Servizi sociali: querelle sulla relazione del dirigente. Sfuma la commissione speciale

Costantino Del Citerna replica alle osservazioni dell'ex vice sindaco De Vito, tramite una relazione letta in consiglio comunale da Rossi. RItirata la proposta di istituire una commissione di indagine

BRINDISI – Il dirigente del settore Servizi sociali del Comune di Brindisi, Costantino Del Citerna, replica alle accuse mosse da Rita De Vito nel corso di una conferenza stampa svoltasi lo scorso 20 ottobre, pochi giorni dopo aver rassegnato le dimissioni dal ruolo di vice sindaco. Lo ha fatto tramite una relazione letta dal sindaco Riccardo Rossi in apertura della seduta odierna (giovedì 22 novembre) del consiglio comunale, segnata anche dal ritiro della proposta di istituzione di una commissione speciale d’indagine sull’attività posta in essere dall’unità operativa Servizi sociali nel 2018. 

La conferenza stampa della De Vito

Il tema dei servizi sociali ha innescato un lungo dibattito fra la maggioranza e l’opposizione, davanti agli occhi della stessa De Vito, che ha assistito alla seduta e ai giornalisti ha riferito di essere pronta a ribattere punto su punto alla relazione di Del Citerna e di non aver ancora esaurito gli argomenti riguardanti una serie di presunte anomalie nella gestione dei Servizi sociali, sulle quali la Procura della repubblica di Brindisi ha acceso un faro, sulla base anche in un esposto presentato dall’ex vice sindaco.   

Rita De Vito-2

La relazione di Del Citerna

Del Citerna ha fornito chiarimenti sul mancato impiego delle risorse previste nell’ambito dei finanziamenti Pon, sull’omesso inoltro di una nota a firma dell’ex assessore riguardante il rientro dei minori stranieri, sulle criticità relative al piano di zona 2018-2020, sul servizio di refezione scolastica, sulle obiezioni riguardanti la Brindisi Multiservizi. Del Citerna ha inoltre definito “gravi e non veritiere” le dichiarazioni che gli affibbiavano l’etichetta di “uomo del Pd”.

Video: l'intervento di Riccardo Rossi

Il primo cittadino ha definito “esauriente, puntuale e precisa” la risposta del dirigente. Quanto alle osservazioni dell’ex vice sindaco, Rossi, come già fatto nel corso della conferenza stampa convocata il 20 ottobre, poche ore dopo quella della De Vito, ha ribadito che “non c’è stato alcun atto di indirizzo che prevede variazioni al piano licenziato dalla gestione commissariale”, “non è stato effettuato alcun bando di gara, né c’era alcun bando in scadenza”, “non ci sono né affidamenti né aumenti di spesa”. Il primo cittadino ha inoltre annunciato che sarà sottoposta al vaglio delle organizzazioni sindacali una proposta di ristrutturazione dei servizi dell’amministrazione. 

Le obiezioni dell'opposizione

L’opposizione ha contestato la mancata presentazione della relazione di Del Citerna ai consiglieri comunali. “La relazione – ha dichiarato Oggiano (Fratelli D’Italia) doveva essere presentata ai consiglieri”. Lo stesso Oggiano ha rimarcato che la maggioranza non aveva i numeri per svolgere il consiglio, in quanto erano 15 i consiglieri di centrosinistra presenti inizialmente in aula, "ed è solo grazie all’opposizione se la seduta è partita".

Roberto Cavalera (Forza Italia) ha denunciato un “atteggiamento di ostracismo da parte della maggioranza e della presidenza del consiglio”, per non “aver messo nessuno in condizione di ponderare sulla relazione”. “Non si può sempre chiedere un atteggiamento di leale collaborazione – prosegue il consigliere - quando su determinate tematiche non si è disposti a essere realmente collaborativi con le forze d’opposizione”.

Ritirata la proposta sulla commissione speciale

Strettamente connessa ai rilievi mossi dalla De Vito è la proposta avanzata dal sindaco Rossi di istituire una commissione speciale d’indagine sull’attività posta in essere dall’unità operativa Servizi sociali nel 2018. Su questo fronte l’opposizione si è divisa. I consiglieri Lomartire, Cavalera, Loiacono e Gianluca Serra (per il Movimento 5 stelle) hanno manifestato la volontà di non prendere parte alla votazione. Le motivazioni di tale presa di posizione sono riassumibili in quattro punti: sulla questione servizi sociali è già in corso un’attività della Procura, rispetto alla quale l’istituzione di una commissione consiliare potrebbe comportare delle interferenze; esiste già una commissione consiliare permanente che si occupa delle stesse questioni per cui si voleva istituire la commissione; gli atti sui quali dovrebbe far luce la commissione speciale dovrebbero ricadere in un arco temporale più ampio rispetto a quello previsto dalla delibera, ossia a partire dal luglio 2018; “anomalo il termine di 60 giorni – come ribadito da Serra - per la conclusione dei lavori e per la trasmissione della relazione finale”.

Le altre forze d’opposizione (Fratelli d’Italia, Lega, Pri) hanno invece dato la propria disponibilità a dare un voto favorevole, ma solo previa approvazione di un emendamento che desse mandato ai componenti della commissione di indagare sugli atti prodotti dal settore negli ultimi anni e non solo a partire dall'insediamento dell'attuale amministrazione. Alla fine, dopo una sospensione della seduta, è stato lo stesso Rossi a ritirare la proposta.

Decreto Salvini

Anche il Comune di Brindisi chiede la sospensione del decreto Salvini in materia di immigrazione. È  passato in Consiglio Comunale l'ordine del giorno presentato dai gruppi di maggioranza Brindisi Bene Comune, PD Brindisi, Ora tocca a noi e Liberi e Uguali - Brindisi riguardo l'impatto sui territori del decreto Legge 4 ottobre 2018, 113 in materia di immigrazione e sicurezza.
"Insieme alla giunta mi impegno a chiedere al Ministro dell'interno Matteo Salvini ed al Governo di sospendere, in via transitoria fino a conclusione dell'iter parlamentare, gli effetti dell'applicazione del Decreto Legge  e ad aprire un confronto con la Città di Brindisi e con la sua Provincia, oltre che in generale le città italiane, al fine di valutare le ricadute concrete di tale Decreto sull'impatto in termini economici, sociali e sulla sicurezza dei territorio", dice il sindaco di Brindisi. Ne ha dato notizia con un post sulla sua pagina Facebook 
"Mettere in discussione il modello di accoglienza degli Spar significa compromettere la dignità degli immigrati e la sicurezza dei cittadini e delle cittadine. Paradossalmente il Decreto Salvini alimenta e genera insicurezza".

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