Taglio dei trasporti: coro di proteste

BRINDISI - Torna la scure di “Trenitaglia”. E la politica s’indegna. “La decisione di Trenitalia di tagliare dal 12 dicembre prossimo ben otto collegamenti a lunga percorrenza dalla Puglia – ed in particolare dal Salento - verso il resto del Paese rappresenta la definitiva marginalizzazione del nostro territorio dalle principali direttrici del traffico ferroviario ed un danno incalcolabile per intere fasce di cittadini, in particolare lavoratori e studenti”.

Salvatore Tomaselli

BRINDISI - Torna la scure di “Trenitaglia”. E la politica s’indegna.  “La decisione di Trenitalia di tagliare dal 12 dicembre prossimo ben otto collegamenti a lunga percorrenza dalla Puglia – ed in particolare dal Salento - verso il resto del Paese rappresenta la definitiva marginalizzazione del nostro territorio dalle principali direttrici del traffico ferroviario ed un danno incalcolabile per intere fasce di cittadini, in particolare lavoratori e studenti”.

E’ quanto afferma il senatore Salvatore Tomaselli, che in una nota esprime tutta la sua disapprovazione rispetto “a scelte di questi anni che hanno comportato tagli ripetuti al numero dei collegamenti da e per il Salento, sia nel traffico passeggeri che nel traffico merci, con una qualità sempre più scadente delle macchine utilizzate”.

Poi lo stesso Tomaselli sottolinea: “Oggi il rischio che il Salento, anche per via della sua posizione geografica, diventi sempre più periferia nel Paese per il grande traffico ferroviario è più vicino, a danno di cittadini ed imprese delle province di Brindisi, Lecce e Taranto. Il divario territoriale tra il Mezzogiorno ed il resto del Paese è tornato a crescere velocemente in questi anni grazie anche al deficit di infrastrutture e di servizi moderni nel settore della mobilità, a causa dei tagli di trasferimenti del Governo nazionale e delle logiche aziendaliste di Trenitalia”.

“Ora – tuona Tomaselli -  siamo di fronte ad un vera e propria separazione territoriale tra Regioni che continueranno ad essere “servite” e che godranno dell’Alta velocità e regioni alle quali viene negata finanche una offerta minima di collegamenti con il resto d’Italia e l’Europa. Si tratta di prendere atto che non bastano più i singoli interventi di questo o quell’esponente politico ma che vi è bisogno, nei fatti, di un intervento corale di istituzioni locali, Regione Puglia, parlamentari dei vari schieramenti, forze sociali per una comune iniziativa volta chiedere al Governo nazionale e alla stessa Trenitalia una nuova strategia di collegamenti della Puglia e dell’intero Mezzogiorno”.

Da qui l’impegno del senatore Pd: “Vi è la necessità di unire le forze in uno sforzo congiunto volto a valorizzare la Puglia ed il Salento nelle strategie di sviluppo infrastrutturale del Paese intero: per parte nostra, a questo impegno chiameremo già nei prossimi giorni il nuovo Governo con una iniziativa unitaria che ho già avviato in queste ore assieme agli altri parlamentari eletti nella nostra Regione”.

Sulla questione interviene anche il presidente della Provincia, Massimo Ferrarese: “Il taglio dei trasporti pubblici – afferma - comporta un conseguente e inevitabile crollo di ogni possibile prospettiva di crescita di un territorio. La nostra regione per certi versi ha ingranato la marcia giusta ed oggi Trenitalia vuole farci ripiombare in uno stato di isolamento. L’eliminazione di fondamentali linee a lunga percorrenza ci mette nelle condizioni di non poter competere con il resto del Paese. Ci vogliono far rinunciare all’alta velocità e adesso si intende continuare a colpire il Sud isolandolo dal Centro e dal Nord della Penisola, così come dal resto dell’Europa. Non c’è crisi economica tanto grave da poter giustificare scelte insensate di questo tipo che colpiscono, come sempre, i più deboli. E mi riferisco ai nostri studenti, ai lavoratori pendolari ed a chi ha la necessità di spostarsi velocemente. Il tutto, senza contare il notevole danno per il comparto turistico”.

Ferrarese, pertanto, chiede al Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola di stare al suo fianco in questa battaglia affinché Trenitalia possa tornare sui suoi passi, anche grazie ad un intervento deciso del Governo nazionale. “Porterò questo problema anche all’attenzione della prossima imminente assemblea nazionale delle Province italiane – conclude Ferrarese – perché penalizzare il Mezzogiorno significa distruggere le prospettive di crescita dell’intero Sistema-Paese".

Dura anche la posizione espressa dal consigliere regionale Giovanni Epifani (Pd): “Ogni giorno la nostra regione è funestata da disservizi e tagli che lasciano pensare ad un progetto di isolamento macchinato da menti e scelte politiche scellerate e perverse. Guardando la situazione del trasporto pubblico nazionale, si può benissimo rappresentare l'Italia come un Paese a doppia velocità: in alto il Nord con il servizio trasporti sempre efficiente e in basso il Sud che subisce quotidianamente penalizzazioni pesanti: taglio dei treni a lunga percorrenza ma anche locali, chiusura delle stazioni minori, convogli lenti e sempre in ritardo; ma i disservizi e i ridimensionamenti drastici non riguardano solo il trasporto ferroviario ma anche il traffico aereo e le corse degli autobus urbani ed extra-urbani".

"Ma le tasse e i costi per i titoli di viaggio - rimarca Epifani -  li paghiamo al Sud come al Nord. Tutto ciò ha come unico risultato il collasso del trasporto pubblico e il necessario ricorso ai mezzi privati che provocano l'aumento del traffico veicolare e un esborso economico maggiore che penalizza fortemente i pendolari. La popolazione, è chiaro, non ci sta e tutti, cittadini, associazioni, sindacati e istituzioni dovremmo manifestare il dissenso unanime e corale di fronte a questa situazione paralizzante”.

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