“Bilancio, Consiglio ridotto a barzelletta”. Ed è lite in Aula

Epifani propone discussione unica dei punti Tasi, Imu e Tari. La maggioranza, sindaca compresa, approva. Rossi: "Si impedisce il confronto persino sulle imposte e tasse". D'Attis: "Democrazia compressa e compromessa". Dal pubblico: "Lavoro, basta con le chiacchiere". Con 17 voti, compreso quello di Angela Carluccio, passa il pacchetto delle previsioni

BRINDISI – “Avete ridotto questo Consiglio a una barzelletta, impedite il dibattito persino in materia di bilancio. Dov’è la democrazia?”. Fuochi pirotecnici già all’inizio della seduta del Consiglio per l’approvazione delle aliquote di Tasi, Imu, per il piano della Tassa sui rifiuti e per il bilancio di previsione per l’anno in corso, tutto archivato dai 17 della maggioranza, sindaca compresa, dopo sei ore di battibecco con l'opposizione. E’ bastato il primo intervento affidato al consigliere centrista Giampiero Epifani per scatenare le ire delle minoranze trasversali dalle sinistre, Pd e Brindisi Bene Comune, ai Cinque Stelle, passando da Forza Italia.

Giampiero EpifaniRiccardo RossiVIDEO: BATTIBECCO FRA I CONSIGLIERI E URLA DAL PUBBLICO

“Prendo la parola per chiedere la discussione unica sui punti all’ordine del giorno, con successiva votazione separata”, ha proposto Epifani in nome e per conto del suo gruppo. Ed è stato fuoco. “Dico no perché in questo modo si comprime il confronto, si soffoca la democrazia e ci si espone, dal punto di vista amministrativo, a possibili ricorsi”, ha detto Mauro D’Attis, capogruppo di Fi. “Dov’è la democrazia?”, ha chiesto Riccardo Rossi di Bbc.

“Negate il dibattito anche oggi, mi chiedo per quale motivo”. Dal pubblico, la protesta: “Serve lavoro a Brindisi, altro che le chiacchiere”. E il presidente del Consiglio, Pietro Guadalupi, è stato costretto a richiamare all’ordine i presenti. “Lavoro”, hanno ribadito dal fondo dell’Aula. “Le poltrone sono state già occupate”, si è lasciato scappare Rossi lontano dal microfono, facendo riferimento alle turbolenze ancora in corso all’interno della maggioranza costretta a fare i conti con le dimissioni dell’assessore Maria Greco, in rotta di collisione con il gruppo dei Democratici e socialisti.

Alla fine, la proposta di Epifani, è stata approvata con 16 voti, compreso quello della sindaca Carluccio. Per gli interventi, ciascun consigliere avrà 60 minuti a disposizione. Rossi ha insistito: "Al Comune si fanno i minestroni, avete fretta per fare cosa?". E ancora: "Lei, Epifani, cosa deve fare? Dovete nominare l'assessore?". Nessuna risposta. Dal pubblico, una donna: "I bambini stanno morendo di fame". Sono dovuti intervenire i vigili urbani.

La discussione è andata avanti sino alle 14,50. Per la Tasi, la conferma per il 2017 delle aliquote ereditate dalla passata gestione, garantirebbe un gettito pari a sei milioni e 821mila euro, a copertura dei costi dei servizi indivisibili: tre milioni e 668.912,26 per la polizia locale; 942.669,31 per la tutela del patrimonio artistico e culturale; sei milioni circa per manutenzione stradale, verde pubblico e illuminazione; 538.004,82 per servizi cimiteriali; 13 milioni e 813.778,71 e 60mila per la protezione civile. Approvata con 17 voti favorevoli e sei contrari.

Per l’Imu, nel 2017 restano le aliquote del 2016: 0,86  come ordinaria per fabbricati diversi dalle abitazioni principali, terreni agricoli e aree fabbricabili; 0,40 come ridotta per le abitazioni principali in A1, A8 e A0 e relative pertinenze; 1,06 maggiorata per fabbricati e impianti anche industriali adibiti o utilizzati per la produzione di energia elettrica compresa l’autoproduzione con capacità superiore a 50 Kw incluse le pertinenze e le parti strutturalmente connesse anche in via transitoria. Il gettito previsto per il 2017 dovrebbe essere pari a 15 milioni. Per il sì, voti favorevoli 17 e sei contrari.

Invariate restano anche le tariffe per la Tari, la tassa sui rifiuti, oggetto di polemiche su più fronti tenuto conto del primato di cui i brindisini avrebbero fatto volentieri a meno, trattandosi di importo – medio – più alto d’Italia. Per il 2017 la situazione resta identica al 2016, essendo stato scongiurato il rischio di un aumento, ipotizzato lo scorso mese di dicembre, dall’ormai ex assessore al Bilancio, Salvatore Del Grosso, messo alla porta del Comune dopo aver svelato (alla stampa) la possibile manovra. Da allora la delega al Bilancio è rimasta alla sindaca, assieme a quella ai Rifiuti, trattenuta dopo il terzo rimpasto in Giunta.

Stando ai conteggi, da considerate come previsioni, fatti a Palazzo di città, lo stanziamento in entrata per la Tari nel 2017 ammonta a 19 milioni e 850mila euro, più cinque milioni e mezzo per il recupero della Tarsu più altri due milioni di euro per il recupero della Tari negli ultimi anni. Voti favorevoli, anche in questo caso, 17 e sei contrari.

articolo aggiornato alle 14.53

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