“No di Marino. E c’è chi se ne vanta”

BRINDISI - “Prendo atto del passo indietro di Nando Marino, sebbene la sua rinuncia non può che sorprendere, visto l’entusiasmo con il quale aveva raccolto l’offerta di candidatura da parte del Pdl. Trovo, viceversa, stupefacente e inammissibile, vale a dire di una gravità senza precedenti, che qualcuno possa impunemente vantarsi davanti alle telecamere di aver contribuito, dal fronte politico opposto, a far sì che Marino si ravvedesse”. A tuonare è l’onorevole Luigi Vitali. E quel “qualcuno”,al quale si riferisce, sarebbe il presidente della Provincia Massimo Ferrarese, che ai microfoni di una emittente locale, incalzato sul tema, avrebbe affermato di aver recitato un ruolo nel ripensamento dell’imprenditore commerciale.

Mauro D'Attis

BRINDISI -  “Prendo atto del passo indietro di Nando Marino, sebbene la sua rinuncia non può che sorprendere, visto l’entusiasmo con il quale aveva raccolto l’offerta di candidatura da parte del Pdl. Trovo, viceversa, stupefacente e inammissibile, vale a dire di una gravità senza precedenti, che qualcuno possa impunemente vantarsi davanti alle telecamere di aver contribuito, dal fronte politico opposto, a far sì che Marino si ravvedesse”. A tuonare è l’onorevole Luigi Vitali. E quel “qualcuno”,al quale si riferisce, sarebbe il presidente della Provincia Massimo Ferrarese, che ai microfoni di una emittente locale, incalzato sul tema, avrebbe affermato di aver recitato un ruolo nel ripensamento dell’imprenditore commerciale.

Invitato dal Centrodestra ad accettare la candidatura a primo cittadino di Brindisi, Marino nella giornata di ieri si è tirato indietro. E lo ha fatto mettendo nero su bianco le proprie motivazioni. E già tra le righe della sua lettera, appare chiaro il riferimento ai legami che lo vedono oggi in prima linea sul fronte sportivo (quale vice presidente dell’Enel Basket Brindisi, di cui Ferrarese è presidente onorario). Non è un caso che l’imprenditore lasciasse intuire in maniera tanto esplicita il proprio travaglio e l’imbarazzo personale:

“Da una parte l’assoluta mia voglia a ridare dignità a Brindisi, a ridare fiducia ai suoi cittadini, a ridare slancio all’economia e allo sviluppo locale; dall’altra, il desiderio di non limitare - eventualmente - l’impegno politico con le necessità, giocoforza, del mio lavoro, della mia azienda, anche della mia famiglia, lanciandomi a capofitto in un’impresa che, poi, potrebbe comportare passi indietro assolutamente deleteri per il bene della collettività e lontanissimi dal mio modo di essere”.

Già, proprio così scrive Marino: “Passi indietro  assolutamente deleteri per il bene della collettività”. Un passaggio che la dice lunga sulle ragione, extra familiari e lavorative che lo hanno indotto a rifiutare l’offerta di guidare la coalizione di centrodestra.

Domani mattina, intanto, i dirigenti cittadini e provinciali del Pdl torneranno a vedersi.  E sarà un vertice decisivo, nel corso del quale lo stesso Vitali si sarà nuovamente portavoce della necessità che sia individuato un candidato interno. Ed il primo nome sul tavolo sarà quello del vice sindaco uscente Mauro D’Attis: “La sua rinuncia non è stata concordata con il partito e questo ci ha spiazzati, rappresentando un problema”.

“Mi auguro che raccolga positivamente una eventuale e formale riproposta della sua candidatura”. E se così non fosse? “Valuteremo altre candidature interne”, sottolinea Vitale. Ovvero, l’assessore uscente Massimo Ciullo, espressione di Nuova Italia? “No, prima di Ciullo ci sono altre ipotesi e altri nominativi da prendere in considerazione”.

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