"No commissariamento e registi occulti": protesta circoli Pd

Sedici segretari firmano una lettera per Zingaretti dopo le notizie circolate in questi giorni

BRINDISI – Sedici segretari di circolo del Pd della provincia di Brindisi e il segretario provinciale dei Giovani democratici dicono no al paventato commissariamento della federazione provinciale, dopo le dimissioni per motivi personali della segretaria provinciale Rosetta Fusco, e lo fanno con una lettera al segretario nazionale Nicola Zingaretti, a quello regionale Marco Lacarra, e alla presidente della Commissione nazionale di garanzia del partito, Silvia Velo.

La lettera è stata firmata da Francesco Rogoli segretario del PD di Mesagne e componente dell’assemblea nazionale; Roberto Pinto segretario del PD di Cisternino; Enzo Francioso segretario del PD di Latiano; Uccio Leozappa segretario del PD di San Vito dei Normanni; Carmine Sportillo segretario del PD di Francavilla Fontana; Fabio Giorgino segretario del PD di Ostuni e componente della segreteria regionale; Fabio Sibilio segretario del PD di Fasano.

E ancora da Ermanno Manca segretario del PD di San Pietro Vernotico; Vincenzo Miccoli segretario del PD di Torchiarolo; Carmelo Cavallone segretario del PD di Erchie; Benetto Ligorio segretario del PD di Villa Castelli; Giovanni Bongiorno  segretario del PD di Carovigno; Gino Guida segretario del PD di San Pancrazio Salentino; Renato Vernile segretario del PD di Oria; Marco Martina segretario del PD di Cellino San Marco; Piermassimo Chirulli ultimo segretario del PD di Ceglie Messapica; Andrea Di Bari segretario dei Giovani Democratici della Provincia di Brindisi. Eccone il testo integrale.

“Apprendiamo dalla lettura dei quotidiani locali che dalla prossima settimana la nostra federazione sarà commissariata. Siamo profondamente amareggiati e spiazzati da questa decisione che, peraltro, nessuno tra coloro che dicono di rappresentare il nostro territorio negli organismi dirigenti nazionali, ha ritenuto di condividere con il corpo del partito e con chi, come noi, il partito lo ha tenuto aperto per davvero in questi anni difficilissimi.

Non ci stiamo ed intendiamo esprimere la nostra netta contrarietà a questa decisione che interrompe un percorso di ricostruzione condiviso, avviato nelle scorse settimane, che oltre ai segretari di circolo vede impegnati i nostri sindaci, altri rappresentanti istituzionali e diversi dirigenti che con generosità si stanno facendo carico di risolvere i problemi di carattere organizzativo della nostra federazione per poi rilanciarne l’iniziativa politica su tutto il territorio.

Ciascuno di noi, infatti, ha personalmente partecipato ad assemblee provinciali che si sono tutte concluse con deliberazioni all’unanimità circa il percorso da seguire per affrontare i problemi, soprattutto quelli di carattere economico, della Federazione e quindi dotarla di una nuova guida politica. In ognuna di queste assemblee non abbiamo mai assistito a conflitti o fratture per la scelta o l’elezione di un segretario/a, tema che sarebbe stato posto all’ordine del giorno dei prossimi incontri a seguito dell’approvazione del nuovo regolamento finanziario della Federazione.

Le veline passate alla stampa circa l’impossibilità di individuare una figura condivisa, pertanto, altro non sono che il frutto della fantasia di qualche regista occulto che vorrebbe utilizzare questo momento di transizione, certamente delicato, per assumere, attraverso un commissariamento, il controllo della federazione provinciale.

Le dimissioni della segretaria Rosetta Fusco, alla quale va il nostro ringraziamento per l’impegno profuso nei mesi scorsi, sono intervenute per ragioni di carattere personale, non già perché fosse in atto uno scontro o perché fossero venute meno le condizioni minime di agibilità politica dentro gli organismi dirigenti eletti nel corso di un congresso che si è svolto in modo perfettamente regolare.

Anzi, Rosetta Fusco ci ha lasciato una Federazione unita come mai prima d’ora. Basti pensare che a distanza di pochi mesi dalla sua elezione, il candidato a lei alternativo è entrato a far parte della segreteria provinciale, dando così un forte segnale di unità nella gestione del partito, pur tra le sensibilità diverse che convivono dentro un soggetto politico come il nostro.

Questo, dunque, il quadro dentro il quale ci stavamo muovendo, collegialmente, per ridefinire il ruolo della nostra federazione e dotarla di una guida politica rinnovata e plurale in grado di rilanciare l’azione del partito sulle tante questioni aperte nel nostro territorio. Ciò in linea con le ipotesi di riorganizzazione che il gruppo dirigente nazionale sta avanzando, cioè quelle di un partito aperto alla società, capace di stare dentro i conflitti e le contraddizioni del nostro tempo, utilizzando forme organizzative inedite.

Per quanto tra di noi abbiamo fatto scelte diverse nel corso dell’ultimo congresso nazionale, guardiamo tutti con attenzione all’idea di partito che il segretario Zingaretti ha delineato nella lettera inviata al Corriere della Sera pochi giorni fa. Non comprendiamo però come, a partire dal nostro territorio, questa idea possa realizzarsi riducendo e non ampliando gli spazi di democrazia interna, le sedi di confronto, mortificando militanti e dirigenti di base, grazie ai quali in provincia di Brindisi esiste ancora il PD.

Una nuova conta delle tessere potrà mai risolvere i nostri problemi e fare del PD una forza utile a questo territorio? Noi pensiamo di no! Lo scioglimento di organismi eletti legittimamente solo due anni fa rischia di essere un colpo mortale alla vita associativa del partito ed a quella necessaria, cruciale azione di coinvolgimento della società che solo un PD coeso e autonomo può realizzare nel territorio, non certo un commissario.

Per tutte queste ragioni chiediamo che venga ritirato il provvedimento di commissariamento e che la nostra Federazione possa procedere nel percorso collegialmente delineato. Il partito del nostro territorio, infatti, ha in sé le risorse per riorganizzarsi autonomamente in un rapporto di dialogo - non filtrato da chi pensa di poterci rappresentare - e di reciproco sostegno tanto con il livello regionale quanto con quello nazionale.

Se questo provvedimento dovesse essere confermato, avvieremo soltanto una nuova stagione di divisioni che, alle porte della campagna elettorale per le elezioni regionali, rischierebbe di essere il preludio di una sconfitta che non renderebbe un buon servizio all’opera di rilancio del PD e del centrosinistra alla quale tutti guardiamo con molta speranza, tanto a Brindisi quanto in Puglia ed in Italia”.

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