Riscossione tributi: sospetta Parentopoli

BRINDISI - C'è una parentopoli dietro l'aumento del numero dei dipendenti transitati da un società di riscossione all'altra: di questo sembra convinto il sindaco Mimmo Consales, che nei giorni scorsi ha risolto il contratto con la società di riscossione tributi, la Gema, ed ora è alla ricerca di una nuova azienda a cui affidare il servizio. Il sindaco non fa nomi e cognomi, ma nelle ultime ore le voci correvano liberamente a Palazzo di Città: alcuni degli ultimi assunti sarebbero ricollegabili a dipendenti del Comune, e ora il sindaco vuole capire come e perché siano state effettuate queste assunzioni. È improbabile che le stesse siano state effettuate durante il periodo di gestione della Gema. Una cosa è invece certa: la questione finirà presto in procura.

Palazzo Nervegna, sede del sindaco di Brindisi

BRINDISI - C'è una parentopoli dietro l'aumento del numero dei dipendenti transitati da un società di riscossione all'altra: di questo sembra convinto il sindaco Mimmo Consales, che nei giorni scorsi ha risolto il contratto con la società di riscossione tributi, la Gema, ed ora è alla ricerca di una nuova azienda a cui affidare il servizio. Il sindaco non fa nomi e cognomi, ma nelle ultime ore le voci correvano liberamente a Palazzo di Città: alcuni degli ultimi assunti sarebbero ricollegabili a dipendenti del Comune, e ora il sindaco vuole capire come e perché siano state effettuate queste assunzioni. È improbabile che le stesse siano state effettuate durante il periodo di gestione della Gema. Una cosa è invece certa: la questione finirà presto in procura.

«Ci sono molti aspetti della vita di questa città che meritano necessari ed immediati approfondimenti. Uno di questi è strettamente connesso alla società che ha effettuato la riscossione dei tributi comunali. Come è noto, infatti, il Comune di Brindisi ha risolto il contratto con la società Gema per evidenti inadempienze contrattuali. A questo punto, non resta altro da fare che individuare una soluzione alternativa, partendo dalla necessità di non danneggiare i cittadini di Brindisi e di tutelare i lavoratori», ha scritto il primo cittadino, che ha poi voluto rispondere ad un comunicato stampa con cui il coordinatore cittadino del PDL Pietro Santoro chiedeva di tutelare tutti i 20 dipendenti della Gema, senza distinguere tra neo assunti e assunti di lunga data.

«Non voglio sottrarmi alla sollecitazione di Santoro. Ma con il passare degli anni, invece di procedere a una diminuzione dell'aggio e quindi alla determinazione di maggiori introiti per l'Ente, le amministrazioni che si sono succedute hanno consentito che le società concessionarie della riscossione di tributi procedessero con nuove assunzioni. La conseguenza è che oggi il 'peso' in termini economici dell'attuale forza-lavoro è insostenibile e si fa fatica a trovare società serie ed affidabili disposte a farsi carico dei compiti di accertamento e di riscossione dei tributi. Noi - ha sostenuto Consales - faremo di tutto per tutelare i posti di lavoro, ma sarà inevitabile un serio approfondimento per ricostruire quanto accaduto in questi anni, iniziando dalle modalità di assunzione del personale non appartenente alla 'platea storica'».

Nessun nome, ma secondo i primi rumors le assunzioni sotto accusa sarebbero già tre. E il sindaco conclude: «Penso di interpretare la volontà dei miei concittadini, a partire dalle migliaia di disoccupati, quando affermo di volerci vedere chiaro, se necessario anche attraverso il ricorso agli organismi preposti all'effettuazione di indagini. Ed è per questo che intendo procedere in tale direzione, sgomberando il campo da nostri legittimi sospetti e perplessità». Insomma, della parentopoli, vera o presunta che sia, dovrà occuparsi la procura.

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