"Sono stanco di vedere una sinistra che è solo scontro fra correnti"

Riceviamo e pubblichiamo un intervento del presidente dell'associazione di pomozione sociale Per San Pietro, Alberto Liaci, 28 anni, sulla situazione della Sinistra a San Pietro Vernotico

SAN PIETRO VERNOTICO - Riceviamo e pubblichiamo un intervento del presidente dell'associazione di pomozione sociale Per San Pietro, Alberto Liaci, 28 anni, sulla situazione della Sinistra a San Pietro Vernotico. Liaci, laureato in scienze politiche e relazioni internazionali, con esperienze nell'università come tutor e rappresentante del Senato accademico, da sempre appassionato di politica, chiede che a San Pietro prima, e a livello nazionale, poi, la sinistra torni a rappresentare i valori che da sempre l’hanno caratterizzata quando i bisogni dei cittadini erano al centro di ogni iniziativa e attività. 

La sinistra che vorrei. Non è bastato il sorprendente dato sulla partecipazione alle primarie del Pd per far capire alla cosiddetta classe dirigente, quali fossero gli errori da non ripetere, da cosa ripartire e con quali tematiche. La netta vittoria di Zingaretti con quasi il 70 per cento di preferenze, descrive un messaggio di speranza e di fiducia per una sinistra che deve ritornare a rappresentare quei valori che da sempre l’hanno caratterizzata.

Purtroppo, nella nostra San Pietro, ogni momento di democrazia viene trasformato come momento utile per fare esibizione del proprio “peso”, acutizzando lo scontro sulle persone e tra persone, alimentando una bagarre che ha permesso all’attuale destra di avanzare in maniera indisturbata alla vittoria.

Sono stanco, e presumo che anche tanti cittadini lo siano, di vedere una sinistra locale (ma non solo) che non perde tempo per lanciarsi accuse reciproche, continuando ad alimentare un rancore ed odio che ha portato negli ultimi anni a consegnare nelle ultime amministrative il paese alla giunta Rizzo e contribuire all’allontanamento dell’elettorato anche in chiave nazionale.

Sono stanco di vedere una sinistra che sia solo scontro fra correnti, che il metodo usato per la selezione della classe dirigente sia quello della cooptazione piuttosto che quello meritocratico, una sinistra che non ammette i propri errori con una sana autocritica e ripartire dai bisogni dei cittadini.

Abbiamo bisogno di una sinistra, oggi più che mai, che abbia una visione “socialista” e “progressista”, capace di coinvolgere la cittadinanza partendo dai temi fondamentali come il lavoro, scuola, nuovi modelli di sviluppo locale, contrasto alle diseguaglianze, cooperazione, sanità e salute, innovazione, ambiente per costruire insieme una società che riesca a trasformare le criticità di una globalizzazione senza controllo in opportunità, che dia risposte alle migliaia di giovani che vivono in un presente precario e con poche possibilità di crescita, che rifiuta con coraggio le derive populiste nazionalistiche e intolleranti che negli ultimi mesi avanzano velocemente non solo in Italia ma in tutto il mondo.
Abbiamo bisogno di una sinistra che faccia rete, che riparta dai Comuni ma con una prospettiva più ampia, che dia la speranza che una società diversa, migliore, virtuosa ed equa sia possibile, che sia inclusiva, solidale e coraggiosa.

Ma per realizzare tutto ciò non basterà un nuovo leader, o un nuovo partito, per realizzare ciò, c’è bisogno di mettersi in gioco, di contribuire attivamente con le proprie esperienze e competenze, trasformare i nostri pensieri che troppo spesso rimangono virtuali nei nostri profili social, in azioni nel mondo reale. Torniamo ad appropriarci del nostro futuro! Il mondo ci aspetta.

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