita di posti di lavoro. A tal proposito sono stati presentati due emendamenti: uno, proposto dal consigliere Gabriele Antonino (Pri), bocciato dal dirigente del settore, prevede l’inserimento di una clausola sociale nella formulazione degli atti di gara per l’affidamento a soggetti terzi del servizio; l’altro, presentato dal primo cittadino con parere favorevole dello stesso dirigente, prevede invece l’inserimento, nel bando di gara, di “punteggi premianti relativamente al maggior numero di lavoratori, anche in part time, impiegati dall’attuale gestore che il gestore subentrante si impegni a riassorbire”.

Rossi, incalzato dall’opposizione, ha spiegato che “la disciplina odierna delle clausole sociali non è quella del 2014”, quando lo stesso Rossi, all’epoca consigliere d’opposizione, si schierò a favore della clausola sociale per i lavoratori Abaco. Adesso, ha riferito il sindaco, tenendo conto dei paletti fissati dall’Anac (Agenzia nazionale anti corruzione), non è più possibile adottare una tutela di questo tipo.

L’assessore al Bilancio, Cristiano D’Errico, ha affermato che l’internalizzazione del servizio di riscossione volontaria “dovrebbe portare un risparmio di circa 700mila euro, iva compresa. Tale risparmio – prosegue D’Errico - va tenuto in considerazione alla luce della costruzione del piano di riequilibrio finanziario pluriennale”. 

Gianluca Serra-5

Ma l'opposizione boccia la delibera. “C’erano– afferma Gianluca Serra (Movimento 5 stelle), disposto a votare sì alla delibera, ma solo con l’introduzione della clausola sociale - due alternative: l’internalizzazione totale del servizio o il mantenimento del concessionario, introducendo una clausola di salvaguardia. Si è scelta una via di mezzo. Per la selezioni delle quattro unità o si farà una procedura di mobilità interna o un concorso, con assunzione di lavoratori inesperti. Si creerà un po’ di confusione a causa di una scelta ibrida”.

Ok alla modifica del regolamento 

La seduta si era aperta con l’uscita dall’aula del consigliere Roberto Cavalera (Forza Italia), contrariato dalla presentazione di un ordine del giorno con i requisiti dell’urgenza tramite il quale la maggioranza impegna il sindaco a modificare il regolamento sulla composizione della commissione speciale per lo statuto e i regolamenti, demandando a tale commissione, aggiornata nella composizione, la revisione e modifica del regolamento del consiglio comunale.

Roberto Cavalera lascia l'aula consiliare-2

Fermamente contrario all’ordine del giorno anche Gianluca Serra, che contesta la mancata apposizione delle firme dei sottoscrittori e le mancate indicazioni delle ragioni d’urgenza. Dopo che l’assise, con i soli voti della maggioranza, si è espressa favorevolmente sulla sussistenza dei requisiti d’urgenza, si è aperta la discussione.

Il sindaco, nel suo intervento, ha posto una questione politica di partecipazione alle commissioni, in quanto attualmente il consiglio comunale è composto da 14 gruppi e ognuno di questi deve essere rappresentato in tutte le commissioni. E’ necessario dunque, secondo il sindaco, affrontare la questione nella commissione Statuto e regolamenti, perché con l’attuale regolamento i due gruppi più numerosi, il Pd e Brindisi Bene Comune, “vengono sostanzialmente allontanati dalle commissioni”. “Per questo – afferma Rossi - facciamo una riflessione politica, prendendo atto di quella che è l’attuale composizione del consiglio comunale, per trovare un minimo di partecipazione”.

Al termine di una lunga discussione, l’ordine del giorno è passato con 20 favorevoli, quattro contrari, tre astenuti (i consiglieri del Movimento 5 stelle sono usciti al momento della votazione). Un’altra proposta di modifica del regolamento del consiglio comunale simile a quella della maggioranza, fra l’altro, presentata dal consigliere Gabriele Antonino (Pri), ha avuto il via libera con i voti di maggioranza e opposizione (21 sì, 2 contrari, 4 astenuti).

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